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Della Casta dei Vitalizi e dell’Affittopoli: ma Massimo Giletti mi sta coglionando? Riflessioni e considerazioni.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Richard_M__Nixon,_ca__1935_-_1982_-_NARA_-_530679di Rina Brundu. Confesso che me la sono cercata! Cioè, è ormai da diverse settimane che la domenica pomeriggio mi piace sedermi in poltrona e seguire L’Arena, il programma di intrattenimento similgiornalistico e similpolitico che Massimo Giletti conduce su RAI1. Ad un tempo, sono settimane (forse mesi) ormai, che Massimo Giletti si occupa solo e soltanto di vitalizi multipli, affittopoli e altri scandali vari legati alle infinite malefatte presenti e passate della Casta politica italica.

Il problema è che dopo il climax delle settimane pre-sanremesi, dopo il climax dell’epocale incontro-scontro con il Mario Capanna fiero detentore di vitalizi multipli e apparentemente deciso a tenerseli cari, un dato elemento anticatartico sta senz’altro infastidendo la mia normale attenzione di telespettatrice per il divenire di questo particolare racconto televisivo. Sarà il fatto che Giletti sembrerebbe essersi scordato di comunicare come è finita la faccenda-Capanna, sarà che l’abbiamo visto intrattenitore troppo partecipe dello spettacoletto nazionalpopolare sanremese, sarà che le puntate de L’Arena si vanno ormai accumulando nella memoria senza che si cominci ad intravedere un qualche risultato prodotto da cotanto ciarlare, certo è che il dubbio ha preso a tormentarmi: ma Giletti mi sta coglionando?

Il dubbio è legittimo anzichenò perché francamente il “marcio” che sta venendo fuori non è cosa da poco ed è senz’altro faccenda che dovrebbe interessare la nostra Guardia di Finanza, uno dei pochi apparati dello Stato di cui andiamo ancora giustamente fieri. Ci si chiede per esempio perché davanti alle evidenze di infiniti affitti a quasi zero Euro in bellissimi appartamenti locati nel centro di Roma, Giletti non senta in dovere di chiedere spiegazioni direttamente al Sindaco Marino. Siamo certi infatti che, a giudicare dalle sue ultime apparizioni in pubblico, tutte tese a sanzionare il comportamento della questura romana in occasione delle invasioni calcistico-olandesi di matrice hooligana, Marino non si tirerà indietro e spiegherà chiaro e tondo perché la sua amministrazione continua a controllare lo status-quo. Continua a tollerare questa presa per il culo dei tanti cittadini romani onesti che lavorano ogni giorno, pagano le tasse e soprattutto sono tartassati da affitti alle stelle.

Detto altrimenti, l’idea che Massimo Giletti stia utilizzando il sapore invitante che queste gravi argomentazioni tarate da un tratto innegabilmente populistico sicuramente hanno, solo per portare l’acqua al suo mulino… pardon, per alzare gli ascolti del suo programma, mi pare sempre più giustificata.  Per carità!, nessuno si aspetta che Giletti risolva il problema: non è un dovere che gli compete, non è il suo lavoro… Di sicuro però ci si aspetta che un giornalista professionista del Servizio Pubblico non si limiti a rivoltare la frittata, a frugare nel sacco della spazzatura tanto per fare rumore, ma che prenda qualche iniziativa sostanziale e vada a ricercare l’attuale “responsabile” dello status-quo, chiunque egli sia.

Fino a quel momento topico, infatti, il tanto detto e il tanto gridato si risolverà in un nulla, in chiacchiere riempitive senza arte ne parte, un poco come se Woodward e Bernstein si fossero occupati dello Scandalo Watergate senza mai nominare Nixon.

Than again, altri tempi, altri giornalisti, altro paese, mentre in virtù di quest’ultima illuminazione anche la risposta al dubbio amletico di cui al titolo mi giunge in automatico: sì, mi sta coglionando!

Featured image, Richard Nixon.
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2 Comments on Della Casta dei Vitalizi e dell’Affittopoli: ma Massimo Giletti mi sta coglionando? Riflessioni e considerazioni.

