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Quello che il renzismo non dice (122) – Come il generale Varo a Teutoburgo. Sull’onta e la vergogna degli Uffizi made in Merkel. Ma perché il ministro Dario Franceschini non si dimette?

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

Rina Brundu

Finalmente si è capito il perché della “pacca” Merkel sulla spalla del nostro Premier, ieri, in quel di Expò: si sanciva la definitiva capitolazione, anche culturale, dell’italietta renzista inginocchiata davanti al panzer teutonico.

Scagli la prima pietra colui o colei che, dopo avere appreso di come gran parte dei nostri musei saranno gestiti dalle “capaci” mani di manager stranieri con la benedizione del nostro ministro per la “cultura”, e che gli Uffizi verranno affidati all’expertise di Eike Schmidt “47 anni, esperto di arte fiorentina di fama internazionale”, non si è sentito un poco alla stregua dell’imperatore Augusto quando fu informato della sconfitta inflitta al suo esercito da Arminio, comandante delle tribù germaniche, durante la battaglia della foresta di Teutoburgo….

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

3 Comments on Quello che il renzismo non dice (122) – Come il generale Varo a Teutoburgo. Sull’onta e la vergogna degli Uffizi made in Merkel. Ma perché il ministro Dario Franceschini non si dimette?

  1. Ma non è che a qualcun altro, come a me, viene da piangere? Di norma m’incazzo ma stavolta mi viene davvero da piangere… Potrebbe essere ok mandare a putt. l’Italia di oggi, ma non possiamo distruggere la memoria… l’illusione della memoria… questo è nazismo ufficializzato…

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  2. angelino // 18 August 2015 at 19:53 //

    Ma ci rendiamo conto che per ogni cosa noi italiani facciamo delle polemiche esagerate ? e per ultimo ci rendiamo conto che i dirigenti e direttori di enti pubblici sono per la maggior parte degli emeriti idioti messi in quella posizione da politici incapaci e corrotti ? quindi ben venga un po’ di aria fresca non ammorbata dalla politica .

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    • Non sono affatto d’accordo e il suo statement mi ricorda Churchill che giustamente commentava su come gli italiani affrontino le guerre come fossero partite di calcio e le partite di calcio come fossero guerre.

      Dato che lavorativamente parlando sono nata nelle aziende americane che a inizio secolo hanno colonizzato l’Europa cominciando dal sacro suolo irlandese, credo di poter parlare con cognizione di causa in materia di management operativo internazionale.

      Di fatto, sono la prima a non sponsorizzare le nefaste pratiche operative italiche glielo garantisco…. in una molteplicita’ di field, che non sto qui ad elencarle.

      Ma c’e’ un campo, ed è quello della nostra identità culturale, del nostro patrimonio storico-culturale unico al mondo, dove non si può accettare che i barbari con il muso sporco di burro (per dirla con qualche scrittore d’età romana), vengano a dirci come dobbiamo gestirci. Men che meno accetto che questa regalia gliela facciano alcuni politicanti da strapazzo che sono indegni del sangue versato cento anni fa dai nostri padri, dai tanti ragazzi che sono partiti dalla mia Sardegna per il fronte, con il sogno di un paese migliore…

      Io a differenza sua, e proprio perché ho vissuto sempre all’estero (dove le assicuro non siamo molto amati), mi dolgo di questa nuova umiliazione e mi vergogno. Mi chiedo solo quanto ancora dobbiamo sopportare questo status-quo e perché nessuno muova un dito contro la depauperazione totale della nostra nazione. Mai, credo, gli italiani hanno vissuto un’epoca peggiore di questa. Ma se la stiamo vivendo, significa che la meritiamo con buona pace dei grandi che negli ultimi duemila anni hanno creato quella ricchezza su cui proprio oggi noi abbiamo sputato.

      Regards

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