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Roberto Saviano,“Le notti bianche” di Dostoevskij e il flash-mob sulla lettura di “Amici”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

427676_384996721528761_1629135990_nEra una notte incantevole, una di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo simile potessero vivere uomini irascibili ed irosi. Gentile lettore, anche questa è una domanda proprio da giovani, molto da giovani, ma che il Signore la ispiri più spesso all'anima!...

Così parlo Zarat… pardon, così parlò Roberto Saviano questa sera durante il suo intervento al flash-mob  sulla lettura del defilippiano programma “Amici”. Insomma… l’autore di “Gomorra” ha cominciato citando l’incipit de “Le notti bianche” di Fedor Dostoevskij.

Confesso che di norma faccio molta fatica a seguire la semplicità dei discorsi di questo autore, Saviano non Dostoevskij, la semplicità m’annoia. E i discorsi di Saviano non sono solo semplici, sono anche scontati, raramente mi racconta qualcosa di nuovo, se non forse quando propone gli argomenti che conosce al meglio e per la cui condivisione gli siamo molto grati, come le maleffatte e le variegate attività della criminalità organizzata.

Vero è però che questo ragazzo ha una qualità importante: quando parla non si impone, non ti invade e non ti asfissia. Ha una straordinaria capacità di raccontare e di “donarsi” ed è uno dei pochi opinionisti che ti fa piacere ascoltare anche quando ti dice qualcosa che hai già sentito. Non scade mai nella retorica pesante e pure questo è un dono. Fa bene a partecipare a programmi come “Amici” e a proporsi come modello per i ragazzi: bravissimo!

RB

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