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ROMA – Dalla gloria dell’impero allo sfascio della Giunta Marino abbracciata alla Boschi. Riflessioni e considerazioni. E sullo pseudo-giornalismo da neurone rincoglionito di Agorà Estate.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

Rina Brundu

Mi ha sempre affascinato la Storia delle antiche popolazioni ma per qualche ragione non sono mai stata affascinata dalla storia dell’impero romano. Tuttavia alcuni mesi fa ho potuto fare un corso quasi accelerato sulla Roma imperiale e ne sono rimasta impressionata. A colpirmi di più sono state le vite spettacolari e il numero incredibile di generali che hanno fatto grande la loro città, la loro grande forza, il loro spirito di resilienza. Come Michelangelo che nel suo pugno tiene tutta l’arte pittorica che è venuta prima e dopo di lui, la potenza di Roma fa un solo boccone di qualsiasi impero venuto prima e dopo, incluse le superpotenze moderne. Studiando, si comprende insomma che la leggenda di Roma è tutto fuorché leggenda, che Roma è stata il risultato di uno sforzo colossale sovrumano. Un esperimento forse irripetibile nella storia dell’uomo. E a Roma la nostra civiltà occidentale deve più o meno tutto, anche quando si è trattato di salvare altre eredità culturali….

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

5 Comments on ROMA – Dalla gloria dell’impero allo sfascio della Giunta Marino abbracciata alla Boschi. Riflessioni e considerazioni. E sullo pseudo-giornalismo da neurone rincoglionito di Agorà Estate.

  1. Andrea // 31 July 2015 at 17:20 //

    Non ho mai avuto una particolare simpatia per il mondo greco romano anche se ne riconosco la grandezza e l’assoluto debito che ha la nostra cultura occidentale. Forseper me fu l’influsso di Lawrence che nei Etruscan Places accusava i sweet minded romani della distruzione del mondo etrusco. Da allora il mondo si è talmente rivoltato che è difficile fare confronti e avere rimpianti. Non so se Marino ce la farà, ha un compito gigantesco, ma credo che avrei fatto come Renzi: tenermelo visto la sua volontà e vedere che succede. Perché in effetti le alternative sono di passare da Scilla a Carridi. Questo per il PD. Una alternativa interessante sarebbero le votazioni, e in tal caso voterei 5 Stelle, Ma immagino l’imbarazzo del PD se Stelle riescono a uscire dalla puzzolente melma. Quindi io mi terrei Marino, che Renzi se ne esce comunque col minore dei mali, visto la pervicacia di Marino. Ma io penso che Marino ha le carte potenziali per vincere la sfida: il marcio era rimasto sotto molte ceneri, oggi può invece agire con molta energia e decisione. L’avrà? Vedremo.

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    • Consiglio davvero questa serie di documentari BBC che narra la storia di Roma attraverso le gesta dei suoi generali e imperatori, e non solo questa serie. Sarà strano dirlo ma solo di recente (dunque non a scuola) io ho capito perché oggi ricordiamo l’impero militare romano come non fossero passati 2000 anni… Al suo confronto, le armate di Hitler erano giocattoli per bambini… Ti impressiona la capacità di questo impero di gestire militarmente infiniti confini roventi… Falliva un generale? Subito sul quel fronte veniva spostato un suo collega che aveva condotto campagne vittoriose in zone completamente diverse del mondo… Le guerre con i barbari sono al loro modo spettacolari… Pensare che Alfano non riesce a gestire quattro carrette del mare e chiamava l’operazione Mare Nostrum… E mi fermo qui perché paragonare quei giganti ai nanetti di oggi è un offendere la loro memoria che davvero non si meritano.

      E in quanto a Lawrence dovrebbe starsi zitto dato che camminava sulle strade che gli hanno costruito quei generali e usa una lingua per il 60% composta da lemmi coniati da quegli uomini. E non solo. Senza considerare naturalmente che a Roma si parlava di politica quando i progenitori di Lawrence erano ancora up-the-tree. Credo che questo dica tutto.

      La giunta Marino invece è l’espressione più concreta, più plasmante del gattopardismo renziano… Mentre quest’ultimo è il giogo che tiene in schiavitù una nazione ancora molto lontana dal ritrovare la dovuta dignità. Eppure sarebbe tempo di fare qualcosa se non per noi per il rispetto che si deve ai quei grandi che ci hanno preceduto.