  1. Riccardo // 1 March 2015 at 18:05 //

    L’Italia è prima per corruzione tra i paesi dell’Ue. Lo scrive nero su bianco l’ultima classifica della corruzione percepita, il Corruption Perception Index 2014 di Transparency International, che riporta le valutazioni degli osservatori internazionali sul livello di corruzione di 175 paesi del mondo. ile. Rispetto al passato l’Italia ferma la sua rovinosa discesa verso il basso della classifica (i valori sono uguali al 2011 e 2013), ma resta maglia nera tra gli Stati occidentali. Anzi peggiora la sua situazione complessiva in Europa, dato che Bulgaria e Grecia la raggiungono al 69esimo posto, migliorando la loro posizione in classifica. Adesso dietro all’Italia, in Ue, non c’è più nessuno.

    Ed ecco una delle conseguenze di questo cancro che divora tutto e tutti. E’ dal 2007 che si parla di affittopoli ma dopo 8 anni siamo ancora al palo.

    Corriere della Sera. 31 agosto 2007

    Case «scontate». Enti e politici nel mirino

    Inchiesta dell’Espresso: citati Veltroni, Mastella, Marini e Casini Il Guardasigilli: querelerò. Il presidente del Senato: potrei farlo L’elenco conta 19 nomi. Ci fa parte il candidato del Pd e sindaco di Roma Walter Veltroni, la cui signora, Flavia Prisco, nel 2005 ha comprato un appartamento in un palazzo di via Velletri in centro, 190 mq, posto auto e cantina, per 377 mila euro. In quello stabile il padre di Veltroni, ex dirigente Rai, aveva avuto in affitto dall’Inpdai un alloggio dove la famiglia ha abitato. Il prezzo è basso per «il meccanismo degli sconti collettivi», scrive l’Espresso, per cui gli inquilini dello stabile, acquistando tutti assieme il palazzo hanno ottenuto uno sconto. Ci sono poi storie diverse, testimonia l’Espresso, dove «i colossi privati che hanno acquistato le case dell’Ina, Pirelli e Generali», in alcuni casi «hanno fatto prezzi bassi per blocchi di appartamenti finiti poi a famiglie dai nomi come Mastella e Casini». Pierferdinando Casini, con la prima moglie Roberta Lubich e le loro due figlie abitava in affitto in un palazzo Ina-Assitalia. Quando arrivano «le vendite tanto attese», scrive l’Espresso, Generali cede in blocco il palazzo a una società di un amico di Casini, e quest’ultimo lo «gira» ai Lubich-Casini «a prezzi di saldo»: un appartamento alla madre di Roberta (586 mila euro), uno all’ex moglie (323 mila euro), gli altri alle figlie di Roberta e Pierferdinando (306 mila euro per 5 vani e 586 mila per 8 vani e mezzo).
    Clemente Mastella, scrive l’Espresso, «abita all’ottavo piano di un palazzo sul Lungotevere Flaminio». Stavolta da Ina-Assitalia ha acquistato Initium, una società di Pirelli e Generali che concede a suoi inquilini, tra cui Mastella ma anche l’ex capo dello Stato Francesco Cossiga (9 vani e mezzo per 710 mila euro), «prelazione e sconto». Per Mastella, continua l’Espresso, «Initium ha fatto di più». La moglie Sandra e i figli hanno comprato 5 appartamenti nel palazzo, in totale 26 vani e terrazzo per un milione e duecentomila euro. Mastella s’è indignato: «Le insinuazioni dell’Espresso sono ignobili. Ho dato mandato al mio avvocato di querelare il settimanale». Anche il presidente del Senato Franco Marini che, scrive l’Espresso, ha comprato «da Scip ex Inpdai 14 vani per un milione di euro », ha reagito furibondo: «Notizie false. Non ho mai querelato nessuno, stavolta ci sto pensando seriamente». Non querelerà invece, ma dice di aver comprato «sì con lo sconto però non ingiustamente», l’ex presidente Cossiga.

    Sempre dal Corriere della Sera del 18 marzo 2011

    La casa popolare della Polverini:
    «A 130 euro al mese»
    Sull’Aventino per 15 anni per 5 stanze

    Secondo la ricostruzione del settimanale (suffragata da certificati anagrafici), l’ex sindacalista per 15 anni, fino al 2004, ha avuto la propria residenza insieme al marito Massimo Cavicchioli in una casa dell’Ater in via Bramante, all’Aventino, quartiere extra lusso, usufruendo di un canone ultra-popolare: circa 130 euro al mese per 4 vani più bagno e cucina. E ancora oggi, sostiene il giornale, Cavicchioli risulta residente nell’appartamento.

