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Italiani voltagabbana. Dalla prima guerra mondiale alla Terza Repubblica – Considerazioni e riflessioni sul nuovo libro di Bruno Vespa. E la lista indicativa degli altri eventi che hanno cambiato il mondo in data 6 novembre.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

untitleddi Rina Brundu. Vi avviso che io l’ho già prenotato. Del resto Amazon è chiara e se mi dice “ordina subito” io lo faccio: “Prenotazione al prezzo minimo garantito: ordina subito e se il prezzo applicato su Amazon.it dovesse diminuire prima della data di uscita, di spedizione o di consegna elettronica, pagherai il prezzo più basso. Dettagli (Soggetto a termini e condizioni).

Confido dunque nel “prezzo più basso”, mentre la sinopsi è proprio di quelle che mi fanno venire l’acquolina editoriale in bocca: “Già alla vigilia della Prima guerra mondiale la reputazione degli italiani non era delle migliori. Tutti erano convinti che nella Grande Guerra avremmo cambiato di nuovo bandiera, cosa poi puntualmente avvenuta. E questa nostra attitudine a “correre in soccorso dei vincitori”, come disse Flaiano, si manifesta con desolante regolarità da oltre un secolo. Le migliaia di camicie nere indossate solo dopo il successo della marcia su Roma. I fascisti diventati antifascisti nell’arco di una notte (25 luglio 1943). Il brusco voltafaccia di Casa Savoia, prima alleata e poi nemica dei tedeschi nel corso dello stesso conflitto. I partigiani dell’ultima ora. Gli intellettuali passati, dopo il 25 aprile 1945, dalla corte di Bottai a quella di Togliatti. Il viavai tra le porte girevoli delle correnti democristiane. La corsa in massa alle sezioni del Pci nel momento del “sorpasso” sulla Dc (1976). Craxi che, divenuto segretario del Psi, fu idolatrato come una divinità egizia e alla fine mollato in un nanosecondo. Berlusconi che, trasformatosi da “ragazzo coccodè” a eminente statista (1994), fu corteggiatissimo da ex supponenti rivali. Dirigenti d’azienda e giornalisti Rai che, dopo l’affermazione elettorale di Alleanza nazionale (1996), scoprirono di essere di destra, salvo poi dire, quando il leader cadde in disgrazia: “Fini chi?”. Fino a Renzi, snobbato da tutti dopo la sconfitta subita da Bersani alle primarie del 2012 e oggi inseguito da uno stuolo di zelanti e insospettabili ammiratori.”.

Il mio problema adesso è che fino all’ora X (l’ora fatale, fatidica, del release dell’attesissimo file illuminato et illuminante, ovvero il prossimo 6 novembre), non dormirò più. Di fatto, ho già liberato lo spazio ideale che nella mia libreria digitale aveva occupato il gloriosissimo tomo “Sale, zucchero e caffè” (per i non addetti, meglio noto come il capolavoro scritto da Bruno Vespa, o da chi per lui, nell’anno del Signore MMXIII – 2013, lo ribadisco per i più ignoranti tra noi, pochi in verità -, cioé quello con cui ci ha mortificato i maroni in tutte le trasmissioni televisive d’Italia e in ogni rubrica di giornale italiano possibile, inclusi gli annunci mortuari) e mi appresto, eager, debbo ammetterlo, ad accogliere con la dovuta riverenza il nuovo volume Italiani voltagabbana. Dalla prima guerra mondiale alla Terza.

Per intanto – ma la cosa non mi meraviglia – vedo che, come da prassi inaugurata da Silvio Berlusconi – il primo cittadino a fare la dovuta reclame a cotanto avvenimento istituzionale, è stato proprio il nostro rampante premier Matteo Renzi. Il quale Renzi, almeno a leggere i giornali di oggi, avrebbe già consegnato a quell’imperatura futura perla della letteratura italica questa sua vaticinante perla politica: «La delega sul lavoro alla Camera non cambierà rispetto al Senato. Alcuni dei nostri non voteranno la fiducia? Se lo fanno per ragioni identitarie, facciano pure. Se mettono in pericolo la stabilità del governo o lo fanno cadere, le cose naturalmente cambiano».

Il tutto mentre il dubbio continua ad assillarmi: ““Ma perché, già alla vigilia della Prima guerra mondiale la reputazione degli italiani non era delle migliori?”. Ah, saperlo!

Dettagli prodotto

  • Copertina flessibile: 300 pagine
  • Editore: Mondadori (6 novembre 2014)
  • Collana: I libri di Bruno Vespa
  • ISBN-10: 880464589X
  • ISBN-13: 978-8804645894
  • Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 27.840 in Libri

Lista indicativa degli altri eventi che hanno cambiato il mondo in data 6 novembre.

(fonte Wikipedia).

Featured image, cover.
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4 Comments on Italiani voltagabbana. Dalla prima guerra mondiale alla Terza Repubblica – Considerazioni e riflessioni sul nuovo libro di Bruno Vespa. E la lista indicativa degli altri eventi che hanno cambiato il mondo in data 6 novembre.

  1. Sorry, mi era sfuggito nel dato Dettaglio Prodotto che i libri di Vespa sono diventati una collana Mondadori titolata I LIBRI DI BRUNO VESPA. Manco il Kafka post-mortem ha potuto tanto, ad maiora!

  2. Ciao Gavino,
    spero tu abbia trascorso un buon week-end. Giusto per chiarire, il post come forse hai notato è rigorosamente sotto la rubrica SATIRA.
    Sono certa che lo spirito lucente dell’autore de La Metamorfosi mi perdonerà.

    Best Regards

  3. Bene per la Butterfly. Di serio nel testo c’era solo la domanda retorica finale: “Ma perché, già alla vigilia della Prima guerra mondiale la reputazione degli italiani non era delle migliori?”.

    Per esempio, immaginiamoci Barak Obama che anno dopo anno si reca nello studio di Oprah Winfrey, all’uscita del di lei ultimo libro e si preoccupa anche di consegnarle in anticipo i dettagli delle azioni politiche che caratterizzeranno la sua amministrazione. Ti pare possibile? A me no. Certo non accade neppure a queste latitudini e in nessun altro posto al mondo per quanto ne so…. Però in Italia si può fare questo e altro… E poi ci sono i concittadini che in tempi di crisi sborsano pure la pecunia per finanziare queste operazioni… In questo senso fa benissimo Vespa, gli comprano il libro? Lui gliene fornisce uno all’anno e dà fiato alla grancassa per pubblicizzarlo. Fa bene, benissimo perché alla fine della fiera noi siamo responsabili per ciò che siamo e per la sostanza (o la sua mancanza) di cui ci riempiamo.

  4. Non lo comprerò come ho fatto con gli altri. Semploice marketing di un lecchino del potere.

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