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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Pane, calcio e riforme.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Totò_Miseria_e_nobiltàdi Rina Brundu. Nello straordinario film "Miseria e nobiltà" (1954), diretto da Mario Mattoli e tratto dall'opera teatrale di Eduardo Scarpetta, c’è una delle tante indimenticabili scene nella quale Pasquale (Enzo Turco), uno dei protagonisti principali, si lamenta: "In questa casa si mangia pane e veleno!"; al che Felice Sciosciammocca (Totò), ripsonde: "Solo veleno, Pasqua', solo veleno".

Adattando la cosa ai moderni tempi politici e come se la Finocchiaro sbottasse da un momento all’altro. “In questo paese si mangia pane e riforme”. Che poi con l’impressionante mole di emendamenti, passaggi e iter burocrativici vari le riforme costituzionali sono ancora da venire, ma chi più chi meno sembrano tutti contenti: è contento Renzi che di questi tempi gode come un toro impazzito, è contento Alfano che un giorno si vanterà di essere stato la stampella sine-quan-non, salva-Italia e salva-riforme, è (quasi) contento Berlusconi finalmente sdoganato dalla Pascale nel primo mondo del ventunesimo secolo dopo l’apertura ai gay, è contenta la Finocchiaro, appunto, che in commissione riforme è a suo agio come all’Ikea, è contento il relatore Calderoni che per la prima volta in vita sua si è beccato applausi bipartisan per essersi rotto una vertebra (l’applauso era di incoraggiamento, naturalmente) e in definitiva sono contenti tutti. Pure l’M5S è “contentino” mentre come un bimbo col facciotto furbetto e simpatico di Luigi di Maio fa i suoi primi passi in “aula” dopo essere finalmente sceso dai tetti.

Persino i giornali, occorre dirlo, sembrano più “contenti” del solito. Il Corriere.it è ormai diventato un fotoromanzo anni 70 (con la differenza che in quelle pubblicazioni non vi erano donne nude in prima, rigorosamente riservate a L’Espresso e a Panorama) dove, sorridenti e procaci, campeggiano le fotografie delle più belle tifose brasiliane. Sornione il redattore invita il lettore accorto: “Tifose mondiali, chi è la più bella? Il Brasile incorona Bruna”. Di nome o di fatto? Il dubbio mi assilla ma non troppo. Passando oltre non manca la logica interpretazione della prossima finale di Coppa del Mondo Germania-Argentina in chiave cattolico-pastorale: vincerà Bergoglio? Vincerà Ratzinger? Innegabile che questo dubbio ci assilli un poco di più del precedente, ma per fortuna ci pensa Aldo Cazzullo che dubbi non ne ha: meglio tifare per l’Argentina. Per noi italiani un poco come riscoprire l’acqua calda dopo i lunghi tempi di austerità imposta.

Pane, calcio e riforme, dunque? Più che altro i soliti endemici venti di guerra sulla striscia di Gaza, diverse altre società italiane che passano in mani straniere (vedi Indesit e Merloni), e al popolo disoccupato manca il pane. «Se non hanno più pane, che mangino brioche!» avrebbe detto in un simile contesto la Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena di tanto tempo fa. Ma per ovvie ragioni oggidì non fa testo, quelli erano tempi pre-eurici: averne brioche!

Featured image, Felice Sciosciammocca (Totò).

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