PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Buon 2015 – Da Lucio Dalla a Lucio Anneo Seneca

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Allontànati dunque dalla folla, carissimo Paolino, e ritirati alfine in un porto più tranquillo, spintovi non a causa della durata della vita. Pensa quanti flutti hai affrontato, quante tempeste private hai sopportato, quante (tempeste) pubbliche ti sei attirato; già abbastanza il tuo valore è stato dimostrato attraverso faticosi e pesanti esempi: sperimenta cosa (il tuo valore) può fare senza impegni. La maggior parte della vita, di certo la migliore, sia pur stata dedicata alla cosa pubblica: prenditi un pò di tempo pure per te. E non sto ad invitarti ad una pigra ed inerte inattività, non perché tu immerga quanto c'è in te di vigorosa indole nel torpore e nei piaceri cari al volgo: questo non è riposare; troverai attività più importanti di tutte quelle finora valorosamente trattate, che portai compiere appartato e tranquillo. Tu di certo amministrerai gli affari del mondo tanto disinteressatamente come (di) altri, tanto scrupolosamente come tuoi, con tanto zelo come pubblici. Ti guadagni la stima in un incarico in cui non è facile evitare il malvolere: ma tuttavia, credimi, è meglio conoscere il calcolo della propria vita che (quello) del grano statale. Allontana questa vigoria dell'animo, capacissima delle cose più grandi, da un ufficio sì onorifico ma poco adatto ad una vita serena e pensa che non ti sei occupato, fin dalla tenera età, di ogni cura degli studi liberali perché ti fossero felicemente affidate molte migliaia (di moggi) di grano: avevi aspirato per te a qualcosa di più grande e di più elevato. Non mancheranno uomini di perfetta sobrietà e di industriosa attività: tanto più adatte a portar pesi sono lente giumente che nobili cavalli, la cui generosa agilità chi mai ha oppresso con una gravosa soma? Pensa poi quanto affanno sia il sottoporti ad un onere così grande: ti occupi del ventre umano; il popolo affamato non sente ragioni, non è placato dalla giustizia né piegato dalla preghiera. Or ora, entro quei pochi giorni in cui morì Caio Cesare32 - se vi è una qualche sensibilità nell'aldilà, sostenendo ciò con animo molto grato, perché calcolava che al popolo Romano superstite rimanessero certamente cibarie per sette o otto giorni -, mentre egli congiunge ponti di navi33 e gioca con le risorse dell'impero, si avvicinava il peggiore dei mali anche per gli assediati, la mancanza di viveri; consistette quasi nella morte e nella fame e, conseguenza della fame, la rovina di ogni cosa e l'imitazione di un re dissennato e straniero e tristemente orgoglioso34. Che animo ebbero allora quelli a cui era stata affidata la cura del grano pubblico, soggetti alle pietre, al ferro, alle fiamme, a Gaio? Con enorme dissimulazione coprivano un male così grande nascosto tra le viscere e a ragion veduta; infatti alcuni mali vanno curati all'insaputa degli ammalati: per molti causa di morte è stato il conoscere il proprio male. 

Rifugiati in queste cose più tranquille, più sicure, più grandi! Credi che sia la stessa cosa se curi che il frumento venga travasato nei granai integro sia dalla frode che dall’incuria dei trasportatori, che non sia madido di umidità accumulata e non fermenti, che sia conforme alla misura e al peso, o se ti accosti a queste cose sacre e sublimi per conoscere quale sia la materia di Dio, quale la volontà, la condizione, la forma; quale condizione attenda il tuo spirito; dove la natura ci disponga una volta usciti dai (nostri) corpi; cosa sia che sostenga ogni cosa più pesante al centro di questo mondo, sospenda al di sopra quelle leggere, sollevi il fuoco in cima, ecciti gli astri nei loro percorsi; e via via le altre cose colme di strabilianti fenomeni? Vuoi, una volta abbandonata la terra, rivolgere l’attenzione a queste cose? Ora, finché il sangue è caldo, pieni di vigore dobbiamo tendere a cose migliori. Ti aspettano in questo genere di vita molte buone attività, l’amore e la pratica delle virtù, l’oblio delle passioni, il saper vivere e il saper morire (lett.: la conoscenza del vivere e del morire), una profonda quiete delle cose.

