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Quello che il renzismo non dice (43) – In mezz’ora, sulla lezione, anche giornalistica, data da Luisa Todini a Lucia Annunziata. E sui privilegi e l’amor di potere dei 1700 (!!!) giornalisti RAI.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

Luisa Todini è una giovane manager fresca di dimissioni dal ruolo di consigliere di amministrazione della RAI. A 28 anni, nel 1994, fu eletta eurodeputata tra le liste di Forza Italia e anche il suo ruolo in RAI era quello di consigliere in quota Lega Nord/PDL. Da ciò che si è sentito quest’oggi durante la trasmissione In mezz’ora (RAI 3) di Lucia Annunziata, le sue simpatie politiche sembrerebbero essere cambiate e la Todini ha parlato per tutto il tempo da renzista convinta, o almeno da simpatizzante.

Ma ad interessarmi è stato soprattutto il succo del discorso nell’odierno intervento televisivo di questa giovane manager, un intervento che ha avuto una qualità mediatica straordinaria nel suo risolversi in una lezione sonora, anche giornalistica, nei confronti della conduttrice e dei suoi colleghi. Mentre concentrata a raccontare le lotte intestine che oggi come ieri dividerebbero i potenti e i potentati dentro il nostro Servizio Pubblico, la Todini si è lanciata in una vera e propria filippica contro i giornalisti RAI. La donna ha detto chiaro e tondo (scoprendo l’acqua calda?) che i professionisti mediatici di questa azienda sono sovente più interessati alla poltrona e all’esercizio del potere, piuttosto che alla qualità del servizio informativo che offrono. E non solo….

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

7 Comments on Quello che il renzismo non dice (43) – In mezz’ora, sulla lezione, anche giornalistica, data da Luisa Todini a Lucia Annunziata. E sui privilegi e l’amor di potere dei 1700 (!!!) giornalisti RAI.

  1. non ci sono soluzioni !
    L’unico modo per cambiare la RAI sarebbe quello di privatizzarla; ma nè il PD e neppure FI, così come nessun altro partitino, potrebbero permettersi di avere una informazione libera ed obiettiva a sottolineare le loro malefatte.
    E poi, per inciso, vi immaginate i mezzobusto vedovi dei loro sponsor ??? roba da far tornare le verrucche a vespa !!!!!!!!.. all’idea mi viene da scompisciarmi………

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    • Certo che ci sono le soluzioni, smetterla coi proclami e passare verso il fare… ciò si potrà fare solo quando dopo questo periodo di perniciosa transizione entreremo finalmente in una situazione di normale dialettica civile e politica tra destra e sinistra… nonché moderna.

      Io sono convinta che sooner rather than later arriverà quel giorno e verranno rottamati davvero tutti questi carrozzoni gattopardeschi, specialmente il renzismo che da questo punto di vista è il più pernicioso….

      E se non saranno gli elettori a rottamare, attraverso l’elezione di una classe dirigente brand-new e che non faccia politica per mestiere, ci penserà il tempo…. Su questo non ci sono dubbi.

      Peccato per il M5S che ha davvero buttato alle ortiche un’occasione storica… anche se io lo vedo come il primo movimento dei tanti che verranno e cambieranno le carte in tavola… anche perché non c’é altra strada, l’astensionismo di ieri lo ha dimostrato… altro che 5-0 renziano… quando si gioca da soli vincere è il minimo!

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  2. La trasmisisone non l’ho vista. Lo so che posso rivederla tramite il link o collegandomi a RAITV ma non mi interessa. Prendo per buono quello che è stato scritto, anche perché ho letto alcune interviste sui giornali.
    La signora Todini sicuramente è brava e competente, sa il fatto suo e ha personalità. Forse si è convertita sulla via di Damasco (pardon di Renzi). Però mi domando un paio di cose.
    La prima è che la sua vita è costellat da puntelli politici. E vabbé senza sponsor non si va da nessuna parte.
    La seconda è perché ha accettato di entrare nel CDA RAI. eletta dai partiti che non dovrebbero c’entrarci nulla?
    La terza è comodo sbattere la porta, tanto avrebbe dovuto lasciare il posto perché è entrata a far parte della squadra di Poste Italiane.
    Insomma è bello dimostrare grinta e attributi, visto che ha tanti sponsor. Che poi abbia detto cose sacrosante e giuste è vero ma le avrebbe dette in un altro contesto politico?

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    • D’accordo, quello che dici è vero, ma mica questo è un pamphlet a difesa della Todini questo è un pezzo contro una modalità di fare giornalismo obsoleta e contro metodologie di gestione del servizio pubblico non ottimali, a mio avviso.

      È’ ovvio che la Todini ha un suo passato, come tutti, e un suo futuro, come tutti… e quindi lavora per quello. Resta il fatto che semplicemente guardandole – questo era un punto – si intuivano differenze sostanziali nelle “risorse” e usare le migliori risorse è compito di ogni società davvero valida…

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      • Parto dal fondo. Ovvero la figura della Todini. Siamo sicuri che che sia una risorsa oppure è solo un frutto politico? Un tempo chi avanzava si era conquistato i galloni sul campo, da molti anni a questa parte avanzano solo i figli di noti e chi ha sponsorizzazioni politiche alle spalle. Basta leggere con attenzione nomi e parentel e credo che sia visibile a tutti. Stop a polemiche ulteriori.
        Passiamo alla RAI e ai vari giornalisti. Premetto che la T&V la guardo poco ma non credo di aver perso nulla. E’ da rifondare? Probabilmente sì, anzi senza probabilmente, ma il potere politico rinuncerà a quella vetrina mediatica? Se vogliamo allargare il discorso non credo che Mediaset o LA7 siano in condizioni migliori. Questo è quello che è, che piaccia oppure no.
        Vogliamo allargare il discorso alla carta? Non mi pare che sia messa meglio. Voler prescindere dai colori politici, dagli sponsor politici è pura follia. Questo vale in Italia e in quasi tutto il mondo. Si potrà opinare se questa deriva sia più marcata da noi oppure altrove.
        Comunque il tono del pezzo di certo era basato sulla figura della Todini e senza le spiegazioni il focus non era RAI e giornalismo obsoleto.

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  3. Immagino che tutto possa dipendere dalla prospettiva di visione. Abito da vent’anni qui a Dublino, e a parte la sicura barbosità dei programmi televisivi di RTE, di sicuro non si vedono le cose che si vedono in RAI: chi gliel’ha detto che la politica deve entrare così a gamba tesa nel servizio pubblico televisivo… io non l’ho mai visto da nessuna parte e ho vissuto e viaggiato in molte nazioni europee… questa cosa qui è cosa tipica italiana.

    Così come quel giornalismo di cui ho detto che assicuro è obsoleto, in tutto e per tutto.

    Per il resto ogni scrittura viene interpretata e io non posso dirimere sulla sua interpretazione del mio scritto… Di certo una mia mancanza ciò che si voleva dire era semplicemente è che arrivato veramente il momento di cambiare, di trattare la RAI come una azienda privata che produce, che è seria (anche per rispetto a chi paga il canone – pensi che io abito qui e debbo pagare il canonoe RAI!!), e soprattutto che cazzo vuol dire che ci sono 1700 giornalisti??? Ma ci rendiamo conto???!!

    Mah….

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