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Della tragedia greca atto secondo: il varoufakismo tra Che Guevara e Mastro Agostino Miciacio. Sul “terrorismo mediatico” che incensa falsi miti mentre le Borse vanno a picco e lo Spread sale.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Il trendyssimo Varoufakis tra le pagine del Corriere.it

Il trendyssimo Varoufakis tra le pagine del Corriere.it

di Rina Brundu. Di buono c’é che quella messa in scena dal Primo Ministro greco Alexis Tsipras e dal suo (ex) Ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, non sembra una tragedia scritta da dilettanti allo sbaraglio, quanto piuttosto un dramma epocale di tipo shakesperiano che non manca di sfaccettature stile gotico sublime. A questo proposito fa impressione, tra le altre cose, la reiterata “leggerezza” con cui, mentre le Borse vanno a picco, lo Spread sale, il nostro debito aumenta, la Stampa italiana "che conta" continua a subirne la fascinazione e a presentare gli attori di tale nefasto play, ma soprattutto i suoi antieroi per eccellenza, vedi il cliccatissimo Varoufakis, come star adolescenziali in grado di fare tendenza.

Parafrasando lo stesso ex Ministro delle Finanze ellenico che solo pochi giorni fa ha definito i suoi colleghi europei dei terroristi finanziari, non sarebbe azzardato dire che se ci troviamo al punto in cui ci troviamo molto è dovuto anche al sensazionalismo, al terrorismo mediatico perpetrato in tutta Europa, e in Italia in particolare, da numerosi organi di Stampa, ciascuno impegnato a difendere gli interessi della sua parrocchietta. Da questo punto di vista faceva quasi orrore, l’altra sera, sul TG1 di Giorgino, la felicità bambinesca del Nichi Vendola in trasferta in quel di Grecia, mentre impegnato a salutare la vittoria del NO e quasi a sostituire idealmente l’icona datata cheguevariana con quella più digitalmente trendy di Yanis Varoufakis.

Difficile per chi conosce la vera storia del Che, coltivare il suo mito senza metterlo in discussione, ma sostituirne la figura con quella di Varoufakis è davvero troppo. Eppurtuttavia – l’impressione che si ha a queste latitudini informate da giornali e giornalisti più posati – è che non non ci sia quasi verso di fare in modo che il giornalismo italiano, nonché un dato modo italico di fare politica obsoleta, imbevuta di diktat da regime ideologico, riescano a distinguere tra notizia seria e pettegolezzo, laddove ogni novità si confonde e si perde dentro un calderone fumante gravata dallo stesso peso specifico. E mentre tutto è importante e nulla è davvero importante, e chi più può inneggia all’incombente Armageddon con ridicoli statement tipo “hasta la vittoria siempre”  il MIB segna un – 3.5% e lo Spread torna a crescere.

Un poco come passare sotto le forche caudine con il sorriso sulle labbra, o comportarsi alla stregua del romantico Mastro Agostino Miciacio – il calzolaio interpretato dall’immenso Totò nell’indimenticabile “San Giovanni Decollato” (1940) –  il quale era idealmente e fondamentalmente disposto ad offrire la sua testa mozzata su un piatto d’argento ai bossetti del quartierino, pur di non rinunciare a cantare la sua mazurketta dei vent’anni.

O di altri momenti neppure troppo seri del varoufakismo mediatico imperante e da ricordar sospirando. O dimenticare. Whichever.

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2 Comments on Della tragedia greca atto secondo: il varoufakismo tra Che Guevara e Mastro Agostino Miciacio. Sul “terrorismo mediatico” che incensa falsi miti mentre le Borse vanno a picco e lo Spread sale.

  1. Riccardo // 6 July 2015 at 17:17 //

    BREVE CONSIDERAZIONE SULL’IDEA DI EUROPA VISTA DA ALEXIS TSIPRAS

    Ti accetto nel club perché ho ambizioni inclusive, anche se dovrei ricoprirti di palle nere e farti aspettare decenni visto che sei un soggetto economico impresentabile. Entri, perché ti conviene e io passo sopra alla mia convenienza dubbia per amore del club della pace, della cooperazione e dell’interdipendenza funzionale con tutti i suoi cinismi. Imbrogli sui conti e vivi a sbafo, pensi che bastino le glorie del Partenone e delle Olimpiadi; spendi spandi e ozi in modo clientelare con il contributo attivo della classe dirigente, delle élite e del tuo valoroso popolo. Il club va in crisi, come succede ciclicamente nel Rotary del capitalismo, ma vuole salvare moneta, finanza, economia, e si dà da fare in Spagna, Portogallo, Irlanda, Italia, Francia e altrove Germania compresa, almeno un po’. C’è come in ogni crisi un conto dei guadagni, dei rischi e delle perdite, non tutti sono sullo stesso piano.
    Tu hai bisogno di essere rimpannucciato, sennò vai fuori mercato e fuori club. Ti presto un sacco di soldi mentre sei già oltre la linea del fallimento e della solvibilità. Una parte dei soldi che ti presto servono a mettere in sicurezza le mie banche gravate dalla tua carta straccia, forzieri che servono ai capitalisti ma anche alle famiglie e ai lavoratori, ai risparmiatori, agli investitori, ai consumatori, agli imprenditori. Un’altra parte dei soldi te li incameri come strategia di salvezza nazionale, non voglio farti fallire e comprarti a prezzi stracciati né consegnarti al salto nel buio. Tu non vuoi fallire.
    Risultato: ti rimetti un po’ in carreggiata con governi liberal-conservatori. Si potrebbe procedere per quella strada, no? Ma sei insaziabile. Vuoi decidere il tuo destino all’insegna del pasto gratis, eleggi un centro sociale al governo del tuo paese, e ingaggi una lotta mitologica contro di me, il Minotauro cannibale, punti sulla crisi umanitaria e sulla remissione del debito, che è la via più facile (per te).
    Ti dico: ti presto altri soldi a carico dei miei cittadini, e mi impegno a fargli ingoiare questo nuovo rospo, ma devi spendere di meno e lavorare di più, ingegnarti, come si dice, e fare tutto questo in accordo con me, perché so che alla fine il debito si volatilizzerà almeno in parte, ma è giusto che tu ti impegni a onorarlo per intero e ti metti in grado di restare nel club, se ci tieni. La tua risposta, anche su suggerimento dei circuiti opulenti dei nemici dell’euro, è la guerra di guerriglia alle inique sanzioni, come un caudillo castrista o un duce mediterraneo qualsiasi, mi dai del nazista e amico dei nazisti, convochi adunate di piazza piene di orgoglio, chiami un referendum che è peggio di un imbroglio contabile, e lo definisci sovranità e democrazia.
    Che faccio, chiamo un referendum anch’io? Mi hai ricattato, vuoi la luna, e mi chiami ricattatore in alleanza con le sinistre i populisti le destre d’assalto di tutta Europa. A questo punto ti dico: levati dai piedi, fa’ una bella unione con Erdogan e Putin, 429 milioni di europei sono stufi di mantenere undici milioni di greculi.

    Il Greculo: “Ho famiglia”.

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