PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

L’ELOGIO FUNEBRE DI LARIS PULENAS

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

(CIE 5430; TLE, TETC 131; ET, Ta 1.17)

(CIE 5430; TLE, TETC 131; ET, Ta 1.17)

uno studio di Massimo Pittau.

IV versione migliorata

PREMESSA

La presente è una delle più lunghe iscrizioni etrusche che possediamo, dato che è stesa su 9 righe e contiene 60 vocaboli. Essa risulta scolpita sull'effigie del rotolo di un volume tenuto aperto ed esibito da un defunto, il quale è raffigurato disteso sul coperchio di un sarcofago in nenfro del 200 circa a. C. Questo sarcofago è stato rinvenuto a Tarquinia, nel cui Museo Nazionale risulta attualmente conservato ed esposto. Certamente Laris Pulenas era un personaggio che aveva ricoperto alte cariche pubbliche e sacerdotali.

Testo Etrusco

e traduzione interlineare

1 LRIS · PULENAS · LARCES · CLAN · LARΘAL · PAPACS

Laris Pulenio figlio di Larce, nipote di Lart

2 VELΘURUS · NEFTS · PRUMS · PULES · LARISAL · CREICES

nipote di Veltur, pronipote di Laris Pullio Greco;

3 AN CN · ZIX · NEΘŚRAC · ACASCE · CREALS · TARXNALΘ · SPU

egli questo scritto aruspicino compose della proceazione in Tarquinia

4 REM · LUCAIRCE · IPA · RUΘCVA CAΘAS · HERMERI · SLICAXEM

e la città si guadagnò, dove (fu) per fissare i giri di Cata e indisse

5 APRINΘVALE · LUΘCVA · CAΘAS · PAXANAC · ALUMNAΘE · HERMU

da araldo i ludi di Cata e il Baccanale, confermato nell’ufficio

6 MELE · CRAPISCES · PUTS · XIM · CULSL · LEPRNAL · PŚL · VARXTI · CERINE · PUL

poi la deposizione di questo sarcofago (e) di tutto il vasellame per Culsona Leprinia in promessa alla stessa dispose

7 ALUMNAΘ · PUL · HERMU · HUZRNATRE · PŚL · TENIN[ES] CI · MEΘLUMT · PUL ·

poi confermato nell’ufficio dello stesso addestramento della gioventù tre (anni) nella Federazione

8 HERMU · ΘUTUIΘI · MLUSNA · RANVIS · MLAMNA[S] (—–)· [ALU]MNAΘURAS · PAR

poi confermato nella custodia del vaso offertorio dell’offerta (——-) e del collegio dei novizi fu preside

9 NIX · AMCE · LEŚE · H[E]RM[E]RIER

(ed) esaminò quelli da confermare.

Traduzione interpretativa

Laris Pulenio figlio di Larce, nipote di Lart (nonno) nipote di Veltur (zio), pronipote di Laris Pullio Greco; egli questo scritto aruspicino compose sulla proceazione in Tarquinia e la (simpatia della) città si guadagnò, dove (fu addetto) per fissare i giri di Cata e indisse da araldo i ludi di Cata e il Baccanale, confermato nell’ufficio, poi la deposizione di questo sarcofago (e) di tutto il vasellame per Culsona Leprinia in promessa (fatta) alla stessa dispose, poi confermato nell’ufficio dello stesso addestramento della gioventù tre (anni) nella Federazione, poi confermato nella custodia del vaso offertorio per l’offerta (——-) e del collegio dei novizi fu preside (ed) esaminò quelli da confermare.

 

LESSICO E COMMENTO

ACASCE (3) significato quasi certo «fece, compose». AN CN ZIX NEΘŚRAC ACASCE «egli questo libro aruspicino compose» (si riferisce al libro o, meglio, al volume simbolico raffigurato sul coperchio del sarcofago e tenuto aperto dal defunto).

ALUMNAΘE (ALUMNA-Θ(E)) (5, 7) probabilmente «nell’ufficio, nella funzione» (in locativo figurato), da confrontare col lat. alumnus «alunno, discepolo, servo» (DETR, DICLE).

[ALU]MNAΘURAS (8) probabilmente «del collegio degli alunni, discepoli, novizi» (DETR 41).

AMCE (9) «fu, è stato» (LEGL, DETR).

AN (3) «egli, ella, esso-a (stesso-a); lui, lei; lo, la; ciò».

APRINΘVALE (5) probabilmente «da araldo», in pertinentivo sing. di modo di APRINΘU probabilmente «apritore, iniziatore, araldo, annunziatore, cerimoniere», da confrontare col lat. aperire, che finora è di origine incerta (dell, deli, Etim).

CAΘAS (4, 5) «di Cata», divinità femminile del Sole, definita da Marziano Capella filia Solis (TCL 65, DETR).

