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Della società di massa secondo….

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Una rappresentazione grafica di una macchina di Alan Turing, padre degli Algoritmi
Felice Monda. La società di massa è caratterizzata da modelli di comportamento generalizzati per la maggioranza della popolazione, da una produzione, distribuzione e consumo dei beni e dei servizi su vasta scala, da una partecipazione alla vita politica e culturale secondo standard ampiamente diffusi e favoriti dai mezzi di comunicazione di massa(mass-media). La società di massa si caratterizza per fenomeni come la desertificazione culturale e l’appiattimento sociale.

Della massa è difficile fornire una definizione sociologica univoca poiché esiste un’interpretazione positiva della massa, secondo la quale essa può diventare il luogo di una coscienza collettiva (ad es. il proletariato come “massa” dei lavoratori in lotta) ed una negativa che vede in essa un insieme di soggetti incoscienti o manipolati ( ad es. la massa sottomessa ai regimi totalitari o quella condizionata dai mass-media).

La massa, come soggetto di azioni sociali o come oggetto di manipolazione, sembra comunque giunta sul palcoscenico della storia, tanto che — spontaneo o meno — ogni tipo di governo vive ormai grazie al consenso di quell’anonimo protagonista che ha assunto il nome di opinione pubblica.

La cosiddetta società di massa è stata generata da alcuni fattori storici e antropologici, quali la crescita dell’apparato industriale e l’elevata urbanizzazione, connessi sia alla prima che alla seconda rivoluzione industriale. Con la terza rivoluzione industriale o massmediatica la società di massa si è affermata ancora di più arrivando fino ai tempi recenti in cui essa esprime allo stesso tempo sia la società dei consumi(Baudrillard) che la società dell’immagine.

La società di massa e i mezzi di comunicazione di massa organizzano il consenso dei cittadini nello stesso modo in cui si verificava nei totalitarismi ossia con la propaganda.

I mass-media diventano fabbriche di consenso e di distrazione di massa.

La democrazia di massa, infine, non si differenzia tanto dai totalitarismi in quanto in essa la partecipazione dei cittadini è maggiore bensì solo nella misura in cui è realmente determinata dalla libera adesione dei singoli e dei gruppi a quei valori che solo la società può creare e lo Stato riconoscere e garantire.

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