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Quello che il renzismo non dice (67) – Sulla condiscendenza renziana di ieri sera a “Porta a Porta”, sulla rottura del Patto del Nazareno e su “los cojones” di Silvio… dati per dispersi.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

Finalmente si legge che secondo i forzisti il Patto del Nazareno si sarebbe rotto, un poco come ammettere che dentro le segrete stanze sono stati ritrovati “los cojones” di Silvio… dati per dispersi negli ultimi mesi. A dire il vero molto più del supponente comportamento renzista in occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica, all’illuminazione forzista sulla via del Nazareno potrebbe avere contribuito l’ultima performance televisiva del nostro PresDelCons ieri sera nel vespiano Porta a Porta (Rai1).

Per la verità si fa ancora grande fatica a credere che una simile trasmissione sia potuta andare in onda, o meglio che lo staff di spin-doctors renziani abbia dato l’okay a procedere. Mai, neppure durante i tempi edonistici e ruggenti reaganiani, si era assistito a tanta dimostrazione di saccenteria politica, condiscendenza, autoreferenzialità (Gli italiani vogliono persone che affrontano i problemi e li risolvono), innamoramento-di-sé (vedi le risposte “cool” a Sallusti che gli chiedeva cosa si provava a poggiare il deretano sulla Flaminia presidenziale), impertinenza al limite della petulanza (vedi l’invito a Berlusconi a leccarsi le ferite) e naiveté amministrativa, ovvero ignoranza di quelle che sono le regole base che fanno esistere un leader e lo preservano a lungo in quella funzione. E mai si era assistito a cotanta spavalderia nella considerazione dell’altra metà del cielo di un Paese, quasi come se fosse data per scontata la sua acquiescenza….

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

1 Comment on Quello che il renzismo non dice (67) – Sulla condiscendenza renziana di ieri sera a “Porta a Porta”, sulla rottura del Patto del Nazareno e su “los cojones” di Silvio… dati per dispersi.

  1. Accennando alle cose serie, mi sembra che il cittadino debba orientarsi sulle opportunità che gli offre lo Stato, opportunità che continuamente scarseggiano. Di diritti ne ha già troppi e questi non trovano riscontro nel loro rispetto. Al riguardo sarà opportuno tenere separati i problemi della politica contingente da quella di una riforma della Costituzione sinora condotta sul filo del solito consociativismo sindacal-corporativo da Sacrestia (vedi Patto Nazareno). Il discorso diverrà serio quando i politici, in parlamento, raggiungeranno la condivisione di un testo che riconsideri la Costituzione sin dai suoi Principi fondamentali. A mio parere basterebbe che Costituzione italiana sia ricostituita nel testo originario quale fu presentato dalla Commissione all’Assemblea Costituente il 31 gennaio 1947, come, appunto, auspico nel link che segue.
    http://pibond.blogspot.it/2015/02/liberta-e-lavoro.html

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