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Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

Quello che il renzismo non dice (78) – Sul Sacco di Roma II (la vendetta?) e sulla curiosa memoria corta del sindaco Marino – post scandalo Mafia Capitale – che attacca la Questura.

ROSEBUD TV – Angelo Branduardi – Alla Fiera dell’Est

AFORISMI MEMORABILI E ZIBALDONE


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Attenzione la versione definitiva di questi testi uscirà solo dopo le elezioni politiche


Il caso diffamatorio su Wikipedia 

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  • Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori, non è vittima, è complice (George Orwell). Clicca qui per leggere tutto
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Rina Brundu

 “Un uomo che non è mai stato in Italia è sempre cosciente di una inferiorità perché non ha visto ciò che un uomo dovrebbe vedere”; così parlava Samuel Johnson (1709-1784), più noto agli studenti e agli studiosi di letteratura inglese come il mitico dottor Johnson, ovvero “il letterato più illustre nella storia inglese”. In quel frangente, Johnson si stava forse riferendo al cosiddetto Gran Tour, ovvero a quella sorta di anno sabatico (un Erasmus ante-litteram??) che nei secoli appena trascorsi si prendevano i rampolli delle importanti famiglie inglesi allo scopo di vedere il mondo prima di riprendere a… non lavorare. Molti di quei giovani uomini sceglievano di andare in Francia per bagordi, ma il vero target di quell’avventura era l’Italia e i suoi meravigliosi tesori artistici e archittetonici, proprio come ha genialmente fatto notare il dottor Johnson…..

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

20 Comments on Quello che il renzismo non dice (78) – Sul Sacco di Roma II (la vendetta?) e sulla curiosa memoria corta del sindaco Marino – post scandalo Mafia Capitale – che attacca la Questura.

  1. condivido molte considerazioni, ma non capisco bene che cosa c’entri il sindaco con la gestione della polizia; dato il titolo mi aspettavo qualcosa di piu` preciso in termini di responsabilita`.

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    • Ottima domanda. La risposta è più complessa. Fermo restando che a mio avviso la responsabilità di quanto è accaduto a Roma è di tutti i players citati, ovvero di tutti coloro che a qualsiasi titolo hanno tra i loro doveri quello di salvaguardare l’well-being della capitale, il patrimonio mondiale storico-culturale che è, il suo buon nome, la sua dignità… etc…

      Ecco, fermo restando questo, mi ha colpito la “forte” presa di posizione di Marino che prima di guardare sul suo desk ha subito chiesto la rimozione di Tizio, di Caio, di Sempronio. Un comportamento etico curioso quando, solo poche settimane fa, Roma era in mano ad un altro “sacco” pure frustrante, vergognoso che riguardava proprio il Comune da lui amministrato e che dunque “comandava” le sue dimissioni immediate, indipendentemente dal suo personale coinvolgimento.

      Evidentemente le logiche dimissionarie italiane rispondono a regole diverse a seconda di chi le detta… un poco come Grillo che in questi ultimi tempi ha “chiuso un occhio” su quelle che sembrerebbero essere le “defaillances fiscali” degli amici… Ma magari mi sbaglio.

      Ecco comunque il link al pezzo 49 di questa rubrica dove appunto si parlava dell’indifendibile intervento di Marino all’Arena gilettiana nell’occasione “mafiosa”… di cui sopra.

      https://rinabrundu.com/2014/12/07/quello-che-il-renzismo-non-dice-49-sullincredibile-intervento-concordato-del-sindaco-marino-a-larena-di-giletti-e-come-si-puo-governare-una-nazione-se-non-si-riesce-a/

      Grazie del suo intervento. Rgs.

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      • grazie della replica.

        condivido quel post che e` stato citato, ma qui la questione e` un’altra (e ho anche imparato a diffidare delle campagne scandalistiche volte a eliminare qualcuno per mettere al suo posto qualcun altro di ancora peggiore: su Marino ho visto svilupparsi sulla stampa una precisa campagna di questo tipo).

        con questo non voglio neppure difenderlo per partito preso, ma, secondo me, occorre esaminare il comportamento di Marino in questa circostanza proprio in quanto sindaco, ricordando che in generale un sindaco agisce peraltro fortemente condizionato da un apparato amministrativo comunale che si e` costruito negli anni ed e` in parte autonomo da lui.

