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Quello che il renzismo non dice (65) – Sulla politica dei “tre forni” e sul momento del redde-rationem.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

Rina Brundu

Di politica dei “tre forni” ne ha parlato ieri sera Alessandro Sallusti, discutendo sulle diverse “alleanze” strette da Renzi per raggiungere i diversi obiettivi: al governo con Ncd, alle riforme con Forza Italia, col PD per l’elezione del presidente della Repubblica.

Diceva Faletti che “Il limite dei furbi è che non riescono ad esimersi dall’esibire i frutti della loro furbizia, prima o poi”. Matteo Renzi è andato oltre: non solo ha esibito i frutti (mitica l’esternazione di ieri di colui che sarebbe il capo dei 101 franchi tiratori che affossarono Prodi: “Chi ha voglia di bruciare fà i falò non fa il Grande Elettore!”), ma oggi già si leggeva il suo severo monito all’ex-cavaliere ed ex-alleato di riforme: prima o poi la rabbia sbollirà!…

 

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

 

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info@ipaziabooks.com

4 Comments on Quello che il renzismo non dice (65) – Sulla politica dei “tre forni” e sul momento del redde-rationem.

  1. Per te. Per me i bari, i furbi, che siano a destra a sinistra, al centro, non debbono agire quali rappresentanti politici né a destra, né a sinistra, né al centro. E di certo non mi rappresentano. Preferiso gli onesti.

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  2. Caro Gavino
    Pensavo male della politica italiana, ma la realtà supera ogni fantasia. Si tratta di inciuci, concertazioni, interessi e basta.

    Solo due scenari tanto per capirci:
    1) Immagina se ciò che ha fatto Renzi lo avesse fatto Berlusconi. Minimo si sarebbe gridato al colpo di stato.
    2) Ma, soprattutto, immagina se questo uomo solo al comando fosse stato Hitler: da un punto di vista teorico avrebbe potuto tranquillamente eleggere il Presidente della Repubblica.

    Vale a dire che noi siamo una democrazia incapace di essere veramente tale, con il “bravo” di turno che fa i suoi affari e chi si è visto si è visto.

    Poi si meravigliano se, nonostante tutto, la gente continua a votare Grillo. Per forza! Prevedo una grossa crescita M5S nel prossimo future… fino alla maggioranza assoluta che un giorno avranno.

    Francamente io ne ho visto abbastanza per adesso e non c’é più nulla da dire anche perché una volta eletto, ad un presidente della Repubblica bisogna portare il rispetto che si porta al popolo che rappresenta. E poi lo status-quo non può essere colpa sua. Ma di sicuro è colpa della sua generazione, e delle trame della prima repubblica restaurate da Renzi.
    Altro che rottamatore, il restauratore sarebbe il nick più adatto da ora in poi.

    Basta così per me. O mi vengono i conati…
    Saludos

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    • Gavino,
      leggi bene non ho paragonato Renzi a Hitler ho ancora il senso delle cose.

      Ho fatto solo un discorso e un esempio sulla “fragilità” delle nostre istituzioni “democratiche”, pensate sembrerebbe all’insegna del motto “fatta la legge trovato il modo di aggirarla”.
      Renzi è più assimilabile a un Pinocchio furbo.

      Ma io resto convinta che ciò che va su inevitabilmente va giù e questa occasione ha segnato il cambio di direzione della parabola.

      Speriamo davvero di poter pubblicare presto l’ultimo articolo di questa serie. Quello che il renzismo non dice – Fine del renzismo: grazie Signore grazie!

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  3. Ps d’altro canto se Berlusconi preferisce continuare a calarsi le braghe, lo faccia pure ma io farei diversamente. Soprattutto, non dimenticherei. Mai.

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