      Mi rendo conto che per chi ha sempre vissuto in Italia il discorso può sembrare azzardato, annichiliti come si e’ da una stampa asservita… ma ti assicuro che stare all’estero e vedere il tuo paese insultato con il sorrisino ogni volta che lo si nomino non è piacevole. Non lo è affatto per chi nonostante tutto lo ama ancora.
      Best Regards

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  2. E che dire dell’altro fronte “caldo”, il giornalismo RAI (e non solo) di questi tempi? Si resta davvero impressionati (anche qui impressionati, ma per motivi diversi), da un’ignoranza puntuale, abissale, senza un know-how minimo di come gira il mondo digitale che questi signori vivono e pretendono di rappresentare… Ma è possibile che non si riesca a prendere quattro giovanotti brillanti dalle nostre univerisità, che pur non mancano di intelletti capaci, per dirimere e spiegare le notizie del nostro tempo senza che si abbia l’impressione di essere presi per il culo. Perché dobbiamo pagare il canone per vedere questi ottuagenari mentali raccomandati che aggiungono la beffa al danno? Ah, saperlo!

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    • Andrea // 31 July 2015 at 20:07 //

      Ma come osi! Vuoi mettere 4 ragazzini di fronte al riservatissimo club dei giornalisti tesserati! E’ un Ordine, non si può essere altrimenti un giornalista! Ora se altri ordini hanno un senso ( medici, farmacisti, ecc.) c’è da chiedersi quale garanzia dà l’Ordine dei giornalisti ai cittadini. Ci deve pensare il direttore responsabile del giornale o lo stesso giornalista. Evidentemente è un inutile (per i cittadini) residuo del corporativismo fascista. E’ tutt’altra cosa appartenere ad una associazione di giornalisti o altro.
      A parte questo il tuo punto di vista sui romani è accettabilissimo, avevano un senso socio morale fortissimo, ma ebbero anche grandi uomini. Noi troppi Machiavelli o per essere più precisi troppi tipi descritti da Machiavelli, che apparteneva ad altra razza.
      Vedo volentieri i talk show, malgrado un concentrato di saputaggine e cretineria. Non riesco a capire come nessuno sia capace di rimbeccarli sul serio senza che si trasformi in un cicaleccio incomprensibile.

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      • Credo di sapere perché nessuno dica qualcosa di sensato in quei contesti, perché chi “sgarra” non viene invitato. E comunque non è quello il problema: nessun valido intellettuale coltiverebbe il suo spirito frequentando simili luoghi. Non mi risulta infatti che Asor Rosa, Eco e gli altri validi (pochi ma ancora qualcuno lo abbiamo), passino le loro giornate nei talk show. Sono, se vuoi, ghetti culturali diretti alla pancia del paese, non credo che nessun valido elemento possa “sminuirsi” frequentandoli.

        Sui giovanotti universitari invece non scherzo… Questo non è il mondo del periodo del boom italiano nel quale bastava un diploma una laurea per fare una differenza e avere titolo per parlare agli altri… Quello digitale è il mondo delle competenze incrociate dove per fare una differenza occorrono skills non ancora alla portata di tutti… E dove appunto chi va in televisione a sparlare di ciò che non conosce (sovente mostrando qualità linquistiche e oratorie terzo mondiste) rischia il ridicolo rivolgendosi ad un pubbico il 90% delle volte più capace di lui o lei. Il concetto del “digital divide” è infatti un concetto complesso che va analizzato alla luce di parametri differenti…ed è un concetto importantissimo che in parte giustifica anche il presente stato comatoso del paese: altro che Jobs Act per farlo ripartire!

        Sui romani, intendiamoci: quell’impero, come tutti gli imperi, è stato costruito sulle guerre, le carneficine, le ingiustizie, gli odi, i rancori etc etc etc… Ma vero è che il buono che hanno prodotto non ha paragoni. Ripeto, da quando ho visto quei documentari e mi sono “acculturata” in merito, ho imparato a guardare a quei generali con un rispetto enorme. Alcuni sono stati dei grandi (vedi Traiano), dei grandissimi, degli uomini il cui splendore nei millenni che verranno non potrà mai essere oscurato neppure da milioni di governi uguali per incapacità a quello attuale. Il che è tutto dire. Regards.

        PS Sul dis(Ordine) dei giornalisti mi riservo altro commento, anche se sono argomenti di cui mi occupavo tanto tempo fa. Ora l’argomento mi annoia, ho sempre bisogno di cose interessanti e novità per tenere sveglio il mio neurone rincoglionito… e francamente l’argomento dis(ordine) dei giornalisti non gli fa neppure il solletico…

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