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Quello che il renzismo non dice (53) – Ritratto politico a cavallo tra gli anni del Signore 2014-2015: parola d’ordine, RICICLARE! E sul gruppo autonomo del M5S.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

Scagli la prima pietra colui o colei che in tutta onestà possa dire che qualcosa sia davvero cambiato sul fronte politico in questi ultimi 12 mesi. Di converso continuano gli scandali (anche quando più o meno oblìati da questo o quell’organo di stampa amico e compiacente), continuano le ruberie, continuano i valzer delle poltrone, si continua con il politichese criptico e con la distanza siderale tra il mondo della politica-per-mestiere e il mondo del reale.

Scagli la prima pietra colui o colei che non si fosse illuso almeno un poco che la parola d’ordine della politica italica nell’anno del Signore 2014 sarebbe stata rottamare, cioé demolire, se non altro da destinarsi alla demolizione. Dovendoci arrendere alla realtà dei fatti – proprio come ha tenuto a precisare il Premier quest’oggi – la parola chiave della politica contemporanea è stata senz’altro RICICLARE. Riciclare tutto: amici degli amici caduti nel dimenticatoio ma sempre disponibili per occupare questa o quell’altra poltrona in modo da non creare scossoni troppo forti al Sistema, riciclare idee anche quanto appartenute ad altra parte politica e farle passare come buone, riciclare citazioni opinabili e specialmente un modus di fare politica obsoleto e tutto teso al tornaconto e al profitto personale (anche quando questo fosse solo il consenso elettorale) che si era sperato non avremmo dovuto vedere mai più….

 

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

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