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Femminismo digitale – Sul rito tribale, celebrativo (e offensivo) della cosiddetta “Festa della donna”: basta! E sulla censura a INDIA’S DAUGHTER (BBC)!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Aldo,_Giovanni,_Giacomo_-_Merinidi Rina Brundu. Sarà che si vive ad altre latitudini, sarà che almeno la libertà di cogitare e di “essere” me stessa non me l’ha mai negata nessuno, né in quella bellissima Sardegna di matrice matriarcale dove sono nata, né in questa irlanda ribelle ad ogni forma di prevaricazione e prepotenza dove ho sempre vissuto, sta di fatto che quest’anno – mercé gli articoli agiografici quando non patetici che compaiono da giorni su dati quotidiani patinati - le balle (ideali) hanno cominciato a girare a mille già ventiquattrore prima del ridicolo appuntamento di domani, la cosiddetta “Festa della donna”.

Sono diversi anni ormai che sul sito m’impongo di ignorare la triste-questione, dedicandomi, l’8 marzo, alla celebrazione della ben più degna Festa del maccarone al pomodoro che mi sono inventata proprio alla scopo di tenere la mente impegnata altrimenti e calmare il bollente spirito goliardico del neurone rincoglionito, ma a questo punto c’é da chiedersi se “ignorare” lo status-quo sia cosa buona giusta. Non è una domanda peregrina, se consideriamo il numero di “femminicidi” compiuti nella civilissima Italia negli ultimi 365 giorni; e diventa faccenda oltremodo grave se pensiamo a ciò che sta succedendo attualmente nel “moderno” mondo-musulmano, se guardiamo a quel calderone sovreccitato di culture, popoli, razze che è l’India di Narendra Modi, ovvero a una nazione dove il problema della violenza contro le donne, contro le bambine, ha raggiunto da tempo punte allarmanti.

A questo proposito, è di questi giorni la notizia del divieto imposto, dal suo stesso governo, al canale indiano NDTV24X7, di mandare in onda il film documentario INDIA’S DAUGHTER diretto da Leslee Udwin per la BBC, che tratta della morte a seguito di stupro di gruppo della studentessa di 23 anni Jyoti Singh (purtroppo, solo uno dei tanti omicidi post-violenza, in quella “dificilissima” regione del mondo!). Per inciso, si tratta dello stesso documentario che, timorosa di una possibile azione legale tesa ad impedirne la diffusione anche in Gran Bretagna, la BBC si è affrettata a mandare in ondo lo scorso 4 Marzo, e che rimanderà in onda domani in contemporanea con molti altri paesi del nord Europa.

Francamente non si riesce a capire il punto che ha inteso fare il governo indiano: sperano forse anche costoro che l’ignorare la spinosa questione la risolva? Ammetto però che – con il proliferare dei sumenzionati articoli agiografici e “patetici”, finanche offensivi della qualità spirituale dell’Essere – dentro i nostri confini, diventa davvero arduo, se non impossibile, fare sermoni oltre-cortina. Da quale pulpito facciamo questa predica se siamo i primi a creare i “ghetti” di genere? Come è possibile che in una nazione moderna e democratica dei nostri tempi digitali si inciti una massa – già culturalmente succube di suo per vizio conclamato – a celebrare la “Festa della donna”?

Lo dico con tutta l’onestà intellettuale che purtroppo per me mi caratterizza da sempre, con tutta la passione che si può provare quando ci si confronta anche con i problemi che pone un’idealità violentata: MAI in vita mia mi sono sentita parte di un “ghetto” di qualsiasi tipo per il solo essere nata senza i gioielli di famiglia tra le gambe, e MAI mi rassegnerò all’idea che questo ghetto debba essere insegnato ai nostri figli, debba essere preservato e celebrato. Per cui – a dispetto del sessismo sdoganato, vicente e ormai saldamente al potere, osannato, servito e riverito dai media blasonati – MAI io mi adopererò come veicolo per fare della femminilità essenza da preservare, pena il rischio di estinzione: meglio soffrire centomila volte una crudele morte e liberare infine lo spirito che costringerlo anche solo un minuto dentro le false lusinghe di una gabbia maschilista imposta e dorata!

PS: Dimenticavo, ma è importante… le mimose? Su per il c…. l’anno prossimo, garantisco, non ve ne porteranno più!

