PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Sul ridicolo scazzo Striscia la notizia vs MasterChef. Del guru mediatico solo al comando e ancora sulle moderne categorie intellettuali e di “intellettuali”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

640px-Busterkeaton_editGli intellettuali sono destinati a sparire con l'avvento dell'Intelligenza Artificiale

com'è avvenuto per gli eroi del cinema muto con l'invenzione del sonoro.

Siamo tutti dei Buster Keaton.

Jean Baudrillard

di Rina Brundu. Premetto che non ho la più pallida idea di cosa tratti il programma MasterChef. Leggendo alcuni degli articoli pubblicati da dati giornali-che-contano dopo lo scazzo Striscia la notizia – MasterChef, ho inteso che dovrebbe trattarsi di un altro talent televisivo dedicato a faccende casalinghiche e culinarie a rischio (nello spettatore) Sindrome senile e rincoglionimento acuto. Premetto anche che sono anni ormai che non guardo più Striscia la notizia, un programma che ha già detto e ripetuto tutto ciò che bisognava dire e che meglio di qualunque altro ha raccontato il peggio del pseudo-culturalismo che ha portato seco il ventennio berlusconiano, che ne è emblema perfettamente riuscito.

Ma cosa sarebbe successo? Da ciò che mi è dato di capire (francamente occupare il neurone rincoglionito per saperne di più significherebbe caricare l’anima con un altro inutile peccato capitale!), il tg satirico di Canale 5 avrebbe anticipato il nome del concorrente vincitore di MasterChef, provocando grande indignazione chez Sky, l’editore che manda in onda il programma, il quale editore avrebbe finanche inviato diffida a Canale 5. In una micro-intervista pubblicata quest’oggi dal Corriere.it, il patron di Striscia, Antonio Ricci, si difende con l’usata tiritera intellettualeggiante o pseudo-tale a cui non sembra proprio in grado di resistere: “Un ballon d’essai”.

Un ballon d’essai? L’ennesimo trucchetto mediatico provocatorio per sondare le reazioni? Di chi? Più che di “ballon d’essai” io parlerei di balle, palle tout-court, finanche di palloni gonfiati. Sono anni infatti che Striscia, oltre ad un encomiabile lavoro di contro-informazione giornalistica (quanto mai necessario in un paese come il nostro dove il giornalismo professionistico è macchietta della sua alta idealità), porta avanti, come un bulldozer guidato da manovratore impazzito, operazioni di demolizione dell’avversario (in senso lato), sempre più o meno sorpreso in stato di evidente “defaillance” o, nei casi peggiori, direttamente con le mani nel sacco.

Diceva Giulio Andreotti, che se ne intendeva, che a pensare male si fa peccato ma ci si indovina; ecco, io penso che Antonio Ricci abbia annunciato il vincitore di un talent prodotto da un editore concorrente ben sapendo delle “conseguenze” che tale operazione portava seco. L’unica altra possibile opzione è che Striscia sia attualmente guidata da un guru magari avanti negli anni, che non sa più degli impatti mediatico-digitali che date “operazioni” televisive possono implicare e così facendo diventa un rischio-di-business per il suo stesso datore di lavoro.

Detto questo non si capisce neppure il perché della diffida di Sky contro Striscia: il giornalismo non è attività da oratorio francescano! In primis, qualora la redazione di Striscia, che resta sempre una redazione giornalistica, fosse entrata in possesso di una “soffiata” che la informava del prossimo vincitore del programma, avrebbe avuto ogni dovere deontologico di informare il suo pubblico. Comportarsi altrimenti avrebbe significato censurare o, peggio ancora, sottostare a modalità di connivenza di tipo mediatico-mafioso. Ma soprattutto: com’é possibile che un editore concorrente possa annunciare il vincitore di un talent televisivo che si suppone portato avanti con la garanzia di massima imparzialità per tutti i partecipanti, fino all’ultimo minuto del programma? Perché le varie associazioni di categoria deputate non si stracciano anche loro le vesti in piazza e non portano avanti i necessari controlli? O stiamo davvero vivendo scene da nuovo far-west mediatico-digitale?

Di cosa si sta parlando, dunque? Di cosa scrive il Corsera in prima, da giorni e giorni, ormai? Fondamentalmente di nulla, o per meglio chiarire dell’ennesimo ridicolo scazzo della televisione italica, con la magra consolazione che almeno i due editori coinvolti sono players a cui noi non paghiamo il canone. Tuttavia, ciò che mi ha veramente colpito in questa faccenda sono altre questioni. Da un lato il contenuto della già citata intervista a Ricci, e quindi il potere contrattuale che questo autore deve avere nella sua stessa azienda se si permette di rappresentare in pubblico i vertici come titubanti, indecisi insomma se temere più lui (e una eventuale possibilità che passi alla concorrenza) o la diffida di Sky; dall’altro l’autoritratto di intellettuale analogico che Ricci fa di se stesso, di questo uomo solo al comando, apparentemente intoccabile (di sicuro, e con ogni ragione, è lontano dal temere che il redattore del Corsera possa metterlo in difficoltà con qualche domanda scomoda, non sia mai!); un autoritratto che si risolve in un quadro post-moderno lucidissimo, che è pure summa di ciò che è stato il peggio dell’intellettualità nostrana degli ultimi vent’anni unito alla pochezza dell’intellettualità-formale dei nostri tempi digitali.

Detto altrimenti, quando il padre-padrone di Striscia la notizia nega che il Gabibbo sia il suo alter ego e dice: «No, il Gabibbo è un essere abietto, è il populista più schifoso, un pupazzo ignobile», egli mente. Il Gabibbo – sebbene io non userei i termini che Ricci usa per definire la sua stessa creatura – è l’intellettuale Ricci, quello più vero, ma non solo. Il Gabibbo è espressione massima della nostra intellettualità dell’ultimo quarto di secolo ed è emblema visibile del perché siamo finiti nella merda, anche creativa, dentro cui navighiamo a vista in questi anni, apparentemente gustandone l’odore: MASTERCHEF!

