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Sanremo 2015 – Il primo giorno… Dio creò Carlo Conti, gli affidò il festival e dopo mezz’ora – costretto in giacca e cravatta – vide già che non era cosa buona: “Fare pure la barba a Conchita? Non se ne parla!”. La cronaca – live.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Jack_Kerouac_Naval_Reserve_Enlistment,_1943di Rina Brundu. Far condurre una trasmissione "artistica" a Carlo Conti è un poco come pretendere di mettere giacca e cravatta a Jack Kerouac e poi ordinargli di scrivere “On the Road”. O chiedere a Van Gogh di attendere i consigli degli acquisti prima di tagliarsi l’orecchio. Se il buongiorno si vede dal mattino sarà un festival ingessato (quasi come Emma mentre scendeva le scale), formale, matematico quasi: 2 + 2 deve dare 4, senza senatori di Scelta Civica a confondere le carte in tavola, pardon... nel teatro.

Guardare il festival di Sanremo 2015 è un poco come castrarsi volontariamente, per chi può, come costringersi ad una assurda liturgia preservata in virtù di una qualche antichissima tradizione di cui si sono scordate le ragioni dell’esistenza. Nell’atmosfera glaciale, tetra, composta che trasmette, colpisce il contrasto con il calore, l’attiva partecipazione, la libertà dell’Essere che si respirava per esempio durante l’ultimo Eurofestival stravinto da Conchita Wurst. Speriamo che Conti non l’abbia invitata, sarebbe capacissimo di farle la barba a scopo omologazione. Paradossalmente, a quel punto la cantante austriaca sarebbe l’unica col mento glabro dato che a noi telespettatori il pizzetto è cresciuto lungo già durante la prima mezz’ora di incomprensibile cazzeggio.

Per Arisa invece è evidentemente già troppo tardi: l’Arisa di questi tempi è artefatta, signora, come a dire che per farti notare devi stupire ma per sopravvivere ti devi adattare. Conti non si è fatto mancare neppure l’abbonato in prima fila, o meglio la famiglia Nania: cattolicissima, fiduciosa nella Provvidenza ed evidentemente nella cicogna che si ferma sul loro comignolo ad ogni occasione propizia, l’opzione pillola è proprio tutta da scartare?  Data la mestizia che la trista scenetta trasmette sorge il sospetto che Conti possa essere una sorta di padrino mediatico per ciascuno di quei bambini: chi non si darebbe da fare altrimenti non appena si presenta sul palco?

Ma si può (è finanche moralmente giusto? Etico?) – dopo solo un’ora di un programma che durerà diverse sere – sentire il tedio, l’uggia, la monotonia, la barba, appunto, crescere dentro e strozzare l’Essere? E si tratta di sintomi da Sindrome da intrattenimento nazionalpopolare o di mero rinc… acuto? Mah…

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Segue la cronaca-live della serata …

Stay tuned o in alternativa arruolatevi nella legione straniera, whichever suits you better!

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Per rispetto dell’età – la loro e la mia – mi astengo dal commentare il siparietto Romina-Albano. Di fatto adesso manca solo qualche passaggio da “Giovannona Coscialunga” ed ecco creato il “mostro” che eravamo: fortuna che l’era digitale metabolizza senza scomporsi troppo e ha già visto e rivisto tutto: youtube docet!

Sigh!


Invece manca Platinette: dov’é Platinette? Sondare gli oceani di retorica moraleggiante, please, prima che affoghi!!

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Finalmente qualcosa di utile: lo spot ad Emergency! Ci si chiede però perché la RAI tratti questi argomenti come panda da esibirsi in date occasioni speciali, una volta all’anno. Altro spazio dovrebbe essere riservato, si pagherebbe il canone decisamente più volentieri!


Teddy Maloscha!!! Enfin… sapevo che in fine serata anche Conti avrebbe osato un pò! Speriamo che tutta questa “spericolatezza” artistica  non vada a detrimento dell’atmosfera delle prossime sere…


Come? Già fatto?!!!


Ah no.. e certo mancava la banda anglossassone mangia-euro, come non avessimo abbastanza cantautori validi da far salire sul palco: Guccini adonde estas?


Ecco l’apice della serata! Un momento di scoglionamento con questo falso Bubblé e il suo pseudo-inglese che quasi mi manca Italia di Mino Reitano…. corro dal mio pusher e poi la cerco su Youtube…

 

Ah sto meglio, I am feeling better come diceva sovente John Lennon quando si faceva…


Arisa ed Emma in concerto… è la rappresentazione plastica del perché all’Eurofestival Emma si è piazzata come si è piazzata… Peccato!

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PAZZESCO! UNA PRIMA SERATA CHE SI RISOLVE NELL’APOLOGIA MEDIATICA DEL NULLA!

DA NON CREDERCI SE NON FOSSE VERO…

Enough!!

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Featured image, uno scontentissimo Jack Kerouac
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8 Comments on Sanremo 2015 – Il primo giorno… Dio creò Carlo Conti, gli affidò il festival e dopo mezz’ora – costretto in giacca e cravatta – vide già che non era cosa buona: “Fare pure la barba a Conchita? Non se ne parla!”. La cronaca – live.

  1. Ma chi è quello della foto nel tuo articolo?

    • Come scritto nella leggenda è Kerouac. Non lo hai riconosciuto perché è ovviamente scazzatissimo dopo tre ore di questa brodaglia… Fortuna inoltre che Van Gogh è anche morto perché dopo l’orecchio da tagliare gli restavano, oggettivamente, poche cose…

  2. Vabbé supplisco con qualche momento di un Sanremo passato che mi piaceva…

  3. Butto giù anche Guccini ma speriamo che Conti non passi di qui e mi accusi di estremismo che di questi tempi sono cazzi… Tranquillo, Carlo, ho l’autorizzazione della diocesi! L’ha detto pure il vescovo: no, non è troppo forte!

  4. Pensare che mentre noi si cazzeggiava c’era gente che stava rischiando la vita in mare e l’avrebbe persa di lì a poco. Che mondo terribile!

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