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Sulla Nuova Fisica e le Science Wars. Sulla dietrologia scientifica e sui fisici teorici “who snap”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

800px-Leonard_Susskind_at_Stanforddi Rina Brundu. Non sia mai!, non sto per andare a scomodare le Science Wars di una ventina d’anni fa tra gli "scienziati realisti" e i critici postmodernisti a proposito di teoria scientifica e di interrogazioni intellettuali; non sto neppure per scomodare la filosofia popperiana e le complicate divagazioni della filosofia della scienza. Voglio parlare invece di una macro-querelle nella quale per motivi diversi – sia nel mio ruolo di redattrice di un sito che dedica molto spazio alle tematiche scientifiche, sia a causa del mio datato interesse per la Fisica Quantistica – mi sono mio malgrado trovata “coinvolta”.

Il fatto è che noi opinionated-persons non conosciamo boundaries. Cioè, riteniamo, in tutta onestà intellettuale, che se abbiamo una opinione abbiamo ogni diritto di esprimerla, non importa la “sensitivity” dell’argomento in oggetto, e così facendo ci accolliamo la responsabilità pure del ridicolo che potrebbe ricaderci addosso. Essere opinionated persons (tuttologi da gran baraccone?), non significa però essere stupidi. Mi spiego meglio: se io ho una passione per i tubi e un giorno mi ritrovo un lavandino di casa che perde è probabile che prima di chiamare aiuto cerchi di capire la natura del problema, individuarne la “source”, finanche di documentarmi sulle specificità tecniche della tipologia di dispositivi domestici in questione, finendo col farmi un know-how anche sostanziale in… tubologia. Ne deriva che se poi sarò costretta a chiamare l’idraulico, essendo io una opinionated-person, quasi sicuramente non riuscirò ad impedirmi di comunicare il mio parere al professionista in questione che, se di vero professionista si tratta, ascolterà con cortesia ma poi procederà con il miglior metodo operativo per risolvere, indipendentemente dalla mia opinione. Insomma, saprà già che esiste una differenza sostanziale tra un idraulico professionista e un amateur, e non si farà crucio di alcuna mia osservazione, anzi!

Questo dovrebbe accadere anche con la scienza e in particolare la Fisica di questi tempi ma non è così. Here is the story. La mia fascinazione con la Fisica e in particolare con le questioni di quella che chiamo la Nuova Fisica è ormai datata, sebbene sia stata proprio questa materia (o meglio il metodo ridicolo di divulgazione della stessa che si usava quando ero studentessa), a causarmi non poche difficoltà al tempo della mia scuola secondaria. Parafrasando Gianfranco D’Angelo che imitava Pippo Baudo potrei dire che la mia fascinazione con la Fisica l’ho inventata io! Ovvero, è stato un innamoramento naturale che mi è venuto incontro in età già matura quando ho capito da sola what Physics is all about…  cioè di cosa tratta veramente questa materia fondamentale. Ma specialmente quando mi sono interessata agli studi dei fisici teorici impegnati a sviluppare la cosiddetta Teoria delle Stringhe, o più precisamente – dopo il grande lavoro fatto da Ed Witten – della M-Theory. Insomma, quando ho apprezzato in pieno i nuovi confini della conoscenza che stava tentando di settare e ad un tempo di sfondare questa bellissima teoria scientifica e quando ho capito che settare tali bounderies significava linkare in maniera definitiva e in maniera diversamente moderna le cogitazioni scientifiche con quelle filosofiche. Per quanto strano possa sembrare io ho capito che doveva esistere una branca della filosofia chiamata filosofia della scienza prima di sapere che effettivamente esisteva, mentre lo scoprirne l’esistenza è stato un momento di grande felicità dello spirito.

Vero è che poi, informandomi sui corsi, anche universitari, che questa materia propone, ho notato un sostanziale disallineamento tra le cogitazioni filosofiche effettivamente prodotte a tutt’oggi e le molte cogitazioni filosofiche che dovrebbero portare seco le tecnicalità della M-Theory (faccio riferimento per esempio alle implicazioni che comporta la multi-dimensionalità, la gravità che agisce come passpartout tra i diversi universi del multiverso, etc, etc), ma queste sono altre storie. Soprattutto, non appena il mio know-how casareccio (non ho ancora intrapreso studi formali su queste questioni anche se mi piacerebbe farlo), sulla Fisica Quantistica cresceva, ho notato che non tutti gli addetti ai lavori condividevano il mio entusiasmo per le equazioni di Witten, Susskind e compagnia.