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  2. Di norma concorderei con lei, bisogna dare una seconda possibilità a tutti (anche se noi italiani tendiamo a darne troppe e infatti abbiamo la stessa “casta” da cinquant’anni ormai)….

    Tuttavia in questo caso, il tempo delle seconde possibilità è passato da un pezzo. Non giudico mai le persone (anche se in questo caso, trattandosi di rappresentanti del popolo che hanno grosse responsabilità dirigenziali, si potrebbe fare, come prassi in ogni paese democratico), ma giudico l’amministratore e l’amministrazione… Ne deriva che non ho dubbi nel dire che dopo Mafia Capitale quell’amministrazione non è più credibile qualunque cosa faccia, qualunque cosa dica, manco andasse a lavorare in missione africana (una opzione che loro, così come tutti noi, dovrebbero considerare)….

    Prima si cambia aria meglio è… altrimenti significa essere conniventi. Mettere invece al suo posto una amministrazione sana, di qualunque segno sia, è un diritto ma anche un dovere dei cittadini romani. Io penso infatti che i romani possano farlo e che la città abbia tutte le risorse umane e intellettuali per voltare pagina. Basta volerlo.

    Il dubbio, semmai, legittimo è: lo si vuole davvero o si preferisce continuar a dar da mangiare agli amici degli amici degli amici tutti bbbuoni, bbbravi e politicamente immacolati? Uhm..

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  3. Completamente d’accordo… Tranne i tre giorni, che in realtà sono tre mesi…
    Stiamo parlando dei soliti vizi conclamati italici e, concordo, fosse stata una giunta berlusconiana sarebbe venuto giù il mondo..

    Invece il mondo è rimasto su e sopravivacchia nella merda.

    Fortuna che tutti coloro che hanno fatto grande Roma sono già morti e magari il loro spirito è voltato dall’altra parte in questo momento!

    Ciao

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  4. No no, non si tratta affatto di dare una seconda possibilità ma di dare a ciascuno le sue esatte responsabilità nelle diverse circostanze.

    non è un sindaco a guidare la polizia. Il sindaco che rappresenta la città fa bene a chiedere le dimissioni di un funzionario incapace.

    Che poi si pensi che doveva darle anche lui per un’altra vicenda è un altro discorso.

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  5. Temo che chi non conosce le gerarchie e chi comanda la polizia in piazza sia Lei.

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    • Ho capito, ma credo ci sia un misunderstanding, qui non si sta dicendo che la responsabilità è solo di Marino ma che é anche la sua in quanto sindaco di Roma, ma soprattutto che la sua richiesta di dimissioni al questore non è credibile perché se si fosse seguita quella logica il primo a non essere più lì da almeno tre mesi sarebbe dovuto essere proprio lui.

      Non continuiamo a farci del male…

      Saluti

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    • ho insegnato Educaziuone Civica per decenni e non sara` Lei a venirmela a spiegare, visto che del resto si e` gia` tirato la zappa sui piedi da solo, scrivendo correttamente che “il sindaco, quando opera come autorità locale di pubblica sicurezza, dipende funzionalmente dal prefetto e dal questore”, che restano gli unici a dare ordini alle forze di polizia.

      mi pare che chi ha bisogno di un bel ripasso sia Lei.

      io sto benissimo, grazie, e con questo tolgo il disturbo dato che ci siamo gia` detti l’essenziale per capirci..

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  6. Mi scuso con lei se ritiene che siamo stati incivili e la invito a tornare a trovarci, ma non può pretendere che, su questioni anche così passionali come sono quelle politiche, tutti si accodino e le diano ragione.. Tutto qui. Senza considerare che il sito che si occupa di attualità vive anche di queste esternazioni che però, le garantisco, restano sempre dentro dati limiti di civiltà, come da deontologia.
    Rgs,

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  7. L’unica contraddizione di merito che c’é (perché appunto l’etimologia è inutile richiamarla dato che si dovrebbe guardare all’usage dei nostri tempi di quel termine) è che sovente si usa la semantica per nascondere altri pensieri. Io lo chiamerei matrimonio senza pensarci due volte perché non serve farlo.
    ciao

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  8. Sinceramente non mi meraviglia tanto questo ennesimo “sacco di Roma”, riflettendo sulla situazione in cui la città versa ormai da anni e anche senza scrivere di “Mafia capitale”, basta pensare ai disordini e alle risse quasi quotidiane che si manifestano ad ogni derbi.

