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Expò 2015 – Dalla Sindrome Pizza Pasta Mandolino a quella provinciale del verybello.it

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Image2di Rina Brundu. Verybello.it è l’ultima, in ordine di tempo, delle idee gagliarde partorite in concomitanza con l’inizio dell’Expò 2015 e che immagino a carico del contribuente visto che sembrerebbe essere sponsorizzato dal Ministero dei beni e delle attività culturali. Tralasciando l’ovvietà dell’incredibile (a voler essere teneri) mancanza di rispetto per i nobili idiomi che furono di Dante e del grande bardo di Stratford-upon-Avon (ma l’opzione “moltobello.it” faceva proprio schifo? Affidarsi ai consigli di una società di marketing specializzata, no?), colpiscono, mentre si naviga tra le sue “pagine”, la pochezza del contenuto, uno stile e un format che lasciano a desiderare, la mancanza di una sezione in lingua inglese (che tendenzialmente avrebbe dovuto essere la Homepage), la quale sezione starebbe comunque “coming soon”.

Speriamo bene, perché se il buon giorno si vede dal mattino, potrebbe anche essere che le sofferenze dantesche e shakesperiane non siano ancora finite. D’altro canto non è da escludersi che lo stile minimalista sia stato scelto per onorare la “spending review” in corso. Nel qual caso difficile negare che quei 100 euro siano stati spesi al meglio (trattasi di mia personalissima stima sui costi, s’intende, ma in realtà esistono template migliori e meno cari).

Detto questo ciò che meraviglia davvero è che un tal luogo virtuale fondamentalmente provinciale (anche nel nome), sia l’ultima ciliegina (o almeno l’ultima di cui ci è dato sapere), che va ad indorare la torta di un Expò italiano pesantemente marcato da quella Sindrome Pizza Pasta Mandolino che ci assilla da più di un secolo ormai e che – chissà per quale motivo – sembriamo determinati a non volerci scrollare di dosso.

Resta il fatto che poi, con furbizia tutta nostra, non manchiamo mai di dare addosso all’UE, alla BCE, a Tizio e a Caio quando a rappresentare l’Italia negli spot per promuovere l’entrata in scena di questa o quell’altra banconota, è una bella connazionale che mentre intenta a servire in tavola i danarosi, cosmopoliti e high-techicizzati clienti nordici, ci informa orgogliosa: “È la mia prima mancia!”. Sigh!

Lo spot UE per la nuova banconota da 10 Euro:

Featured image, screenshot dal sito verybello.it.
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