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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Quello che il renzismo non dice (61): Esclusivo! Finalmente Renzi parla della CRISI…. dei Talk Show. E sul gran rifiuto di Machiavelli “Governare sarà pure far credere, ma faccia senza di me, messere”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Subito ripreso dai giornali-di-partito (alcune redazioni hanno assunto diversi co-co-co con il compito preciso di riportare direttamente in prima-pagina ogni termine, nome, avverbio, aggettivo, finanche congiunzione che appaia sulla pagina Twitter del PresDelCons), ieri Matteo Renzi ha così twittato: “Trame, segreti, finti scoop, balle spaziali e retropensieri; basta una sera davanti alla TV e finalmente capisci la crisi dei talk-show”.

Qualis pater, talis filius: ci fu infatti un tempo in cui anche Silvio Berlusconi venne fuori con una simile critica a questi programmi stile neurone-rincoglionito, solo che nel suo caso di vero “scoop” si trattava dato che l’ex Premier era ed è uno degli importanti players-editoriali che investono in simili produzioni. Certo è che se Matteo Renzi parla di talk-show bisogna ascoltarlo. È indubbio che se ci sarà mai un motivo per cui il renzismo verrà ricordato dai posteri sarà per il suo ruolo…”mediatico”. Per l’okkupazione determinata e decisa di ogni luogo virtuale e reale che sia o sia stato anche solo indirettamente legato ad una situazione mediatica-favorevole da sfruttare…

 

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

 

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