Advertisements
Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Quello che il renzismo non dice (97) – Apologia governativa a Ballarò. Sull’ “Essere Matteo Renzi”, l’(anti-)pamphlet di Claudio Giunta e sui pamphlet di Jonathan Swift.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

—————————-

No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

—————————-

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

Rina Brundu

Apologia renzista questa sera durante il Ballarò del Massimo Giannini sempre più “caught between a rock and a crazy place” mediatico, come direbbero gli ispirati Chuck Lorre e Bill Prady di The Big Bang Theory. Così, tra un’allegra chiacchiera e l’altra, tra ovvietà contrite e ritrite, ecco l’ennesima marchetta editoriale all’ennesimo pamphlet di partito, in questo caso l’epocale Essere Matteo Renzi scritto dal professor Giunta. Il quale pamphlet racconterebbe tutto ma proprio tutto sul renzismo, sulla “felicità” dell’essere renzista e si chiuderebbe con il dilemma dei dilemmi: “Come si può non amare Matteo Renzi?”…

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

Advertisements

info@ipaziabooks.com

9 Comments on Quello che il renzismo non dice (97) – Apologia governativa a Ballarò. Sull’ “Essere Matteo Renzi”, l’(anti-)pamphlet di Claudio Giunta e sui pamphlet di Jonathan Swift.

  1. Sorry per lo sh*t sul titolo… chilometrico… da pamphlet! Sigh!

    Like

    • Lo so che è un poco come darsi la zappa sui piedi ma posso scrivere che non sono d’accordo con questi likes? Di fatto il pezzo è molto duro e riguarda un testo che non ho letto. Certo però riguarda pure un testo che è stato publicizzato su un canale pubblico che anche io pago. E dato che io pago ho diritto a dire che servirebbe un’altra tipologia di giornalismo… con altri ideali che non sia quello di incensare il governo in carica. Al tempo di Swift andare-contro l’autorità costituita non era uno scherzo… eppure questi uomini geniali (anche donne nella storia irlandese) avevano un coraggio da leoni. Da giganti. Queste distopie furono inventate proprio per questo: dire per non dire e non dire per dire ma il risultato si otteneva comunque! Tutto questo oggidì manca… e manca un giornalismo ideale diverso… per questo poi non bisogna lamentarsi se si scrivono questi post. Dei likes sugli stessi però si può fare a meno, non incensiamo anche qui.

      Like

  2. Il mio Like e ovviamente per la terribile e sublime modest prosal e di conseguenza per averla citata a modello di un certo modo di fare satira.quando la discutevo con i miei studenti era un vero spasso.sorpresa, indignazione, condivisione.in ogni caso le celluline grigie andavano a mille.non leggero il libro di giunta perché sono stufa di Renzi e dei suoi sempre più numerosi e maleadoranti cortigiani.buona giornata …

    Like

    • Ciao Ornella sì effettivamente questa è un’opera di Swift da far studiare nelle scuole perché insegna su livelli multipli: insegna come costruire un racconto molto vivido, come fare satira, come l’arte non può astrarsi dal reale e come imparare ad essere persone migliori. Concordo in pieno. Besos, RB

      Like

  3. Ma l’autrice ha letto il libro o visto solo Ballarò?

    Like

    • Patty,
      si potrebbe girare la domanda: ma l’articolo l’hai letto prima di commentare? E i commenti?
      No, non ho letto il libro e questa non è una review di un libro ma un commento su un testo presentato su un programma del Servizio Pubblico (a che titolo?).
      I casi sono due, o bisognerebbe leggerlo perché Giannini lo ha presentato male (magari non lo ha letto!!), oppure Giannini lo ha presentato bene e di pamphlet filo-governativo si tratta.

      Nel primo caso potrei scaricarlo sul kindle e vedere, magari recensirlo, nel secondo caso preferirei leggermi le memorie di un boiardo russo, ne ammiro la determinazione a imbastire trame contro questo o quell’erede Romanov, esattamente come ammiro qualunque mente capace di questionare il dominus del momento (chiunque egli sia). Il filo governativismo acritico non fa per me, sorry!

      Best Regards

      Ps questionare da “to question”, mettere in discussione.

      Like

  4. Io ho visto il video e letto l’articolo, per questo la domanda. Se conoscessi Giunta, gli indicherei questo posto e la sua risposta, credo riderebbe molto. Complimenti!

    Like

    • Cara Patty,
      in primis non conosco Giunta (e non ho alcuna intenzione di googlarlo – ritiene che dovrei e dovrei farmi impressionare dal curriculum? A meno che Claudio Giunta non sia un secondo nome di Ed Witten, è difficile), in secondis… guardi può ridere quanto gli pare (lei e lui). Lungi da me l’impedirlo in questo senso (il riso è l’espressione più perfetta della nostra essenza, racconta la vita e la morte, la sua nobiltà… e la sua miseria, soprattutto quest’ultima).

      Ma tenga ben presente che per formazione e per il background socio-culturale che ho sempre vissuto e ho la fortuna di vivere (qui da noi i libri si vendono perché si vendono da soli, per qualità intrinseca, non certo per merito di una marchetta televisiva amicale sovvenzionata col denaro pubblico, tesa alla beatificazione del dominus), sono totalmente immune dal germe della subalternità intellettuale.

      Mi chiedo dunque perché si ponga il problema del riso del prof Giunta io non me lo pongo. Eppure il mio nome e cognome è scritto in neretto nel pezzo.

      E poi lei chi é? Nome? Cognome? Claims to glory?
      Se vuole può indicare qua sotto anche i claims-to-glory del prof Giunta che non ho dubbi saranno degni.

      Ma soprattutto le sarei grata se rispondesse a queste domande: ha ragione Giannini o no? Il testo è filogovernativo o no? Guardi che ci metto tre secondi a scaricarlo sul Kindle e a farne un’analisi tecnica, le assicuro che non ci spaventiamo davanti a tre figure retoriche distopiche. Se ci sono. Ho analizzato tutto Orwell, ritengo sopravviverò col prof Giunta…

      Best Regards
      RB

      Like

      • PS Che poi il prof Giunta non abbia visto il pezzo ne dubito molto data l’indicizzazione google di questo sito… stia tranquilla che di norma gli autori citati leggono quanto scriviamo. O chi per loro (i suoi interventi lo dimostrano una volta di più, è parente? sua studentessa? moglie? figlia? è un nick del prof?). Non siamo di fatto una società segreta ma un gruppo di autori che esprimono in perfetta libertà il loro pensiero sempre concentrandosi sui fatti e sulla qualità delle opinioni espresse… mai prendendo di mira le persone in se stesse. Lo so che non è pratica italica ma in questo luogo vige questa regola deontologica. Soprattutto non coltiviamo dogmi, per questo c’é il bar o il club di lettura dell’oratorio.

        Like

Comments are closed.

%d bloggers like this: