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INGHILTERRA – ITALIA 1-2: “Perché sempre LORO?” si chiede il TIMES di Londra. E sul concetto di follia (calcistica?) einsteniano.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

 

timesdi Rina Brundu. WHY ALWAYS THEM? - “Perchè sempre loro?” si chiede quest’oggi - dalle pagine sportive del compassato quotidiano londinese THE TIMES – il corrispondente da Manaus Jonathan Northcroft. Sempre secondo Northcroft “Italy were a dish too hot and a gang too cool for England” (un piatto troppo caldo e una squadriglia troppo figa), tale da far perdere a Roy Hodgson la battaglia dell’età. Il vecchio Balotelli del “Perché sempre io?” avrebbe invece trovato una nuova maturità che insieme a tutto il resto avrebbe fatto vincere all’Italia anche la battaglia culturale.

Sulle nostre sponde invece, sembra tutto un coro, un tripudio, un applauso a Cesare Prandelli per l’acume, la tattica, la strategia. Il solito salire sul carro del vincitore prima ancora che il carro sia partito. Diverse ore dopo l’ora delle streghe in cui si è giocata la partita Inghilterra – Italia resto invece della stessa opinione: dall’Italia mi aspettavo molto di più, non in termini di risultato ma in termini di gioco. Imbarazzanti, imbarazzantissimi sono stati i primi venti minuti nei quali abbiamo tenuto la palla per quasi tutto il tempo ma non si riusciva ad andare oltre la tre-quarti avversaria con un Mario Balotelli spaesato che, lungi dall’essere l’eroe del poi, pareva l’orfanello Oliver che pregava: “Sir, please, I’d like some more”. Come non capirlo? Non c’era un pallone che gli arrivava manco per sbaglio….

Abbiamo vinto, certo! (era il minimo), abbiamo vinto perché per tradizione abbiamo una squadra che é sostanza, una difesa straordinaria (bravi gli inglesi a profittare dell’unico momento di sbandamento di quella difesa), ma per vincere un mondiale serve anche il gioco. E i goal. Questo manca e meglio farebbe Prandelli ad osare un poco di più perché se dovessimo incontrare una squadra vera, vedi l’Argentina, ci rimanderà a casa con due sculacciate sul culetto e probabilmente senza cena.

“Perché sempre loro?”, la domanda di Northcroft invece è totalmente fuori luogo e ricorda molto da vicino il concetto einsteniano di follia. Il maestro della relatività sosteneva infatti che pazzia è il ripetere all’infinito uno stesso esperimento senza cambiarne i parametri e aspettarsi un risultato disverso. È da sempre che l’Inghilterra continua a proporci lo stesso ridicolo gioco di lanci lunghi e tiri verso la porta stile dove cojo-cojo che in una competizione valida come i mondiali sono il primo requirement per tornare a casa con volo diretto. Rooney, in questo senso, ha prodotto delle perle straordinarie anche ieri che se fossi sua madre lo disconoscerei non appena rimette piede sul sacro suolo.

“Perché sempre loro?”, perché c’é pazzia e pazzia e noi italiani usiamo da una vita la sua versione più furba e calcisticamente redditizia.

Featured image, Mario Balotelli sul TIMES.

4 Comments on INGHILTERRA – ITALIA 1-2: “Perché sempre LORO?” si chiede il TIMES di Londra. E sul concetto di follia (calcistica?) einsteniano.

  1. Mi excusi mio italiano., ma voi italiani aveti sempri arbitreo a favore, perche siete mafiosi dalla nascita:: Tu è mafiosa, e non capisce nulla di football, chi a inventatio da United Kingdom

  2. Effettivamente non leggevo un italiano così dai tempi de “Il Padrino” di Mario Puzo, complimenti John.

    Voi l’avrete pure inventato il gioco ma siamo noi (con poche altre squadre, per inciso, Brasile, Argentina, Germania) che l’abbiamo fatto grande. NON VOI!

    E ora lasciami andare che ho alcuni “pizzini” da scrivere….

    Che robe! E poi dicono buttati sulla Manica….

    • And, by the way, perhaps you should really improve your Italian, since this one is a very critical article of the Italian team performance…..

  3. Caro Franco perché dovrei cancellare il tuo commento quando lascio questo molto dotto di “John” che mi dà della mafiosa. Si vede come mi conosce bene!!

    Il calcio è uno dei miei peccati veniali (quello capitale è l’interessarmi di politica italica). Da piccola seguivo il calcio e la boxe con mio padre e il primo mondiale che ricordo è quello di Argentina 78 con un giovanissimo Antonio Cabrini.

    Crescendo ero una che anziché pensare ai “trucchi” e alle chiacchiere da donna attendeva le discese di Alberto Tomba… quando vinceva sempre.

    Da quando vivo in Irlanda l’interesse è un poco scemato ma I Mondiali sono sempre I Mondiali. Odio la syndrome radical-chic di Capalbio e odio ancora di più questi commentatori irlandesi anti Italia per partito preso… fortuna che alla fine la prendono sempre dove debbono prenderla….

    ciao

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