CERINE (6) probabilmente «curò, costruì, fece costruire, dispose» (perfetto forte) (DETR 103). MELE CRAPISCES … CERINE «la deposizione di questo sarcofago … dispose»; e probabilmente prima di morire dettò il testo del suo epitaffio.

CI (7) «tre» anni oppure volte.

CN (3) «questo», accusativo di CA.

CRAPISCES (6) (CRAPIS-CES) (col Rix leggo così, invece di CRAPICCES) «di questo sarcofago» (in genitivo articolato); è da distinguere in CRAPIS «di sarcofago» e -CES «di questo» (si tratta del sarcofago in cui è deposto proprio Laris Pulenas, il quale dunque aveva predisposto di fabbricarlo quando era ancora in vita); è da confrontare con CRAPŚTI «nel bacile» del Liber linteus ed è conosciuto anche nelle varianti CAPRA e CAPER, tutte da confrontare col lat. caprunculum: vas fictile (Paolo-Festo, num. 34 pg. 42).

CREALS (3) significato compatibile «della/sulla procreazione» di prole (in genitivo rideterminato) (corrige DETR, GTLE).

CREICES (2) «di Craecio, del Greco», gentilizio masch., da confrontare con quelli lat. Craecius, Graecius (RNG), in origine cognomen = “nativo  della Grecia”, dal greco Graikós (TCL 64; DETR 118).

CULSL (CULS-L) (6) «di/a Culsona», genitivo di CULŚU «Culsona», dea custode della porta dell’oltretomba (DETR 121). Vedi CULŚCVA «porte».

HERMERI (4) significato compatibile «da fermare, confermare, fissare» (in gerundivo), da confrontare col lat. firmare (sinora di origine incerta; DELL, DETR, DICLE). RUΘCVA CAΘAS HERMERI «(fu addetto) a fissare i giri di Cata».

H[E]RM[E]RIER (H[E]RM[E]RI-ER) (9) «quelli da confermare», gerundivo sostantivato plur. (LEGL 128: TCL capo IV). Vedi HERMERI.

HERMU (5, 7, 8) significato compatibile «confermato» (participio passivo), da confrontare col lat. firmus (sinora di origine incerta; DELL, DETR, DICLE). ALUMNAΘE HERMU «confermato nell’ufficio». Vedi HERME, FERME «Hirmio», «Firm(i)o».

HUZRNATRE (HUZRNA-TRE) (7) probabilmente «associazione dei giovani, gioventù» (quella atta alle armi), «esercito» (TCL 64, 67) (Ta 1.17). Vedi HUŚUR, HUSL, HUSRNANA, -ΘUR, -TUR, -ΘURA, -TRA, -TRE.

IPA (4) probabilmente «ivi» oppure «dove» (avverbio di luogo), da confrontare coi lat. ibi, ubi (DETR).

LEPRNAL (6) CULSL LEPRNAL «di Culsona Leporina», probabilmente perché la lepre era considerata un animale di cattivo augurio, tanto che si evitava di nominarla (DELL), quasi certamente perché vivendo in tane come cunicoli si riteneva che fosse in comunicazione con gli Inferi (cfr. M. Pittau, L’etimologia di labirinto, sito internet) oppure perché provocava la lebbra (lat. lepra) oppure perché venerata dai Leprini (cioè dagli abitanti dell’odierno Leprignano nel Lazio) o infine perché il suo culto era gestito da una famiglia Leprinia (TCL 66; DETR 256).

LEŚE (9) probabilmente «esanimò» (perfetto forte 3ª pers. sing.) (TCL 67) (significato compatibile col contesto). Vedi LESECE.

LRIS (1) abbreviazione del pronome pers. masch. LARIS (vedi anche ET, Ta 1.171).

LUCAIRCE (4) probabilmente «si guadagnò», preterito debole, da confrontare col lat. lucrari «guadagnare» (corrige TCL VI; GTLE).

LUΘCVA (LUΘ-CVA) (5) probabilmente «i ludi» (plur. articolato), da confrontare col lat. ludus «ludo, festa, esercizio, occupazione»; plur. «giochi religiosi»; ludio,-onis, ludius «attore, ballerino» (suff. –on-) (già prospettati come di origine etrusca; DELL, DELI, DICLE).

MELE (6) (Liber IV.5, 17; Ta 1.17) probabilmente «posto, (de)posizione, posizionamento».

MEΘLUMT (MEΘLUM-T) (7) «nella (Con)Federazione» delle città etrusche (vedi Liber).

MLAMNA[S] (8) probabilmente «dell’offerta», da connettere con MLAX «dono, dono votivo». Vedi MLUSNA, MLAKAS, MULUVANICE.

MLUSNA (8) probabilmente «offertorio-a». Vedi MLAMNA[S], MLAKAS, MULUVANICE.

