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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Quello che il renzismo non dice (56): sul direttorio Renzi-Berlusconi e sulla nuova “distopia” orwelliana: 2015-2018. Gli slogan del Partito e la canzone del castagno.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Tempo fa, dalle pagine del quotidiano La Repubblica, Eugenio Scalfari aveva lanciato un raro monito “autorevole” a Matteo Renzi: “Il PD si è trasformato in un partito governato da un uomo solo”. A mio avviso, il direttore non l’ha detta tutta; di fatto, da un anno circa, il PD e la nazione sono governati con pugno di ferro e guanto di velluto dal direttorio Renzi-Berlusconi, con tutto ciò che ne viene. Premetto che non sono mai stata anti-berlusconiana per partito preso e che c’é stato un tempo in cui ho molto gradito la possibilità di un avvento renziano a “rottamare” la casta radical-chic e fondamentalmente inconcludente di sinistra. Tuttavia, c’é un limite a tutto e data la situazione non sarebbe azzardato dire che ho sbagliato con entrambi gli approcci. Di certo è difficile guardare da fuori e non restare colpiti dalla situazione disastrosa: dentro le già criptiche dinamiche – oscurate completamente nelle alte sfere ai comuni mortali – che porteranno all’elezione del prossimo presidente Repubblica, se ne determinano altre, forse più insidiose, implicite, ma fatte esistere in tutto il loro splendore durante e mercè gli incontri bilaterali tra… gli deus ex machina di cui sopra....

 

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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ROSEBUD TV – LITERATURE: Goethe