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MASSIMO PITTAU – APPELLATIVI E TOPONIMI ITALIANI DI ORIGINE ETRUSCA

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

appellativi animatoNel noto commentatore di Virgilio, il grammatico Servio (ad Aen., XI 567), troviamo citata una frase di Catone: «L’Italia era stata quasi tutta sotto il dominio degli Etruschi» (In Tuscorum iure paene omnis Italia fuerat). Inoltre Tito Livio (I 2; V 33) parla della potenza, della ricchezza e della fama degli Etruschi, in terra e in mare, dalle Alpi allo stretto di Messina.


In linea di fatto, al di là del territorio dell’antica Etruria, che si estendeva dalla costa del Mar Tirreno settentrionale ai confini dei due fiumi Arno e Tevere, numerosi dati documentari, archeologici, epigrafici e storici assicurano l’espansione del loro dominio a sud fino al Latium vetus (Roma, Terracina) e alla Campania (Capua), a nord fino all’Emilia (Felsina/Bologna, Modena), al Veneto (Adria, Spina), fino a Mantova e all’Alto Adige (Varna, Velturno, Vipiteno). Essi inoltre dimostrano l’ampia penetrazione che gli Etruschi fecero anche al di là del fiume Po, fin nel cuore delle Alpi, di certo alla ricerca di giacimenti di minerali.
La documentazione epigrafica poi va molto al di là di questi già vasti confini di espansione politica, dato che iscrizioni etrusche sono state rinvenute nel sud anche a Pontecagnano al confine estremo della Campania e nel nord a Piacenza e in Liguria. E poi ulteriormente fuori dell’Italia, a Marsiglia, in Corsica e perfino in Sardegna (quattro; UNS 97-108; TIOE 101-9).
A proposito delle iscrizioni etrusche, va ricordato e tenuto ben presente il fatto che sono stati gli Etruschi a introdurre la scrittura in Italia (con eccezione della Magna Grecia e della Sicilia), insegnandola ai Romani, agli Umbri, ai Veneti e ai Reti.
Ebbene, questa larga espansione geografica della scrittura degli Etruschi, molto al di là del loro dominio politico e coloniale, è dimostrata ampiamente e chiaramente dai risultati effettivi che io ritengo di avere acquisito con lo studio dei relitti della lingua etrusca, rimasti sia nel lessico della lingua italiana e dei suoi dialetti, sia nella denominazione di numerosi e importanti toponimi italiani.
Facendo precipuo riferimento agli appellativi italiani preciso che io citerò in questa mia opera i seguenti:
1. Appellativi italiani, anche dialettali, che ritengo che derivino direttamente da altrettanti etruschi (ovviamente sono in prevalenza toscani).
2. Appellativi italiani che derivano da altrettanti latini, a loro volta probabilmente di origine etrusca.
3. Appellativi italiani che probabilmente derivano da altrettanti latini omoradicali o corradicali con altrettanti etruschi.
4. Appellativi italiani che derivano da altrettanti greci entrati nel latino attraverso la mediazione etrusca (abbastanza facilmente individuabili in virtù di significative discrepanze fonetiche).

Preciso ancora che:
5. Con totale tranquillità io talvolta farò riferimento ad appellativi di altre lingue indoeuropee, dato che io appartengo alla schiera di linguisti che ritengono anche l’etrusco essere una lingua indoeuropea (però molto più evoluta delle altre) (ritengo di avere perfino dimostrato che quasi tutti i numerali della prima decade sono pur’essi chiaramente indoeuropei; TCL Capo V).
6. Ancora con totale tranquillità io confronterò e connetterò appellativi etruschi, latini, greci e italiani con altrettanti antroponimi etruschi, dato che è indubitabile che in tutti i domini linguistici pure gli antroponimi, almeno in origine, avevano un loro “contenuto semantico” o un loro “significato”.
7. Facendo riferimento ai toponimi, preciso che farò spesso riferimento ad altrettanti antroponimi, dato che è del tutto certo che in tutti i domini linguistici molto di frequente antroponimi e toponimi si richiamano tra di loro, poiché un antroponimo può derivare da un toponimo o viceversa.
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APPELLATIVI E TOPONIMI ITALIANI DI LINGUA ETRUSCA

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Massimo Pittau (Nuoro, 6 febbraio 1921) è un linguista e glottologo italiano, studioso della lingua etrusca, della lingua sarda e protosarda. Ha pubblicato numerosi studi sulla civiltà nuragica e sulla Sardegna storica. Le sue posizioni riguardo al dialetto nuorese (massima conservatività nell’ambito romanzo) sono vicine a quelle del linguista Max Leopold Wagner con cui è stato in rapporto epistolare. Nel 1971 è entrato a far parte della Società Italiana di Glottologia e circa 10 anni dopo nel Sodalizio Glottologico Milanese. Per le sue opere ha ottenuto numerosi premi.


APPELLATIVI E TOPONIMI ITALIANI DI LINGUA ETRUSCA by Massimo Pittau

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Product Details

  • File Size: 755 KB
  • Publisher: IPAZIA BOOKS; 1 edition (June 4, 2015)
  • Sold by: Amazon Digital Services, Inc.
  • Language: Italian
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