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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Quello che il renzismo non dice (54) – Sull’antidemocratica congiura presidenziale del silenzio e sugli scandali nostrani.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

Rina Brundu

Silenzio! Sembrerebbe essere questa la parola d’ordine imposta dalle segreterie di partito, giù giù fino all’ultimo portaborse, a proposito delle “candidature” alla Presidenza della Repubblica. A leggere i giornali, occorrerebbe fare silenzio per non “bruciarle”; insomma, meglio evitare che la stampa internazionale vada a cercare il pelo nell’uovo e, conoscendo la probità della nostra politica, ne nasca l’ennesimo scandalo che impedirà “al già-eletto” di occupare lo scranno più alto, dunque di portare avanti le datate pratiche di Sistema come prima e più di prima.

C’é qualcosa di straordinariamente antidemocratico in tutto questo: alla maniera in cui il popolo viene annichilito, inebetito, strozzato, affogato dentro fiumi di retorica suadente quando serve il suo voto, in simil guisa, in questa circostanza eccezionale che lo riguarda in maniera importante, viene escluso dai grandi giochi, chiuso fuori prima di buttare via la chiave…

 

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

7 Comments on Quello che il renzismo non dice (54) – Sull’antidemocratica congiura presidenziale del silenzio e sugli scandali nostrani.

  1. Andrea Bondanini. // 4 January 2015 at 18:46 //

    Si, sono i rischi della democrazia rappresentativa. Ma la presidenza affidata al Popolo sovrano ci avrebbe regalato sino a poco fa un Berlusca. Del quale più passa il tempo più appare la sua azione nefasta anche se gli riconosco un certo numero di cose fatte bene: la scelta di Draghi, l’attenzione alle pensioni insostenibili con il prolungarsi della vita media, il valutare la ricchezza privata a fronte del nostro pantagruelico debito ecc. Tutte cose che non cancellano un bilancio negativissimo di un paese arretrato e corrotto. In tante sue affermazioni nelle campagne elettorali mi è sembrato anche poco intelligente, probabilmente orientato solo ai suoi affari privati.

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    • Non so perché ma il renzismo fa più paura: è gattopardico e non ha contradditorio… in più il popolo è imbambolato perché non sa più a che santo votarsi. Per certi versi è meglio che non si vada a votare e il limbo non è male in assenza di alternativa.

      Ma le pratiche di cui sopra sono logiche: il renzismo è là per preservare il Sistema.

      Fino al giorno in cui anche l’ultimo arrotino si sarà rotto le balle, a quel punto cambierà… o magari cambierà perché il tempo è passato e finalmente abbiamo tirato tutti le cuoia. Noi, le nostre generazioni fallite e codesti metodi antidemocrativi e non rappresentativi.

      Si comincia a capire perché l’America è davvero un grande paese….

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    • Andrea Bondanini. // 4 January 2015 at 19:35 //

      Si, l’America è un grande paese. Ma anche laggiù avvengono le stesse cose come da noi. La differenza sta nella quantità e nella capacità del sistema americano di trovare gli antidoti.
      Renzi è gattopardesco, ma potrebbe essere un fatto di facciata per non essere massacrato, guarda che succede a Grillo che con tutti i suoi limiti e difetti ha un potenziale che ben gestito potrebbe accelerare un risanamento del paese. Capisco che Grillo è terrorizzato dal malaffare esistente anche nel PD, ma da soli nessuno ne esce.

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  2. No, dissento, lo pensavo anche io prima ma non è così….

    Sono vere invece due cose:

    1) Che in America avvengono le stesse cose che avvengono da noi come in tutto il mondo (anche e soprattutto in Germania)
    2) Che gli Stati Uniti sono un Paese ricco e geograficamente importante con una forte tempra democratica

    Questo ultimo fatto è importantissimo perché significa che quella nazione è in grado di mettere una contro l’altra (come di fatto fa), due fazioni ugualmente forti e pronte a darsi battaglia fino alla fine… Questo di per se è una garanzia.
    Altra garanzia sono il giornalismo e gli editori indipendenti che se ne sbattono dell’uno e dell’altro partito se necessario e li sputtanano…
    Ultima grande garanzia e il senso della nazione, di appartenenza, il forte nazionalismo…
    Tutto questo rende l’America un sogno vero e proprio per noi, un sogno pragmatico distante e distante pure dalla retorica del “tutto il mondo è paese”.

    Mi spiace ma quando dico che non mi fido del renzismo intendo proprio dire che non mi fido di Renzi, cioè è proprio la sua leadership che io non amo e vedo con occhi diversi da come la vedono molti italiani. É tutto ciò che non vorrei per il mio paese.

    Non faccio difficoltà a dirle che se al posto di Renzi ci fosse stato Del Rio e avesse fatto le stesse cose non avrei avuto nulla di dire: avrei avuto fiducia nell’uomo. In questo caso invece no.

    Ma sono certa che mi sbaglio io; comunque lo spero per il nostro Paese che tutti amiamo….

    PS Grillo è invece una storia positiva che però non sa gestirsi e purtroppo manca di alcune delle indubbie qualità che Renzi ha….

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  3. Ecco il nostro giornalismo invece

    In questo articolo il Corriere.it kills two birds with one stone, come si dice da queste parti
    Da un lato coglieal volo l’occasione di pubblicare un altro poster del premier e dall’altro lo fa passare per EROE… (a maggior dimostrazione che il significato della parola deve risultare ancora oscuro in quella redazione)

    http://www.corriere.it/economia/15_gennaio_04/evasione-renzi-blocca-norma-che-favorirebbe-silvio-berlusconi-afd3bbfa-9405-11e4-8745-dbfbe9a3a0e4.shtml

    E’ straordinario! Se non erro era Brecht che diceva “Sventurato quel popolo che ha bisogno di eroi…”.

    Io aggiungerei, sventurato quel popolo che vive di giornalismo inginocchiato…

    Ma perché sempre noi??

    Il dubbio mi assilla davvero.

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