Featured image, Buster Keaton.

10 Comments on Sul ridicolo scazzo Striscia la notizia vs MasterChef. Del guru mediatico solo al comando e ancora sulle moderne categorie intellettuali e di “intellettuali”.

  1. Yuri Buccino // 7 March 2015 at 13:22 //

    Reblogged this on Appunti Scomodi.

  2. Guido Mattioni // 7 March 2015 at 15:08 //

    Cara Rina, io non ho Sky, non ha mai visto Masterchef e ho smesso ormai da tempo di guardare non soltanto Striscia, ma di fatto la televisione in toto. Assisto tuttavia desolato allo spettacolo di un Paese ridotto a litigare su una simile sesquipedale stronzata. E da ex giornalista (che bello, in certi casi, potersi autodefinire un ex!) sono mille volte più desolato dal fatto di vedere i “grandi” (?) quotidiani sprecare così carta, spazio e piombo. Ho letto poi sui social network sfoghi talmente imbestialiti contro l’anticipazione del risultato di quel talent show da farmi venire seri dubbi circa la giustezza di qualcosa in cui ho sempre creduto: il suffragio universale. Mi chiedo, insomma, perché il mio voto dovrebbe valere quanto quello di qualcuno convinto dell’esistenza di gravissimi reati quali il “leso chef” o “l’oltraggio al talent show”. E senza una risposta che mi dia soddisfazione, nutro sempre più il desiderio che qualcuno fermi questo mondo e mi consenta di scendere.
    Ciao
    Guido

    • Caro Guido,
      lieta di sentirti. Come forse sai io sono convinta che giornalisti si nasca e non si diventi, non è un esamino ridicolo a dirci se siamo giornalisti o se non lo siamo nell’essenza e viceversa. Per questi motivi non farò mai quell’esame e per gli stessi motivi non posso pensare che tu sia un ex-giornalista, dato che, essendo il giornalismo una sorta di missione dello spirito, sei alla stregua di un sacerdote, sacerdote in et…, pardon giornalista in eterno.

      Detto questo, il problema che poni riguarda proprio il motivo che mi ha portato a buttare giù queste impressioni, così come tante altre in questo ultimo periodo: ma di che fuffa, di che cazzi stiamo parlando? Ma è possibile che un giornale glorioso come il Corsera sia ridotto (specialmente nella sua versione online, dunque quella che conta di più, dunque quella che se necessario ti sputtana urbe et orbi) ad inseguire queste e altre (vedi il guardaroba Middleton, vedi il pianto di Siffredi, vedi la storia D’Amico-Buffon, vedi gli infiniti articoli di qualità scadente con evidente mancanza di know-tecnico e sostanza intellettuale) quisquilie e pinzillachere pseudo intellettuali e pseudo mediatiche??

      Ma non dovevano cambiare l’ambaradan? Perché il CDA non da in mano quel giornale ai migliori blogger che glielo rivolterebbero upside-down e lo trasformerebbero in un quotidiano adeguato alle esigenze dei tempi? Non possiamo più vivere con queste boiate provinciali, da temino di prima elementare…almeno così a me pare.,, anche se ammetto di avere un neurone difficilmente accontentabile.

      Poi di questa roba Masterchef nulla so e non seguo Facebook, ma so per certo che non mi si dovrebbero rompere i coglioni con simili puttanate quando vado a cercare notizie sulla Home del primo quotidiano italiano e che così mi ostino a considerare!

      Boh, in certo modo sento che una risata odorante di sostanza scivolosa forse ci seppellerirà… quasi probabilmente.. sicuramente.

      Auguri per la tua nuova carriera di romanziere, e grazie per il libro…. credo di avere dimenticato di mandare quell’email… ma poi lo farò senz’altro.

      Best Regards
      Rina

      • Solo per dire che da ottant’anni aspiro dalla terza narice ciò che propina la radio e la televisione senza poter mai espirare qualche mia impressione e condividerla con qualcuno.

        Occorre, forse, aprire la quarta narice dalla quale far passare le turbolenze meteoriche infuse dall’indottrinamento intellettuale al quale siamo stati sottoposti da destra e da sinistra, ed oggi, dalla violenza piazzaiola che usa lo sport per far danno?

        Non occorre perché si apre un grande progetto. Ascolteremo solo la musica che sceglieremo, guarderemo solo le immagini che ci sembrano belle, leggeremo solo i testi che scriveremo sui nostri blog condividendo i commenti di chi vorrà leggerci. Non serve la quarta narice. Chiudiamo la terza. Bastano due per respirare aria pura. La festa, se cosi posso chiamarla, è finita.

  3. Perdonatemi, ma è d’uopo aggiungere anche la sottostante perla aforistica, sempre presa dall’articolo linkato sopra, dove Ricci dice: “È chiaro, però, che gli abbiamo fatto un’enorme pubblicità gratuita. Se sei grosso non vai a creare curiosità, come abbiamo fatto noi, su un fenomeno comunque piccolo come quello di MasterChef.”

    Ecco, se vogliamo capire come siamo messi basta leggerla, i commenti e le critiche sono di fatto superflui.

  4. Nel mio replay al commento di Gavino, mi è scappato di scrivere meteorismiche al posto neteoriche. Scusate!

  5. Non si preoccupi, signor Pietro, come abbiamo visto c’é ben altro che occorrerebbe cancellare in Rete, saluti. Grazie dei suoi commenti. RB

  6. Tranquillo Gavino, credo fosse un refuso del signor Pietro. Ciao.

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