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Tre Haiku bucolici di Riccardo Alberto Quattrini – Suona l’inverno…

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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winterUna campana
S’agita all’alba
Sul poggio il sole!
 
 
Un muggito
Evapora tiepido
Odor di latte
 
 
Scapitozzano
Gelsi sui selciati
Suona l’inverno
Artwork, Winter Landscape with Horse by Eugène Joseph Verboeckhoven (1798–1881)

winter

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info@ipaziabooks.com

1 Comment on Tre Haiku bucolici di Riccardo Alberto Quattrini – Suona l’inverno…

  1. Scapitozzano gelsi?
    Mi risulta questa poesia…

    Rimanenze II di Camillo Sbarbaro

    Scapitozzano gelsi; batton cerchi
    a botti. Si rovescia sui selciati
    la legna per l’inverno e suona d’ascia
    ogni corte.
    La castagna che sfrombola nei boschi
    liberala dal riccio, castagnaio!
    insaccala; chè già in città fan ressa
    alla padella delle caldarroste,
    con le mani intascate e i nasi rossi,
    i ragazzi all’uscita della scuola.
    E pure noi la sera, chiaccherando
    tra il vino con gli amici, sgusceremo
    bruciate; chè non è più saggia cosa.
    Guarda la terra la sua genitura,
    affaticata madre che, tra il pianto
    tremolandole un riso, il nato guarda
    che la fece gridare…
    L’anima fascia una raccolta pace;
    e la tiene a spiar, di là dai vetri,
    lo stambugio, le nere
    mani del ciabattino, come fosse
    in quel cerchio di luce la pensata
    felicità.
    Che il borbottar della pignatta esali
    un odor di legumi, altro non chiede,
    e al suo deschetto lo ritrovi l’alba.
    E la sera nel gotto denso vede
    avverate le povere speranze
    che pure a lui fanciullo
    avranno fatto palpitare il cuore.
    Autunno, primavera della terra:
    serba l’albero il fuoco dei passati
    soli,
    come l’anima il caldo dei ricordi.
    Autunno, tarda nostra primavera:
    tempo che sull’amara
    bocca dell’uomo
    spunta il fiore tremante del sorriso.
    1922

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