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Corsera fontaniano? Io mi vergogno. Ecco perché non lo leggerò più. Torno a “Repubblica”.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

Rina Brundu

Proprio così: torno a Repubblica. Come al tempo dell’Università. Per carità, neppure la creatura scalfariana, in tempi post-scalfariani, è aliena alle derive edonistiche renziste ma almeno lo stile è intellettualmente maturo, low-profile quel tanto che basta e il quotidiano non manca mai di qualche editoriale graffiante. Soprattutto, bisogna dare atto al giornale di Ezio Mauro di una vision giornalistica più cosmopolitica, moderna, a suo modo libera e liberata (non è paradossale il discorso considerando le simpatie politiche dell’editore), che se ne guarda bene dal pubblicare poster lenzuolo del capo dell’Esecutivo di turno a tutta pagina e senza limiti di tempo…

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

5 Comments on Corsera fontaniano? Io mi vergogno. Ecco perché non lo leggerò più. Torno a “Repubblica”.

  1. Io da tempo leggo solo la Stampa. Mi piace molto la linea editoriale di Calabresi, che ritengo, al momento, il miglior direttore di giornale in Italia.
    Non sono così d’accordo, invece, sulla “neutralità” di Repubblica, sebbene Mauro non sia così apertamente filogovernativo.

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    • Mai detto che “Repubblica” sia giornale “neutrale”, anzi proprio il contrario. Ho detto però che non scadono mai nel giornalismo childish che è cosa diversa.

      Concordo sulla Stampa di Calabresi ho infatti inserito anche la sua Home che fornisce esempio plastico di come si possono dire le stesse cose senza risultare così asserviti.

      Che poi questa sorta di sindrome nordcoreana da noi porta altri-risultati: credo che buona parte del mio astio nei confronti del renzismo derivi proprio da questa vocazione agiografica con cui lo omaggia la Stampa.

      Non ci può essere democrazia vera in un Paese dove la Stampa va a braccetto con il capo del governo e c’é solo una cosa peggiore per un giornale del diventare il braccio armato-mediatico di un Esecutivo, quello di diventarne il braccio armato-comico.

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      • Hai ragione, ho riletto bene l’inizio del post, mi scuso per il fraintendimento.
        Concordo sull’analisi relativa all’imparzialità che la stampa (lo scrivo con la s minuscola, per non confonderla con il giornale :-)) dovrebbe avere. Renzi da parte sua cerca di sfruttare tutti i canali di comunicazione, come sta facendo anche Salvini, perchè entrambi hanno capito la tecnica berlusconiana per la quale la visibilità genera voti. E la stampa è tra quei canali, soprattutto considerando l’online.
        Grillo è riuscito a sconvolgere questo assioma nelle elezioni del 2013, salvo poi ridimensionarsi un po’ (per sua ammissione) a causa della scarsa visibilità in tv.

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  2. Il giornale è “La Stampa”. Io Stampa lo scrivo con la S maiuscola con intento chiaramente goliardico: non c’é alcuna Stampa degna della S maiuscola e di questo nome in Italia al momento.

    Per leggere un giornale davvero tale è meglio cliccare qui

    Questo è giornalismo come lo intendo io

    http://www.nytimes.com/

    Dissento sul paragone con Salvini. Questo perché nell’immaginario collettivo – e dell’intellettualità inginocchiata e aneuronica che caratterizza i tempi – la Grande Stampa che sta dietro Renzi, è quella che “conta”. E dunque fa maggior danno.

    Su Salvini si ride, senza rendersi conto che sono due facce malate dalla stesssa medaglia malata.

    E comunque io alla televisione italiana non assegno nessun compito formativo perché è solo una specie di adunata di circus freaks. Quindi si può scusare (anche quando si eccede come è avvenuto con il Giletti sconcio inginocchiato a leccare il Premier).

    Il problema del M5S al momento è che non ha una strategia comunicazionale organizzata e valida e gli manca una piattaforma intellettuale valida. Non è un particolare irrilevante.

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  3. ‘Azz… speriamo che la principessa non somigli a quella presentata dal Corriere, sembra peggio di Camilla: oltre il danno (giornalistico) la beffa!!

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