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KAYLA MUELLER, un modello femminile da ammirare e una eroina del nostro tempo.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Kayla Mueller, 26, an American humanitarian worker from Prescott, Arizona is pictured in this undated handout photo obtained by Reuters February 6, 2015.  The Islamic State militant group said February 6, 2015 that Mueller, who it claimed it held hostage in Syria, had been killed when Jordanian fighter jets hit a building where she was being held, according to the SITE monitoring group. Kayla Mueller was abducted in Aleppo, Syria in August 2013.  REUTERS/Mueller Family/Handout via Reuters  (UNITED STATES - Tags: POLITICS CONFLICT TPX IMAGES OF THE DAY) THIS IMAGE HAS BEEN SUPPLIED BY A THIRD PARTY. IT IS DISTRIBUTED, EXACTLY AS RECEIVED BY REUTERS, AS A SERVICE TO CLIENTS. FOR EDITORIAL USE ONLY. NOT FOR SALE FOR MARKETING OR ADVERTISING CAMPAIGNS. NO ARCHIVES. NO SALES
di Rina Brundu. Non ho mai avuto una buona opinione dei santi. Non mi riferisco tanto a quelli che in virtù di superstizione conclamata avrebbero fatto miracoli, si sarebbero coperti di stigmate e avrebbero performato giochi di prestigio più o meno spettacolari. Non ho mai avuto una buona opinione neppure di quelli tutto sommato più modesti, di quelli che si sarebbero distinti per il buonismo, per l’arrendevolezza, per la capacità di perdonare Tizio e Caio, di pregare per chi li stava spedendo diritti all’altro mondo.

Ho sempre preferito i peccatori. Quelli che sono diventati tali per destino, per elezione, perché non hanno avuto altra scelta, per mancanza di forza, di occasioni, a volte persino a causa dell’unico gesto degno prodotto in tutta una vita. Non ho mai amato i martiri. La ricerca del martirio (cosa biasimevole di suo) in virtù di un premio promesso, peggio ancora se quel premio è di natura spirituale, ai miei occhi squalifica quell’atto a priori, lo fa risultare quasi mercenario.

Di converso, specialmente da piccola, amavo gli eroi. Soprattutto quelli delle ultime due guerre. Quelli che combattevano per cause terrene e avevano dato la vita per gli altri senza aspettarsi nulla per se. Né in questo mondo né nell’altro. Ammiravo questi personaggi con tutta me stessa, ammiravo la loro integrità, il loro coraggio, la grandezza della loro anima, l’abnegazione. Gli ammiro tuttora con la stessa forza che metto nel detestare i furbi, gli adulatori, i bugiardi, gli inetti, gli speculatori, i malvagi che tramano nell’ombra la sera, incapaci di rivelarsi, e vanno in Chiesa la mattina a tentar di ripulirsi la coscienza.

Sono inoltre profondamente convinta che esista una qualche legge cosmica del contrappasso e che in virtù di questa legge venga comminata una pena per ogni dolore inferto, che ciascuna di queste “pene” verrà scontata nel giusto tempo, nel giusto luogo, in maniera inesorabile. È questo uno dei pochi “credo” di tipo metafisico che ho, che ho coscientemente deciso di coltivare, a cui non potrei mai rinunciare: la certezza che il male fatto si paga.

Essere fermamente convinta che le anime disgraziate degli assassini e degli stupratori di KAYLA MUELLER, l’attivista americana rapita e uccisa dall’ISIS, non conosceranno mai più pace fino all’ultimo istante in cui avranno coscienza del sé, è forse una magra consolazione, ma aiuta.

KAYLA MUELLER, non una santa, non una martire… ma un modello femminile da ammirare incondizionatamente e una eroina dei nostri tempi.

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Lista delle associazioni umanitarie per le quali ha lavorato KAYLA MUELLER (fonte Wikipedia)

African Refugees Development Center, for whom she volunteered at a summer camp in Israel.

America’s Promise, an organization which facilitates volunteer action for children and youth

Amnesty International, for whom she founded a student chapter at Northern Arizona University.

Big Brothers Big Sisters of America, a one-on-one youth mentorship organization in the United States.

Contact Magazine, a Tibetan publication for whom she served as a journalist and an editor.

Danish Refugee Council, for whom she worked to help Syrian refugees in Turkey.

Food For Life Vrindavan, a local branch of Food For Life, which provides free food, education, and medical care for those in need in the region, for whom she taught English and kindergarten students.

Food Not Bombs, during college.

International Solidarity Movement, with whom she accompanied Palestinian families and children going to school.

Just Peace, a social justice project of United Campus Ministries at Northern Arizona University, with whom she went on a humanitarian aid trip to Guatemala and with whom she advocated against torture and Guantanamo Bay.

LHA Charitable Trust in Dharamsala, India, where she volunteered as an English teacher.

New Day Peace Center in Flagstaff, Arizona, for whom she helped to establish services for veteran students at Northern Arizona University and at Coconino Community College.

Northern Arizona University Center for Intercultural Education, which provides services to international students at Northern Arizona University.

Plum Village, the French monastery of Thích Nhất Hạnh, for whom she volunteered in the center.

Prescott Area Women’s Shelter, where she worked during the nights to help meet the needs of homeless women, children, and families.

Save Darfur Coalition, with whom she volunteered for three years, for whom she conducted multiple letter-writing campaigns and led two silent walks.

STAND, for whom she served as the President of STAND:NAU, a local chapter at Northern Arizona University, as well as the Southwest Regional Outreach Coordinator of the parent organization.

Support to Life, an international aid organization, for whom she worked to help Syrian refugees in Turkey

Tibetan Hope Center, an organization that helps Tibetan refugees to gain life skills to live independently in India, for whom she taught English and compiled a monthly newsletter.

Youth Count, where she volunteered in Prescott, Arizona participating in multiple environmental and inter-generational projects.

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2 Comments on KAYLA MUELLER, un modello femminile da ammirare e una eroina del nostro tempo.

  1. KAYLA MUELLER, guardare quel viso pulito, semplice, guardare quello sguardo limpido che crede nella vita fa veramente male. Il pensiero che non ci sia più e del male che le è stato inflitto fa male.

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