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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Quello che il renzismo non dice (42) – “Ecco la mia sinistra: sta con i più deboli” Un’analisi della lettera di Matteo Renzi a Repubblica, o del manifesto ideale e del fantasma retorico che si aggira per l’Italia: è quello di Robin Hood.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

Rina Brundu

Dopo l’infelice uscita di Maurizio Landini “Renzi non ha il consenso delle persone oneste”, Matteo Renzi scrive a Repubblica. Scrive perché, dice, sarebbe stato chiamato in causa “personalmente” dal quotidiano quando – via editoriale – gli è stato chiesto qual è l’idea di “sinistra” che rivendica. Ci tiene il premier a sottolineare che la sua idea di “sinistra” è quella della riforma del lavoro, è quella degli undici milioni di voti alle ultime elezioni, quella del PD che sa “da che parte stare”. Ghandianamente ribadisce che la parte che rappresenta lui è “la parte dei più deboli” e della “speranza” di riuscire a trovare “soluzioni concrete ed efficaci a problemi”, mentre la sfida del PD sarebbe ormai una sfida plurale “un progetto condiviso da milioni di persone”, come solo ci si può aspettare in un Partito dove “hanno tutti cittadinanza alla pari”….

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

1 Comment on Quello che il renzismo non dice (42) – “Ecco la mia sinistra: sta con i più deboli” Un’analisi della lettera di Matteo Renzi a Repubblica, o del manifesto ideale e del fantasma retorico che si aggira per l’Italia: è quello di Robin Hood.

  1. Mah Gavino… mai pensare che l’erba del vicino sia più verde. Di sicuro da queste parti i salamelecchi mediatici verso i premier sono molti di meno… immagino il premier irlandese che fa la stessa cosa, o Cameron, verrebbe giù il mondo e sarebbe a casa prima di accorgersene. Ma sono altri luoghi… noi del resto viviamo di oratoria da duemila anni e a suo modo ha funzionato: sul genio di alcuni hanno campato i tanti. E ancora campiamo. Saluti.

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