Featured image, Alda Merini, una grande donna italiana con Aldo,Giovanni e Giacomo. Autore Giuliano Grittini, source Wikipedia in English.
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13 Comments on Femminismo digitale – Sul rito tribale, celebrativo (e offensivo) della cosiddetta “Festa della donna”: basta! E sulla censura a INDIA’S DAUGHTER (BBC)!

  1. Aggiungo solo che non si riesce a sintonizzarsi su un telegiornale italiano senza essere sottoposte a questa vera e propria violenza mediatica: è una vergogna! Fino a che non ci si libererà di simili rettaggi tribali non cambierà mai nulla, e a voglia ciarlare! Il problema è serio, grave, gravissimo. E non ci si metta anche lei presidente Mattarella, la pensiamo altrimenti saggio!

  2. Giusto per dimostrare che qui non si sta esagerando, metto dentro anche un esempio di grande idiozia mediatica attualissima e molto pericolosa, quando non offendente appunto…. abbondandis abbondantum… diceva il grande Totò, o qualcosa di simile. Se dovessimo raccontare queste robe ai posteri senza prove, infatti, immagino farebbero fatica a crederci…. come non capirli!

    #Thedress: il vestito bianco e oro contro la violenza sulle donne

    http://www.corriere.it/foto-gallery/cultura/15_febbraio_27/vestito-bianco-oro-contro-violenza-donne-8d3d5510-c425-11e4-8449-728dbb91cb1a.shtml

  3. W la festa dei maccheroni al pomodoro!!!!

  4. ogni anno ci poniamo lo stesso problema. è fastidioso, sì, sentirsi oggetto di celebrazioni consumistiche e relega.te in questa gabbia. Eppure io credo che l’8 Marzo abbia almeno la funzione di aumentare la nostra rabbia e la voglia di continuare a lottare.Anche discutendone. Come si fa a non festeggiare, domani più che sempre, una DONNA come Alda Merini? Che bella foto hai scelto per questa tua appassionata analisi dell’8 marzo! Dai, continua così, intanto io condivido questa bella pagina di Civiltà Femminile., pensando con rabbia e amore alle donne Indiane.

    • Non posso essere d’accordo, cara Ornella, perché é proprio lì che sta la fregatura: io ci sto con la festa della donna l’8 marzo, se il 9 mi fai fare la festa dell’uomo (anzi sto pensando di istituirla io stessa!), e guarda che ci sono tanti uomini il cui destino ingiusto sarebbe da ricordare, celebrare.

      Il punto? Io non sono un altro animale in via d’estinsione, da celebrare, festeggiare. Io e il mio spirito, la mia essenza, abbiamo la stessa cazzo di dignità di quella di uomo. Full stop. Il resto sono tentativi di relegarci in un’angolo, dentro le dinamiche asfittiche delle quote rosa, dentro posti-politici pensati a bella posta dai premier rampanti del momento per garantirsi consenso e voti: ma qui non c’é trippa per gatti, non su questo sito almeno e da qualche parte bisognerà cominciare!

      Ciao. RB

      • sai che mi chiedevo anche io quale uomo o quale evento “maschile” prendere come parametro per istituire la festa dell’Uomo? pensiamoci, potrebbe essere una bella start up… sigh!ciao e buona Domenica Irlandese! in ogni caso! O.

  5. Ciao Gavino, riesco a pensare a miliardi di esseri e di cose più belli di una donna, basta vedere una farfalla!

    Che una donna sia bella poco me ne cale… ma che il suo spirito non venga considerato inferiore è questione di battaglia fondante e di principio che fa equazione con lo stesso diritto a respirare.

    Lo so che tu non hai mai festeggiato: grazie!

  6. @il mio tributo alla bellezza

    Ti avvviso che la festa è già cominiciata: l’anno scorso era liscio… quest’anno, ovviamente, SALSA!

    https://rinabrundu.com/2015/03/07/ricorrenze-8-marzo-2015-iv-edizione-della-festa-del-maccarone-al-pomodoro-vai-con-la-salsa/

    Sigh!

  7. @affascinailtuocuore
    ci sto pensando io, la istituiamo prima che venga giorno!
    ciao
    🙂

  8. Vorrei aggiungere un’ultima cosa importante e non parlarne più:

    Dato che non c’é limite alla speculazione, donne boicottate quelle campagne promozionali che ho visto ieri in TV da parte di gestori teleonici che usano questi ridicoli appuntamenti per fare dinero su di noi, CAMBIATE GESTORE!

    E aggiungo anche, ANTONELLO VENDITTI CHE DELUSIONE!!!!!!

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