Sovente – da coriacea opinionated-person – mi sono “scontrata” con diversi matematici e studiosi di materie scientifiche che gravitano e hanno gravitato intorno al sito, notando in costoro un atteggiamento molto chiuso nei confronti delle argomentazioni che propone la Nuova Fisica. La critica è nota: dato che sul lato pratico non si potranno mai validare le equazioni della Teoria delle Stringhe, tutte le sub-speculazioni che ne derivano sono ridicole e non hanno alcuna ragione d’essere. Non solo: dato che nessuno può validare tali speculazioni, a sentire queste menti-critiche, non sarebbero pochi i fisici teorici senza scrupoli che si sarebbero profittati dello status-quo per chiedere “grants”, sperperare denaro pubblico e sommare il nulla al nulla. Queste critiche hanno sfiorato il ridicolo (come a dire che non sono solo i dilettanti che corrono il rischio di coprirsi di ridicolo!), quando in tanti hanno finanche messo in dubbio i risultati ottenuti dai ricercatori del CERN quando alcuni anni orsono hanno identificato una particella subatomica coerente con le caratteristiche tecniche attribuite al celeberrimo Bosone di Higgs.

Senza tirarla troppo per le lunghe dico semplicemente che mentre me la cavicchio nel comprendere le dinamiche e le visioni teoriche proposte dalla String-Theory, io non capisco affatto la logica dietro queste critiche. Nessuno più dei matematici dovrebbe sapere che la matematica è il linguaggio dell’universo e che in infinite situazioni ha anticipato “soluzioni” poi riscontrate sul piano del reale (vedi Einstein, ma non solo)… Come non bastasse, una delle caratteristiche della M-Theory è proprio il fatto che nessuno fino ad oggi è riuscito a scardinare la logica interna delle equazioni di Witten, ne deriva che fino a che non arriverà una mente più brillante che mostrerà l’eventuale “errore” anche tutte le pseudo-critiche finora presentate non hanno ragione d’essere o almeno hanno la stessa “inconsistenza” della teoria che vorrebbero demolire. Senza avere i suoi meriti.

Tuttavia, a mio modesto avviso, la verità dietro questa inspiegabile “acredine” nei confronti delle attuali speculazioni dei fisici teorici, ha poco a che vedere con la… scienza. Dietro queste aspre critiche ci sono ragioni più umane, più misere se vogliamo. Questo perché è difficile negare che per spostare anche di un solo “istante infinito” i confini della Nuova Fisica, serve una mente brillante, brillantissima, rara. La Fisica teorica moderna che basa il suo stesso esistere su un’usage skilled – e sovente anche wild – di una capacità matematica formidabile, è forse l’unica materia dove non si sa mai chi è il vero maestro e chi è l’allievo e dove l’avere trascorso quarantanni di studio sulla materia potrebbe significare nulla, risolversi in un nulla di fatto in a blink of an eye (come purtroppo sanno bene il 99% di questi scienziati!). Non è pensiero peregrino – infatti – l’idea che un mattino ci si svegli solo per scoprire che un ragazzino indiano di soli dieci anni è riuscito con una semplice equazione a mettere il meritorio e brillante lavoro di Witten in un cassetto, forever!

Il punto che sto tentando di fare? È molto pratico in verità e anche molto personale ed è: se non avete la cortesia e l’educazione minima dell’idraulico professionista di cui sopra, non rompetemi più le palle con la dietrologia scientifica e non tentate di usare la stessa per smorzare il mio entusiasmo per questa materia! Sarò una dilettante allo sbaraglio sì, ma non sono stupida!

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Di seguito due YouTube Video dalla serie americana “The Big Bang Theory”.

Il primo è tratto dall’episodio “The Rothman Disintegration Opening” e racconta la guerra intestina tra i giovani fisici dell’università per accaparrarsi l’ufficio vacante del Prof. Rothman un fisico teorico che ha fallito (i.e. who snapped!).

Il secondo è tratto da quel dodicesimo episodio dove il mitico Sheldon Cooper vede minacciato il suo status di mente più brillante dall’arrivo di un giovanissimo genio indiano anche lui dedito allo studio della String-Theory.

Featured image, Leonard Susskind nella sua pagina wikipedica.

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