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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Dell’affare mediatico del momento: se per un Giletti bloccato dalla Formula Uno, la D’Urso di DOMENICA LIVE gli ruba il posto di fustigatore della casta. Sulle critiche populistiche di Pierluigi Diaco e sull’incredibile spot a Luca Zaia.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Luca_Zaia_2011di Rina Brundu. Galeotto fu l’ennesimo Premio di Formula Uno che, ohibo!, mi avrebbe impedito di “farmi” la solita razione domenicale di scandali made-in-casta-politica ipocritamente sputtanati dalla tv generalista (l’affare mediatico del momento!). In preda a crisi d’astinenza (anche se mi rendo conto che il mettere le mani avanti a mo’ di scusa non monderà mai la mia coscienza da cotanto peccato capitale!), ho cominciato a fare zapping impazzito per atterrare infine sul dursiano DOMENICA LIVE proprio nel momento in cui la signora della televisione privata (una delle signore, almeno!), presentava il suo parterre e il lapalissiano dubbio pseudo-giornalistico del giorno: gli italiani tirano la cinghia e i politici sprecano?

Ho prestato orecchio, del resto il parterre (caldissimo, come lo ha definito la stessa conduttrice), di cui sopra era monumentale: Alessandra Mussolini fresca di tintura di capelli fattale (dice lei) dalla zia Sofia (i.e. Sophia Loren), Luca Zaia (in collegamento esterno), il Presidente della Regione Veneto fresco di accordo con Matteo Salvini per le prossime elezioni regionali, il giornalista de Il Fatto Quotidiano Emiliano Liuzzi, il giornalista opinionista prezzemolino Pierluigi Diaco, la solita rappresentante giovane del PD più ruspante, il direttore del TG4 Mario Giordano in piena campagna promozionale dell’ultima “fatica” letteraria e il sempre-presente fiero ma comunque simpatico avvocato delle cause populistiche perse dalla Federconsumatori, Rosario Trefiletti. E scusate se è poco!

Gli scandali della “Casta” (di cui costoro sono membri) sopra i quali far finta di stracciarsi le vesti non erano meno importanti e al solito abbondavano: il caso dell’imprenditore che ha licenziato 700 operai ma si è tenuto ben strette le 493 auto di lusso in garage, il caso del collega che ha licenziato i dipendenti ma si è tenuto le barche e le motociclette, la faccenda della proprietaria delle 1243 case mai denunciate al fisco e che sarebbero state affittate dal comune di Roma (come mai Marino non si è premurato di precisare, smentire, puntualizzare?), etc.etc. etc.

Niente di nuovo sotto il sole, insomma: tutto già visto, tutta brodaglia purtroppo per noi trita e contrita. A parte – occorre dirlo – il filmato ripreso “dall’esperimento antropologico” del programma “Fattore umano” che ha finalmente mostrato la vera natura italica: ben 8 avventori di un ristorante si sono infatti alzati dal tavolo dove mangiavano per lasciare il posto ad un improbabile onorevole che ha annunciato il suo arrivo all’ultimo momento! Come non bastasse si sono lamentati “dell’ingiustizia subita” solo discutendone tra di loro oppure col cameriere, ma mai trovando il coraggio di affrontare direttamente l’antipatico “politico”.

Ancora più incredibile il commento “critico” di Pierluigi Diaco a tale candid-camera (quello stesso Diaco che continuava a dire “Zaia è persona seria”, “Alessandra sta dicendo cose importantissime” e via così con gli usati statement-captatio-benevolentia di cui si nutre e si è sempre nutrito il giornalismo inginocchiato nostrano), il quale anziché scandalizzarsi per tale improponibile (sicuramente improponibile a queste latitudini!) e diseducativo comportamento, non è riuscito neppure in questa occasione a fare a meno della sua vena demagogica di ritorno e ha giustificato il “fare” di quei nostri connazionali con il loro avere “perso ogni speranza” di cambiamento, con il loro grande senso del pudore!

Il resto della discussione sono state chiacchiere, altre chiacchiere, ovvietà da oratorio ridondanti quando non fastidiose. Ma soprattutto il resto è stato un incredibile spot a a Luca Zaia anche “fresco” (dobbiamo sottolinearlo) di accordo politico con Berlusconi, a dimostrazione che la classe non è acqua e il potere sa ancora fare una differenza. ‘Azzi tuoi, Tosi che potresti invece… “restarci fresco”! E trallalì e trallalà… buona camicia a tutt… pardon, buona continuazione del solito orrore domenicale a tutti… con Bossetti, l’eredità contesa di Sordi, la figlia di Villa e la definitiva perdita di ogni speranza (questa sì!) di ogni neurone rincoglionito veramente degno di questo nome!

Featured image, Luca Zaia, fonte Wikipedia.
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