Certamente miserevole è la condizione di tutti gli affaccendati, ma ancor più misera (quella) di coloro che non si danno da fare nemmeno per le loro faccende, dormono in relazione al sonno altrui, camminano secondo il passo altrui, a cui viene prescritto (come) amare e odiare, cose che sono le più spontanee di tutte. Se costoro vogliono sapere quanto sia breve la loro vita, considerino quanto esigua sia la loro quota parte. Perciò quando vedrai una toga pretesta già più volte indossata o un nome famoso nel foro, non provare invidia: queste cose si ottengono a scapito della vita. Affinché un solo anno si dati da loro, consumeranno tutti i loro anni35. Prima di inerpicarsi in cima all’ambizione, alcuni la vita abbandonò mentre si dibattevano tra le prime (difficoltà); ad alcuni, essendo passati attraverso mille disonestà per il raggiungimento della posizione, venne in mente l’amara considerazione di essersi dannati per l’epitaffio; di certuni venne meno l’estrema vecchiaia, mentre come la gioventù attendeva a nuove speranze, indebolita tra sforzi enormi e gravosi. Vergognoso colui che il fiato abbandonò in tribunale, in età avanzata, difendendo litiganti del tutto sconosciuti e cercando l’assenso di un uditorio ignorante; infame colui che stanco del vivere più che del lavorare, crollò tra i suoi stessi impegni; infame colui che l’erede, a lungo trattenuto, deride mentre egli muore dedicandosi ai suoi conti. Non posso tralasciare un esempio che mi sovviene: Sesto Turranio è stato un vecchio di accurata coscienziosità, che dopo i novant’anni, avendo ricevuto inaspettatamente da Caio Cesare36 l’esonero dalla procura, diede disposizioni di essere composto sul letto e di esser pianto come morto dalla famiglia attorno a lui. Piangeva la casa l’inattività del vecchio padrone e non cessò il lutto prima che gli fosse restituito il suo lavoro. A tal punto è piacevole morire affaccendato? Lo stesso stato d’animo ha la maggior parte: in essi vi è più a lungo il desiderio che la capacità del lavoro; combattono contro la decadenza del corpo, la stessa vecchiaia giudicano gravosa e con nessun altro nome, perché li mette da parte. La legge non chiama sotto le armi a partire dai cinquant’anni, non convoca il senatore dai sessanta: gli uomini ottengono il riposo più difficilmente da se stessi che dalla legge. Nel frattempo, mentre sono rapinati e rapinano, mentre vicendevolmente si tolgono la pace, mentre sono reciprocamente infelici, la vita è senza frutto, senza piacere, senza nessun progresso dello spirito: nessuno ha la morte davanti agli occhi, nessuno non proietta lontano le speranze, alcuni poi organizzano pure quelle cose che sono oltre la vita, grandi moli di sepolcri e dediche di opere pubbliche e giochi funebri (lett.: presso il rogo) ed esequie sfarzose. Ma sicuramente i funerali di costoro, come se avessero vissuto pochissimo, devono celebrarsi alla luce di fiaccole e ceri.

Lucio Anneo Seneca (dalla traduzione di Luigi Chiosi che ringrazio qualora passasse di qui; clicca qui per leggere l’intero lavoro). Featured image, free clipart.

23 Comments on Buon 2015 – Da Lucio Dalla a Lucio Anneo Seneca

  1. Un testo di sostanza e più che mai attuale.
    Buon Anno Rina! 🙂
    Primula

  2. L’anno che verrà

    Lucio Dalla

    Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po’
    e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
    Da quando sei partito c’è una grossa novità,
    l’anno vecchio è finito ormai
    ma qualcosa ancora qui non va.

    Si esce poco la sera compreso quando è festa
    e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
    e si sta senza parlare per intere settimane,
    e a quelli che hanno niente da dire
    del tempo ne rimane.

    Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
    porterà una trasformazione
    e tutti quanti stiamo già aspettando
    sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
    ogni Cristo scenderà dalla croce
    anche gli uccelli faranno ritorno.

    Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno,
    anche i muti potranno parlare
    mentre i sordi già lo fanno.