    Se poi invece vogliamo tirare fuori anche Mafia capitale, non sono tanto strani i disordini dei giorni scorsi, ma che i telegiornali se ne siano già scordati. Sinceramente, prima dei titoli di coda, magari insieme agli aggiornamenti sulle borse, non mi dispiacerebbe sentire anche degli aggiornamenti sulle indagini, sugli arresti, sulla situazione in generale…

    è già tutto finito? Tutti assolti? Cosa cambia adesso?… Per esempio…

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  9. a proposito del vecchio detto, ricordo che continua dicendo che chi non sa neppure insegnare fa il preside, e io ho fatto anche questo e per quasi trent’anni (senza essere proprio Matusalemme). 🙂

    io non sono intervenuto qui per contestare la richiesta di dimissioni di Marino dalla carica di sindaco (anche se vorrei che dessimo un’occhiata al calibro di coloro che l’hanno preceduto nell’incarico e che potrebbero seguirlo, per non rischiare di cadere dalla padella nella brace).

    credo ci possa essere una piu` che legittima varieta` di opinioni a riguardo.

    dico soltanto che non mi convince una richiesta di dimissioni motivata dalla sua presunta debolezza negli incidenti di Roma perche` reprimere i facinorosi (come andava fatto) non era nei suoi poteri diretti.

    ed e` abbastanza logico ed evidente che la catena di comando della polizia e` necessariamente una sola.

    in parole povere la responsabilita` della pessima conduzione delle operazioni di ordine pubblico e` del governo Renzi e del ministro dell’Interno in particolare, non del sindaco.

    non so bene che cosa avrebbe potuto fare in questo caso un sindaco con le palle, per usare la garbata espressione.

    il sindaco come autorita` di pubblica sicurezza puo` richiamare prefetto e questore a intervenire in difesa dell’ordine pubblico, ma non sostituirsi a loro.

    questo – devo correggere da capo – non significa affatto che il sindaco sia un subalterno di prefetto e questore, anche perche` lui viene eletto ed ha come punto di riferimento i cittadini elettori, gli altri sono nominati dal governo.

    d’altra parte ci mancherebbe altro che in democrazia un subalterno o un operaio non possa chiedere le dimissioni di un suo superiore o direttore.

    se poi si vuol dire che Marino non e` stato coerente perche` avrebbe dovuto dimettersi anche lui mesi fa, questa e` una affermazione che non voglio discutere qui per non allargare troppo il discorso.

    quindi concordo sul cercare di evitare di farci trascinare tutti dalla troppa foga.

    e soprattutto inviterei a non darmi del renziano: posso mandare un invito a fare un giretto sul mio blog?

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    • Come no! Ma guardi che esseri renziani non è un peccato, ognuno ha diritto di credere in ciò che vuole.. C’é gente che giura di vedere strain oggetti volanti, etc…etc… perché non essere renzisti? Tutto può essere.

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    • come vuoi, redazione.

      soltanto, io non lo sono proprio, renziano, o renzino, o renzista, e mi sono abbonato al vostro blog per trovare qualche conforto, anche da punti di vista differenti, ecco tutto. 🙂

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  10. @ Manifesto Web
    La memoria corta dei politici é protocollo standard altrimenti non sarebbero tali.
    La memoria corta della Stampa italiana ha origini nel detto “tengo famiglia e mi fotto la deontologia, azzo vuoi?”. Tutto qui.

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  11. Ciao Gavino, non ci sono “padroni” qui e più il tempo passa più mi rendo conto che questo è uno svicolo autostradale… entrano, escono, vanno, tornano, fanno il cazzo che gli pare…. In realtà dovrebbe essere così perché la strada è democrazia. Io intervengo solo a evitare un incidente stradale… o a causarlo:)

    Ciao, buona domenica

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