PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10. Breaking News

The rise of the power blogger, quando la critica vive (2): VEEP, Selina Meyer Vice-Presidente. Sullo sdonagamento mediatico del “vaffa” e sul mood della politica che verrà.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Veep_intertitledi Rina Brundu. Semplicemente straordinaria questa interpretazione dell’attrice comica Julia Louis-Dreyfus nel ruolo di Selina Meyer, un improbabile VEEP (acronimo per Vice Presidente) degli Stati Uniti. VEEP è una serie televisiva americana (trasmessa dal canale HBO), ideata da Armando Iannucci e che giunta ormai alla sua quarta stagione, ha già fatto incetta di candidature al Primetime Emmy Award.

Il programma utilizza le strategie tecniche del cinema-verité, per intenderci le stesse utilizzate da produzioni che hanno fatto molto bene al botteghino come il dannatissimo The Blair Witch Project (1999), ma lo fa in maniera molto più appropriata, indovinata, quando ti pare di starci davvero negli uffici della politica che conta e non ti senti infastidito dall’esserci. Ottima la sceneggiatura, ricamata con perle aforistiche e comiche, quando non tragicomiche, geniali.

Il campo semantico è pure digitalmente innovativo laddove si assiste al completo sdonagamento del verbo “to f**k”, utilizzato in tutte le declinazioni possibili e immaginabili e a livello significazionale per sostituire qualsiasi altro segmento della frase. Il tutto sulla falsalinea di quanto è avvenuto in Italia per il termine “vaffanc*ulo” sull’onda lunga dei vaffaday di grillesca memoria. In VEEP non vi é quasi una frase che manchi della sua f**k-word pronta a “elevarne” lo status significazionale ed emotivo; lo straordinario dello status-quo grammaticale è che l’interazione anziché risultarne depressa ne risulta arricchita, metaforicamente chiarita, di una qualità digitale (quando per “digitale” si intende la caratteristica prima che marcherà la nostra epoca agli occhi dei posteri) senza precedenti.

A livello epidermico, e dunque di mero intrattenimento light, VEEP è una critica senza sconti al corrente modus di fare politica del primo mondo, dove allo stesso POTUS (l’acronimo standard per indicare il Presidente degli Stati Uniti), non viene risparmiato nulla; sovente la sua immagine diluita nel background (per ovvie ragioni il Presidente non potrà mai incontrare il Vice-Presidente), appare quella di un puppet che si muove incerto vittima delle sue e delle altrui mancanze. La linea che separa il comico dal tragico è però molto sottile, ed è questo in fondo il segreto del successo del lavoro di Iannucci. Si ride per non piangere, si ride sapendo che tutto ciò che ci viene servito sottoforma di celia, di momento ludico, porta seco infiniti momenti di verità amara dato che è proprio in quelle “stanze” del potere che si decidono i destini del mondo.

Interessante, interessantissimo, il glimpse che VEEP getta sul modo di fare politica futura. Ecco dunque l’immancabile presenza del POWER BLOGGER che non esita a buttare sul piatto mediatico l’ultimo pettegolezzo “rubato” nei corridoi, finanche a ricattare il VEEP quando riuscirà finalmente a diventare POTUS, soprattutto allora. Ecco l’ufficio stampa che si sintonizza sui blog d’America per carpirne il “mood”, mentre i grandi giornali diventano più che altro esternazione di una risultanza: la notizia, insomma, vi compare addomesticata, quando è già tale, a cose fatte.

Ma, oltre a prepare gli Stati Uniti e il mondo alla presenza di una figura femminile nel salotto buono della politica mondiale, questa ispirata creazione di Iannucci e, a mio avviso, l’ennesimo esempio di quanto il non-detto-digitale sia ancora tanto a livello artistico; un felice esempio delle possibilità creative enormi che il nuovo universo porta seco e, dulcis in fundo, ci dice che è davvero venuto il momento di smetterla di piangere nostalgici sui quadretti-del-tempo-che-fu e di buttarsi a capofitto, in maniera knowledgeable e informata, dentro le meraviglie del mondo che verrà. Nella certezza che, nella sua capacità di guardarsi dentro, di raccontarsi senza vergogna, in maniera libera, libera dai dogmi e dal proibizionismo caro ai nostri padri, non potrà che essere un mondo migliore. No doubts about that!

Featured image, logo-locandina digitale da VEEP.