    E si farà l’amore ognuno come gli va,
    anche i preti potranno sposarsi
    ma soltanto a una certa età,
    e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
    saranno forse i troppo furbi
    e i cretini di ogni età.

    Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
    e come sono contento
    di essere qui in questo momento,
    vedi, vedi, vedi, vedi,
    vedi caro amico cosa si deve inventare
    per poterci ridere sopra,
    per continuare a sperare.

    E se quest’anno poi passasse in un istante,
    vedi amico mio
    come diventa importante
    che in questo istante ci sia anch’io.

    L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
    io mi sto preparando è questa la novità

    • ……………
      Perciò quando vedrai una toga pretesta
      già più volte indossata o un nome famoso nel foro,
      non provare invidia: queste cose si ottengono
      a scapito della vita.
      Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
      e come sono contento
      di essere qui in questo momento,
      vedi, vedi, vedi, vedi,
      vedi caro amico cosa si deve inventare
      per poterci ridere sopra,
      per continuare a sperare.

  3. Sta sponsorizzando una candidatura alla presidenza, o che? Temo di non aver capito…

    PS Guardi che Prodi è già eletto!

    • Spero proprio di NO! Come de Benedetti fa fallire ogni impresa. Oltre a non sperare non ci credo.

      • Lei può pure sperare di no ma il renzismo ha deciso ed è di questo che ha bisogno per impedire lo splitting interno: di fatto Berlusconi non è più decisivo per impedirlo… I numeri ci sono.

        In ogni caso o sarà lui o sarà un altro rappresentante della casta…. E’ praticamente impossibile che sia una persona meritevole del consorzio civile ed estranea alla politica, non sarebbe nella natura del renzismo che per propensione consolida il potere sul potere!

        Saluti

  4. … vedi caro amico cosa si deve inventare
    per poterci ridere sopra,
    per continuare a sperare.

    No! Non rido, spero ancora. Ci salverà l’economia a costo marginale zero, fondata su rapporti e interessi condivisi (non è la Sharing economy che aumenterà ulteriormente il consumo compulsivo). I Commons che nascono dappertutto, in particolare nei paesi poveri e in quelli ricchi come il nostro che stanno tornando ad essere poveri saranno l’occasione del grande cambiamento che tutti attendono.
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    Mi chiedo perché le toghe famose continuano a sperare di indossarle di nuovo quando nessuno andrebbe mai a votarle, mentre tante brave persone con tante esperienza di vita sulle spalle che, da mane a sera, tentano di farsi ascoltare per un sia pur piccolo suggerimento, sono bandite per mancanza di riferimenti accademici, imprenditoriali, sindacali, corporativi e politici. Insomma quando torneremo a votare potremo ricostruire quel poco che i nostri padri sono riusciti realizzare con il trattato di Roma nel 1957. Perché nessuno parla di armonizzazione fiscale, auspicata da quel trattato, in alternativa alla diminuzione del debito pubblico sul quale l’economia tedesca, ora, pretende per speculare sullo spread? (Spread, eufemismo per tassi d’interesse usurari).
    Monti – quello della teoria della banca unica – continua a farmi pensare a Sciarra Colonna colui al quale dobbiamo la calata dei Lanzichenecchi di Carlo V. E poi dicono che la storia non si ripete.
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    Vedo comparire lo strano fiume immaginato da Eraclito nel quale l’uomo, navigando, soggiace “all’impetuosità e alla velocità del mutamento” determinato dai fenomeni naturali combinati con gli eventi generati da lui stesso. Impetuosità e velocità di mutamento causano onde di varia lunghezza e intensità che in un certo punto si appiattiscono sino a spegnersi. Si tratta dei fatti di cronaca, delle mode e delle ideologie, nonché degli eventi mitici che generano i corsi epocali e che si disperdono nell’inconoscibile. I più bravi si mantengono in cresta all’onda lunga cercando di non compiacersi nei fatti di cronaca, di non seguire l’ultima moda e di non condividere le ideologie dei cattivi maestri che campano solo per compiacere l’élite al potere.
    Seneca era un buon Maestro. Io che abito a Tomba di Nerone ne so qualcosa!
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    Con la speranza di essere ancora tutti qui, ospiti dell’illustre redattrice, per condividere un anno che sarà epocale come il 2015 (ricordate il 1989?), auguro alle amiche e agli amici una buona fine 2014 ed un clamoroso inizio del 2015!

