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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

Quello che il renzismo non dice (74): sull’intervista “seduta” e a orologeria del TG1 a Matteo Renzi e ancora sul rapporto 2015 di RSF. Sulla RAI faro di “cultura” in Europa e un omaggio a Michele Ferrero.

ROSEBUD TV – Bob Marley – Redemption Song

AFORISMI MEMORABILI E ZIBALDONE


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Attenzione la versione definitiva di questi testi uscirà solo dopo le elezioni politiche


Il caso diffamatorio su Wikipedia 

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  • Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori, non è vittima, è complice (George Orwell). Clicca qui per leggere tutto
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Gli stornelli del 4 marzo e dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

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Dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

Stornelli politici per il 4 marzo 2018

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Promuoviamo una coscienza e una lotta politica civile e democratica. Liberiamo l’Italia dal renzismo, dai suoi interessi familisti, dai suoi boiardi di Stato e dai suoi scandali. Per le ultime notizie su questi argomenti, clicca qui.

Rina Brundu

Fanno impressione queste interviste a “orologieria” che Matteo Renzi “concede” al primo telegiornale italiano, il TG1, ogni qualvolta necessita di difendere l’indifendibile, come è indifendibile il tentativo di cambiare la Costituzione degli italiani a colpi di maggioranza risicata, quando non svenduta. E, ad un tempo, alla luce dell’odierno (seppur indiretto) attacco al giornale danese Jyllands-Posten, giornale martire dei diritti minimi degli individui e delle comunità moderne, nonché alla luce del recente rapporto di Reporters Senza Frontiere che relega il nostro paese al 73simo posto nel mondo, in materia di libertà di stampa e di espressione, fa impressione “l’obbedienza pronta, cieca ed assoluta” del servizio pubblico al leader.

Renzi si è presentato ingrassato e satollo davanti alla giornalista RAI ma anche fondamentalmente tranquillo, con la tranquillità di chi sa di giocare in casa. L’intervista parte dalla situazione in Libia: meglio cominciare con la cronaca estera, tracciare un identikit chiaro del nemico e rassicurare il popolo: rassicurarlo che il renzismo è qui per proteggerlo e non intende abbandonare la poltrona. Poi il discorso cade inevitabilmente sulle hot-issues della politica interna: la giornalista mette subito le mani avanti (e in verità non si dovrà mai dire che l’intervista sia stata completamente inginocchiata, “seduta” sarebbe un termine più appropriato….

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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