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Sullo strano atteggiamento della Stampa italiana circa la guerra in Ucraina

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Ukraine_CIA_mapdi Michele Marsonet. Non so se qualcuno l’ha notato, ma l’atteggiamento della stampa italiana sulla guerra in Ucraina è piuttosto strano. Ci troviamo, in sostanza, nella seguente situazione.
I quotidiani cosiddetti progressisti (altrimenti detti di “sinistra”), con Repubblica in testa, sono apertamente schierati con Poroshenko e l’attuale governo di Kiev. Il che li porta – in modo pressoché automatico – ad approvare la politica della NATO e la sua inevitabile espansione a Est caldeggiata dal segretario, il falco danese Anders Fogh Rasmussen.

Quelli cosiddetti moderati o reazionari (altrimenti detti di “destra”), con il Giornale in primis, sposano invece con decisione la tesi opposta. Molti articoli di Fausto Biloslavo e di Livio Caputo sottolineano, con argomentazioni interessanti, le ragioni della Federazione Russa, sottolineando al contempo che l’Italia non ha il benché minimo interesse a condividere la crociata anti-Putin.

A metà strada, come sempre, se ne sta il Corriere della Sera che mette in pratica il detto proverbiale “un colpo al cerchio e uno alla botte”. Sulle pagine del giornale milanese troviamo, infatti, sia le analisi acute e puntuali di Sergio Romano sia le sparate anti-russe (talvolta in prima pagina) dell’ineffabile Bernard-Henri Lévy.

E non basta. L’avversione per Mosca della stampa di sinistra la porta a trascurare un altro fatto importante, e cioè che i numerosissimi scenari di crisi nei quali siamo tutti coinvolti risultano tra loro strettamente collegati. Non si dovrebbe, per esempio, dimenticare che un’eccessiva concentrazione sull’Ucraina rischia di mettere in secondo piano il dramma del Medio Oriente il quale, tra l’altro, riguarda l’Italia ben più da vicino.

Questo elemento viene invece colto dall’altra parte. Nei quotidiani che ho prima definito di destra per semplificare, da tempo si insiste sul pericolo che seguire i bellicosi piani di Cameron, Rasmussen e company distoglie la nostra attenzione dal Mediterraneo e da Paesi che sono in fondo a un tiro di schioppo dal territorio italiano.

Perché mandare i parà della Folgore alle manovre NATO che si svolgeranno a ridosso della Russia – si chiedono i quotidiani anzidetti – quando sarebbe assai più opportuna una nostra maggiore presenza militare e di sorveglianza nelle acque del Mediterraneo e in Stati (o ex tali) precipitati in un caos che finisce per ledere in maniera pesante i nostri interessi politici, strategici e, soprattutto, economici?

I maligni o – se si preferisce – gli sciocchi hanno ovviamente una spiegazione già pronta e preconfezionata. La stampa di destra si comporta in questo modo perché Berlusconi vuole dare una mano al suo vecchio amico Putin. E’ una spiegazione, per l’appunto, sciocca, giacché il leader russo non ha bisogno di aiuti di quel tipo e, come si è visto, se la cava egregiamente da solo.

Preoccupa piuttosto che la nuova alta rappresentante della UE per la politica estera, Federica Mogherini, abbia subito fatto la voce grossa con la Russia nonostante la si ritenesse piuttosto moderata al riguardo. E, anche in questo caso, gli appelli alla moderazione le sono subito stati rivolti non dal PD, ma da parte del centro-destra.

Confesso di non avere spiegazioni plausibili in grado di decifrare la situazione di cui ho parlato e che – almeno a mio avviso – è strana. Forse bisogna rimandare al fatto già noto che i concetti di “sinistra” e “destra” non sono più chiari come un tempo.

Featured image, Ucraina CIA-map
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4 Comments on Sullo strano atteggiamento della Stampa italiana circa la guerra in Ucraina

  1. Yuri Buccino // 10 September 2014 at 01:08 //

    Concordo totalmente. E mi son posto gli stessi interrogativi.

  2. olenkanazarenko // 10 September 2014 at 11:47 //

    Ma voi della redazione leggete mai la vostra stessa stampa italianа? O esprimete il vostro giudizio con la solita superficialità e leggerezza italiana? Così detta stampa di “sinistra” , insieme con quella di destra, compreso le reti pubbliche della Rai , in particolar modo al RAI1 , erano sempre schierati contro l’Ucraina e scrivevano un sacco di falsità, bugie, inesattezze, notizie inventate e fasulle! In particolar modo la Repubblica si è distinta ,moltissimo in questo coro anti ucraino, ospitando il blog di Nikolay Lilin, e pubblicando per lunghi mesi articoli sponsorizzati dalla RIANovosti ( ma voi, della redazione, sapete cosa fosse? Scusate, ma sono talmente abituata alla proverbiale ignoranza dei giornalisti italiani) , anche perché la Reppublica, come tutto il gruppo l’Espresso, è il partner della edizione la Russia Oggi , che è della RIANovosti.! Se ultimamente la Repubblica ha scritto qualche articolo un po’ meno anti ucraino , è solo perché non poteva più così apertamente diffondere la disinformazione prodotta dalla RIAnovosti, in quanto la Mogherini è diventata il responsabile degli esteri cdell’UE, la posizione ufficiale italiana finalmente si è delineata e la Repubblica non poteva apertamente remare contro.Ma gli articoli che publica sono sempre ambigui e imprecisi, fatti con lo scopo di confondere. Per voi un consiglio: se non conoscete bene l’argomento meglio che non parlate, perché anche voi confermate l’oppinione diffusa all’estero sulla superficialità e poca serietà della stampa italiana!

    • Gentile Signora,grazie per il Suo intervento. Sulla Stampa italiana le assicuro che sfonda una porta aperta, tuttavia, avendo vissuto quasi tutta la mia vita all’estero, Le garantisco che neanche la Stampa estera mi impressiona granche’… Se non altro ho certezza che la “superficialita’ e poca serieta’ della stampa italiana” e’ anche frutto dell’estrema liberta’ di cui godiamo in Italia… un lusso raro, glielo garantisco, a qualunque altra latitudine!
      rb

  3. Purtroppo l’Ucraina è un paese di frontiera, il cui confine lo divide a metà! Catalani e Scozzesi tra pochi giorni hanno un referendum che si esaurisce rispettivamente nella Nazione spagnola e nel Regno Unito; gli Ucraini stanno in una Nazione che separa l’UE dalla Russia … e quindi, mi pare abbastanza chiaro il disorientamento dei giornali e dell’opinione pubblica. Una cosa mi consola. che i trinariciuti, dopo più di cinquant’anni, sostengano la Nato. Proprio quando sarebbe opportuno che l’UE inizi a pensare ad una comune politica di difesa, separandosi dalla NATO. La politica estera e di difesa italiana, richiederebbe un considerevole sforzo di meditazione. “Voglio, ma non posso” porta a fare le figuracce in Africa, in India e ovunque tentiamo, noi italiani, di vendere o fare qualcosa. Abbiamo notevoli punti di forza che non riusciamo a evidenziare, anche perché …

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