    Se c’azzecco (e anche non) comprate “Oltre il tempo – Uomo e Persona” in prossima uscita (185 pagine, tre parti, 10 capitoli 11 figure colorate dell’autore).

  5. Ma, per inciso, Seneca è anti-renzistico: sostanza prima dell’apparenza! Siempre!

    Buon cannonau!

  6. Gli altri non sono migliori di Prodi: il sonno della ragione genera mostri e così ha fatto la casta.

    Quelli che stanno fuori e tecnicamente sarebbero in grado di rappresentarci al meglio, non hanno invece legami politici, insomma il cane che si morde la coda!

    Pensare che un tempo in Italia c’era Lorenzo il Magnifico…

  7. Veramente agli esodati come a tutti gli altri dovremmo raccontare di quella casta politica che li ha messi in quella situazione e che lo fa tutttora, senza una minima critica, trascinata nel future dal renzismo imperante. Gli esodati saranno solo I primi, poi ci saranno I figli dei figli… anche se peggio sarà difficile fare!

  8. Era una metafora politica… all’insegna del motto mal comune mezzo gaudio.

    🙂

  9. Quello che non mi riesce di capire è come tu possa continuare ad addossare queste responsabilità al governo Monti invece che a chi ha prodotto il danno e continua a produrlo visto che ormai si sono reinsediati “nuovamente vergini” e non li sloggerà più nessuno per un certo tempo…
    Boh!

  10. Per me la colpa è sempre del mandante che ha commissionato il crimine e poi lo ha finanche eseguito non di chi deve poi guardare la realtà e agire per salvare il salvabile…

  11. Perché é mio dovere occupandomi del sito…

    Per il resto non mi pare affatto poco e proprio per questo che bisogna guardare alle vere cause del problema non lasciarsi trascinare dalla pubblicità dei siti di regime…

    La Politica ha semplicemente messo lì il Governo Monti perché si prendesse le sue responsabilità (le responsabilità che erano della Politica, di tutto il malaffare che la Politica aveva fatto suo e legittimato per anni), poi quando è venuto il momento si è riappropriata della sua verginità e ha usato Monti e i suoi tecnici come bersaglio per ri-legittimarsi…

    Sono dinamiche che anche i bambini conoscono… e sono dinamiche che ancora oggi i giornali-di-regime ignari del fatto che il mondo è cambiato continuano a sostenere. Tutto qui.

    Sul sole che tramonta… temo di non capire… non ho capito… sarebbe una sorta di metafora diogenica di te stesso? Tranquillo che da me il sole non sta affatto per tramontare, anzi… direi proprio il contrario.

    Per il resto, relax…. non è questa discussione che cambia il mondo. Ciao, alla prossima.

  12. Ti stupirà ma anche se io amo molto questa piccola nazione che credo sia la mia vera Patria dopo una vita trascorsa qui, che ha onorato in anticipo i suoi debiti con la EU, che lotta da sempre contro i tiranni che l’hanno martoriata e lo ha fatto mantenendo intatta la sua bellezza bucolica…

    Ecco… io credo che vivere in Italia sia una grande fortuna… e che la storia italiana abbia pochi paragoni (nessuno in verità). Quindi non bisognerebbe andare via dall’Italia ma restare… cambiando. Per cambiare bisogna usare un unico possibile metodo, quello democratico. Insomma ricordarsi di questa bile verde quando si va a votare… E se non vi è un gruppo che ci rappresenta, costruirlo, inventarlo perché la Politica italiana è tutta da reinventare…
    In realtà coloro che ci sono ora sono proprio come i personaggi del magnifico film di Amenabar “The Others”: ERANO MORTI E NON LO SAPEVANO…

    ps Sai anche bene che non sono persona che sponsorizza le fedi religiose, ma da qui a cambiare la mia Fede, qualora l’avessi, a causa delle magagne politiche ce ne correrebbe… ti assicuro che la colpa del fallimento non è di Gesù Cristo nonostante non esiterebbero a dargliela se, facendolo, la cosa portasse qualche voto in più!