    Da Il Giornale. 10/13 febbraio 2015.

    Era il 1995 quando a Roma scoppiava Affittopoli, lo scandalo degli affitti di favore portato alla luce da un’inchiesta de il Giornale , che aveva scoperto inquilini vip, alcuni dei quali costretti a traslocare. Da allora, oltre all’indignazione popolare e a indagini penali senza esito, poco o nulla è cambiato. Ora avranno anche la possibilità di acquistare le case dove abitano – se non «di pregio» – con uno sconto del 30 per cento. (…) il Comune è rimasto ancorato a metodi arcaici per la determinazione delle rendite catastali e non fa nulla per mettere a reddito i suoi beni, che negli anni gli inquilini si sono passati di mano in mano senza che nessuno si sia mai preso la briga di adeguare loro gli affitti, e che spesso sono serviti per soddisfare favori e piazzare l’amico di turno.
    Non si spegne lo scandalo Affittopoli a Roma.

    Dopo il canone agevolato per la sede della Onlus di Ignazio Marino, adesso emergono altri privilegiati che hanno goduto di sconti per avere in affitto i locali del centro. Dal Pd a Rifondazione comunista passando per Sel: anche i partiti politici affollano le liste dello scandalo – immobili comunali affittati a prezzi stracciati – che stanno terremotando il Campidoglio.

    Da La Repubblica. 20 febbraio 2015.

    Il pm Alberto Galanti, che per adesso ha aperto un fascicolo a “modello 45”, cioè senza indagati né ipotesi di reato (pronto però a virare sull’abuso d’ufficio), ha acquisito tutti gli elenchi relativi agli immobili di proprietà comunale dati in affitto o in concessione. Appartamenti, uffici, autorimesse, box, negozi, cantine, persino distributori di benzina e stabilimenti balneari: migliaia di indirizzi, tutti da verificare, per capire chi ne abbia davvero il possesso, l’ammontare del canone, quando e come i beni siano stati assegnati. Inchiesta, questa, che nasce come costola dell’indagine sul “Circolo degli Artisti”: la procura, accendendo un faro sull’anomala assegnazione degli spazi sulla Casilina Vecchia, si è infatti accorta — riscontri alla mano — che le concessioni facili sono sempre state un andazzo assai in voga in Campidoglio.
    Ecco perché adesso guardarci dentro è «un lavoraccio », sospira il giudice e assessore alla Legalità Alfonso Sabella, incaricato dal sindaco Marino di condurre un’analoga indagine, ma interna, di natura esclusivamente amministrativa. «Un lavoro impegnativo perché per troppi anni, parlo di decenni, non è stata fatta una fotografia del patrimonio e del suo utilizzo », prosegue il capo della task force capitolina. «Stiamo cercando di darci un metodo per trovare delle soluzioni che siano rapide, ma anche molto efficaci perché qui rischiamo di non sapere realmente chi sta in un immobile, l’uso che ne viene fatto, quale sia lo stato di conservazione, che cosa se ne può fare».

    “L’animo umano è sempre ingannato nelle sue speranze, e sempre ingannabile: sempre deluso dalla speranza medesima, e sempre capace di esserlo: aperto non solo, ma posseduto dalla speranza nell’atto stesso dell’ultima disperazione.”
    (Giacomo Leopardi)

  2. Ottimo lavoro, Riccardo, ma andiamoci piano con il copia e incolla perché io non ho il vitalizio alla Capanna per pagare i diritti. In ogni caso siete voi responsabili per i vostri commenti.

    E comunque noi non abbiamo il dovere di fare i nomi e cognomi di Tizio e Caio… li faremmo senz’altro però se fossimo al posto di Giletti, o come minimo andremo a chiedere spiegazioni.

    Ne deriva che la corruzione in Italia dilaga per due motivi molto semplici.

    1) Perché appunto si abbaia ma non si morde, o almeno non si morde dove bisognerebbe mordere.
    2) In fondo ci sta bene cosi e noi non siamo migliori dei “corrotti”, siamo uguali. Abbiamo succhiato lo stesso latte e tutto è COSA NOSTRA. Di chi altri?

    Saludos, abbraccio.

    PS Se qualcuno dei redattori di cui sopra mi cerca, vengo a cercarti io!

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