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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Quello che il renzismo non dice (33): Matteo Salvini, il rottamatore renziano. Sulla rivoluzione di velluto a colpi di magliette cool e di Ipad e sulla “base” prêt-à-porter del Che Guevara dei nostri tempi.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Zitto, zitto, quatto, quatto, Matteo Salvini, il rampante segretario federale della Lega Nord, ha portato l’ex creatura razzista e populista padana di Umberto Bossi et famiglia al 9% dei consensi, dicono entrambi i sondaggisti di Bruno Vespa, e se lo dicono loro, apparentemente ligi al democristiano dovere della par-condicio finanche in tempi di dittatura mediatica renziana, c’é da credergli. Zitto, zitto, quatto, quatto, Matteo Salvini ha trasformato l’ex creatura razzista e populista di Umberto Bossi in pedina politica capace di dire la sua su scala nazionale (soprattutto a Lampedusa), tanto che anche il celeberrimo motto della Lega potrebbe essere rivisto e ricondizionato e se non si trattasse di ossimoro certificato da oggi in poi si potrebbe tranquillamente urlare nelle piazze di ogni contado italico che “La penisola ce l’ha duro!”. Magari!…

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!