NEFTS (2) «nipote (di zio)», da confrontare col lat. nepos,-otis (indeur.)(DETR 297).

NEΘŚRAC (3) significato quasi certo «aruspicino, relativo all’aruspicina». Vedi NETSVIS «aruspice» (significato assicurato dalla bilingue ET, Um 1.7), da confrontare col greco nédyia «visceri» (finora di origine ignota; DELG) (LEGL 90; DETR 295).

PAPACS (1) significato quasi certo «nipote (di nonno)», da PAPA «nonno» (DETR 307).

PARNIX (8-9) probabilmente PARNI-X «e portiere, preside, rettore», da confrontare col lat. Barnus, dio delle porte (già prospettato come di origine etrusca; EPhIL 31, DELL) (significato compatibile col contesto). Vedi gentilizio PARNA.

PAXANAC (PAXANA-C) (5) significato quasi certo «e il Baccanale» (DETR), da cui è derivato il lat. bachanal,-alis «baccanale», festa in onore di Bacco e luogo consacrato a Bacco. È appena il caso di ricordare che i Baccanali passarono appunto dall’Etruria a Roma, dove però furono proibiti dal famoso senatoconsulto del 186 a.C. (TETC 131, 137; LELN 66-70).

PRUMS (2) significato certo «pronipote» (DETR 327).

PŚL (6, 7) significato probabile «de/allo-a stesso-a» (in genitivo di dedicazione), da confrontare col lat. ipsius (DETR 327).

PUL (6, 7, 8) probabilmente «poi … poi … poi».

PULENAS (1) «(di) Pulenio», gentilizio masch. in genitivo patronimico fossilizzato (LEGL 178); DETR 329).

PUTS (6) significato probabile «di/del vasellame» (Liber VIII 18; X 34; XII 4) «bacile, vaso, vasellame, urna, sarcofago», da confrontare col greco boũttis «vaso di forma tronco-conica» (finora di origine ignota; DELG), dal quale è derivato il lat. buttis «piccolo vaso» e inoltre l’ital. botte (LIOE 22).

RANVIS (RANV-IS) (8) probabilmente «del vaso» rituale (in genitivo), forse da confrontare con l’umbro ranu «triplice vaso rituale dove si mettevano l’acqua, il vino e la bevanda rituale» (significato compatibile col contesto) (DETR 343).

RUΘCVA CAΘAS (4) probabilmente «le ruote, i giri», i giri della dea solare Cata (in plur. articolato; LEGL 104), da confrontare coi lat. rota «ruota» e porta Ratumen(n)a «porta carraia», cioè dei carri con le ruote (indeur.; DELL, DELI) (TETC, TLE 131; TCL capo IV) (vedi RAΘUMSNAS). Quasi certamente RUΘCVA CAΘAS HERMERI «(addetto) a fissare i giri di Cata» fa riferimento alla usanza, religiosa e profana, degli Etruschi di affiggere i claves aurati nel tempio della dea Northia per indicare il passare deli anni; usanza che induce ad intendere che gli Etruschi avevano ancora la piena memoria storica della data del loro arrivo in Italia, probabilmente nel 968 a. C., data che costituiva l’inizio di quella usanza e che ovviamente essi tenevano a ricordare.

SLICAXEM (SLICAXE-M) (4) probabilmente «e indisse, ed ha indetto», forse da connettere – non derivare – col lat. ligare e col significato effettivo di «slegò, ha slegato» (?) (LEGL 117; TCL capo IV).

SPUREM (SPURE-M) (3-4) significato certo «e la città».

TARXNALΘ (TARXNAL-Θ) (3) significato certo «in Tarquinia» (in locativo).

TENIN[ES](—-) (7) «di esercizio, di addestramento» (DETR 399) (ricostruzione mia e significato compatibile col contesto).

ΘUTUIΘI (ΘUTUI-ΘI) (8) probabilmente «nella tutela, nella custodia» (in locativo figurato); trattandosi di un vaso prezioso, probabilmente non lo si lasciava nel tempio, ma lo si dava in custodia a una persona fidata (significato compatibile col contesto) (TLE 131). Vedi ΘUTA, TUΘINA.

VARXTI (VARX-TI) (6) probabilmente «in promessa» (in locativo figurato), da confrontare con VAXR «promessa, compromesso, patto, accordo, contratto, intesa» (Cippus, Liber).

XIM (6) significato quasi certo «ogni, tutto-a» (DETR).

ZIX (3) significato certo «segno, disegno», «scritto» (sostantivo), «libro». Vedi ZIC.***

***Estratto migliorato dall’opera di Massimo Pittau, I grandi testi della Lingua Etrusca – tradotti e commentati, Sassari 2011, Carlo Delfino editore.

 Featured image source, Massimo Pittau.