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Marchette editoriali 2015 e CHE TEMPO CHE FA: parafrasando Zalone, se a casa vi squilla Fazio dite che siete di Equitalia e che non accettate libri a saldo!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Franz_Kafka_1917di Rina Brundu. Godibilissima l’ultima puntata di CHE TEMPO CHE FA (domenica, Rai 3) di Fabio Fazio. Particolarmente godibile è stato il momento in cui la rediviva Lilly Gruber, presente in studio per  “annunciare” urbi et orbi la sua ultima fatica letteraria, ha chiesto al conduttore cosa ne pensasse dello status-quo politico italico. Panico, imbarazzo, la tensione si toccava con un dito, poi Fazio ha “abilmente” schivato la domanda ricordando che il suo mestiere era quello di farle le domande e che... lui, non pensava niente lui. O qualcosa di simile.

Concordo: il suo mestiere é di fare domande, magari pure pungenti almeno una volta nella vita. Difficile negare però che il suo mestiere sembrerebbe essere diventato anche quello di vendere libri, almeno a giudicare dalla scaletta editor… pardon, da ciò che si è visto nella puntata in questione. Vediamo: primo intervento, ospite straniero radicalchic fresco di pubblicazione tomo, per la serie “si può vivere anche senza”; secondo intervento, Nino Frassica (pure lui!! – oh Nino occhetufai!?), fresco di pubblicazione autobiografia, il quale Nino, insieme allo stesso Fazio, ci ha graziosamente intrattenuto con perle amarcord trite e contrite, completamente dimentiche dello stile cacao meravigliao ma inneggianti ai sogni belli della camomilla Bonomelli (detto altrimenti, due palle così!). Terza marchetta editoriale è stata il già ricordato intervento similteutonico di Lilly Gruber. Last but not least, ci siamo dovuti sorbir il mal pensato siparietto finale tra Roberto Giacobbo (sì, proprio lui, il mitico conduttore di Kazzeng… Voyager!) e Luciana Littizzetto che si sono scambiati i rispettivi capolavori, pure quelli freschi di stampa.

Certo, si potrebbe recitare una contrita prece in memoria dei tanti alberi secolari decapitati per produrre così tanta cellulosa; si potrebbe far notare che quest’anno non sembrerebbe essere ancora partito il pellegrinaggio vespiano di promozione del suo ultimo libro e dunque abbiamo ancora qualche momento di respiro; inoltre, sappiamo bene che i problemi del mondo sono altri.

Tuttavia, il pensiero non può davvero impedirsi di correre al cimitero degli elefanti editoriali 2013-14, le cui scritture hanno determinato acute fitte di rincoglionimento televisivo (e tout-court) non meno di dodici mesi fa, e la furtiva lacrima è d’obbligo… l’ennesima pippa pseudo-critica sul disgraziatissimo status-quo editoriale e pseudo-letterario italico è pure in canna, ma, cui prodest?! Non giova a nessuno e non serve a nulla; almeno, non fino a quando lo spazio, anche editoriale, del servizio pubblico non sarà diventato spazio seriamente gestito e immune dalle logiche di riconoscenza amicale.

Insomma, non ci resta che piangere. O ridere. Non ci resta che ricordare la mitica scena di Sole a catinelle (2013), nel quale il protagonista (interpretato da Checco Zalone), inseguito dagli ispettori di Equitalia che gli suonano il campanello di casa, apre la porta e risponde: “No, siamo cattolici, qui”. Ecco, se dovesse squillarvi Fazio ditegli che siete di Equitalia e che non accettate libri a saldo!

Featured image, l’immenso Franz Kafka nel 1917: chissà cosa ne avrebbe pensato di tanto mercimonio lui che chiese che i suoi scritti fossero bruciati post-mortem?
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5 Comments on Marchette editoriali 2015 e CHE TEMPO CHE FA: parafrasando Zalone, se a casa vi squilla Fazio dite che siete di Equitalia e che non accettate libri a saldo!

  1. È da tanto tempo che mi domando come mai a Fazio è dato tanto spazio (rima casuale).
    PS: Per non parlar della Littizetto (li pagano quelli che applaudono in sala)?

    • Beh, Guido, non credo che il problema sia lo spazio dato a Fazio (anche perché altrimenti dobbiamo interrogarci sullo spazio dato a tutti), quanto piuttosto come viene usato quello spazio. Onestamente il suo é uno dei rari programmi che seguo perché di tanto in tanto c’è qualcosa di valido. Ma veramente la scorsa puntata è stata quanto di più intellettualmente avvilente si possa immaginare. Ti assicuro che qui in Irlanda, ma vedo che lo stesso accade in GB, una cosa del genere non potrebbe accadere: mai visto Tizio o Caio (neppure la stessa Rowling che è ormai un impero editoriale noto), andare a pubblicizzare il loro testo nei canali del servizio pubblico. La pubblicità ai libri si fa in libreria oppure è il libro stesso che si fa pubblicità se veramente valido e ti assicuro che da queste parti leggono molto di più di quanto non si legga in Italia. Non é una favola, non c’é nessuno che non abbia il suo kindle ormai.

      Sul perché proprio lui sta li: magari sta lì perché non si interroga molto sul political status quo come ho detto nell’incipit… ma forse mi sbaglio, tutto può essere. Certo però dato che pur vivendo all’estero pago un canone, il mio diritto a lamentarmi me lo tengo caro, chissà che non mi ringrazino anche gli alberi eventualmente salvati a cotanto macello! Regards.

  2. Spazio-Fazio/tutti: in sostanza diciamo la stessa cosa comunque giusta la tua puntualizzazione.
    Quanto all’ultima puntata nemmeno l’ho guardata (seconda rima casuale, pardon), notando una caduta da tempo, evidentemente stando a quanto mi riferisci, mi viene da dedurre che la caduta è diventata la picchiata di un caccia con la coda in fiamme.
    Trovo molto interessanti i flash che dai sulle reti GB, di più, li considero almeno per me, preziosi.
    (Tra parentesi, noto il particolare, Kindle… collego ad Amazon e alla guerra in atto tra i giganti del settore ecc. e ci rimugino ecc. Altra nota: anche qui vedo tablet frequenti in giro, ma anche fossero più capillari, ascolterebbero canzonette. Già lo fanno, vedi i blog che non caso ne traboccano)
    Allegria!

    • Be’ anche in Italia i libri digitali vendono se validi.
      Non ci avrei creato una casa editrice altrimenti…. saluti.

      • Se validi… Credo sempre meno all’eguaglianza: buon vendite-validità…
        Comunque prima dicevi dell’esistenza di posti dove leggono di più e dove il kindle è capillare e, in sostanza, dove lo usano per leggere…
        Alla prossima!

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