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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Quello che il renzismo non dice (57):… non c’é bisogno che lo spieghi Michele Santoro col gesto dell’ombrello. E su “Viale del tramonto” di Billy Wilder.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

Sconcerta pensare che ieri sera, mentre RAI3 trasmetteva lo straordinario documentario Night Will Fall di Andre Singer – un cortometraggio che ha mostrato come mai è stato mostrato prima l’orrore dello sterminio perpetrato dai nazisti – su La7, Michele Santoro era impegnato in un altro dei suoi “celeberrimi” incipit, preamboli, prologhi al suo Servizio Pubblico corredandolo questa volta con tanto di gesto dell’ombrello al Premier.

Com’é triste la via del tramonto! Sfido chiunque ad accusarmi di simpatie renziste, questo non vuol dire però che chi non si rassegna al ruolo di pecora rincretinita dentro un gregge mediaticamente addomesticato, si arroghi il diritto di mancare di rispetto alle nostre istituzioni democratiche. Istituzioni che non ha creato Matteo Renzi, ma per le quali hanno combattuto e hanno dato la vita i nostri padri. Il valore aggiunto della “critica” dentro contesti democratici é dato dal fatto che “critico” e “criticato” comprendono la necessità di muovere dentro perimetri guardati da paletti che non possono essere spostati: da nessuno!

 

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

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