  13. Secondo voi un bravo politico dovrebbe essere uno specialista come Monti o la sua ex socia Fornero (la maiuscola me l’ha messo il TX), oppure un generalista, come Renzi? La soluzione, secondo me sarebbe quella di un ex imprenditore. Ma c’è un problema. Gli imprenditori sono di due specie; quelli che hanno successo e quelli che falliscono. rispettivamente come Berlusconi e De Benedetti. Ma anche qui non va bene perché il primo è troppo bravo e, siccome sa suonare il piffero, per invidia l’hanno bandito dalla politica. Il secondo, invece, non lo invidia nessuno perché da ex ciclista è stato scoperto che le tratte intermedie, qualche volta le faceva in macchina. Monti, ex rettore alla Bocconi, è il classico professore che in politica continua ad insegnare agli altri che alla base di ogni attività umana c’è il buon funzionamento del sistema bancario coinvolgendo pubblico e privati con lo slogan “compra subito, paghi dopo con un ulteriore estensione al pagamento delle fattura”. Tutto andrebbe bene se ci fossero ancora la banche commerciali, ma ora con la banca unica, il Banchiere si è trasformato in investitore e gestore del patrimonio dei propri clienti. È un vantaggio perché in tal modo i patrimoni sono continuamente reinvestiti. Ma quando il reinvestimento è quello sul debito pubblico le cose si fanno tragiche così com avviene adesso … E non solo in Italia. Dappertutto, anche nella virtuosa Germania. Allora chi potrebbe essere un buon politico? Come potrebbe formarsi un buon politico? Quali sono le caratteristiche che formano il Profilo di un buon politico? Mi fermo al primo passo, il più importante, che riguarda la sua collocazione storica. Un buon politico deve avere la percezione del tempo e delle tendenze e relazionarsi con un progetto idoneo a ricostruire e mantenere l’equilibrio sociale ed economico in un società di Persone entro standard che consentano ai cittadini di non dividersi in classi per censo o per corporazione ma unirsi in associazioni o società democraticamente costituite, ove il socio sia partecipe volontariamente.
    Renzi c’è la potrebbe fare.

  14. Guardi stavo per leggere e rispondere al suo commento, poi ho visto la chiusura “Renzi ce la potrebbe fare”…

    Stia sicuro che Renzi ce la farà, per la casta è imperativo che Renzi riesca…

    Per gli Italiani è altra faccenda, ma io ritengo che dopo che pesteranno il culo a terra diverse volte prima o poi si decideranno a mandarli via. Spero se non altro nella legge della probabilità, dei grandi numeri. Saluti.

    • Se prima di rispondermi mi avesse consentito di aggiungere l’altro Matteo, il suo intervento sarebbe stato molto più efficace per quanto desidero esporre. La casta lo vuole e di Immagino anche che un certa massoneria se lo stia coccolando, ma le opportunità che potrebbero presentarsi a breve, potrebbe indurlo a piantar casta e massoneria.

    • Con la legge dei grandi numeri poco si sa, se la massa dei dati da considerare è formata da campioni instabili e poco significativi come quelli che si fanno nelle campagne elettorali in tempi perturbati da cambiamenti, come il nostro. Poco fa la piazza: apparteneva ai trinariciuti. Oggi la classe media va in piazza per protestare. Non solo in Italia, ma in tutta Europa e suo occidente.
      (Trinariciuti non appartiene al vocabolario di WordPress. Come si fa ad aggiornarlo in modo che consideri il lemma come termine della lingua italiana? Pur si dice stacanovista e crumiro; trinariciuto è un termine necessario per distinguere una persona inquadrata indissolubilmente in un sindacato o in un partito da una persona del popolo, o più generalmente il cittadino che potrebbe essere il bottegaio dell’angolo che protesta.

      « Perché nel mio concetto base, la terza narice ha una sua funzione completamente indipendente dalle altre due: serve di scarico in modo da tener sgombro il cervello dalla materia grigia e permette nello stesso tempo l’accesso al cervello delle direttive di partito che, appunto, debbono sostituire il cervello. Il quale cervello, lo si vede, appartiene oramai ad un altro secolo. »
      (Candido del 14-15 aprile 1947)
      Grande Guareschi!!!

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