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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Fenomenologia del renzismo: quarta parte. Pareva generosità ed era impazienza: heil Angela, morituri te salutant. E sull’intervento di Bersani a “Che tempo che fa”.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – IL TEOREMA RENZI-TAVECCHIO-VENTURA

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per leggere tutto l’articolo)

Rina Brundu

“Pareva generosità ed era impazienza” ha scritto di recente Aldo Grasso nell’incipit di un articolo a commento della decisione di Jerry Scotti[1] di rinunciare al(l’immeritato) vitalizio politico. L’articolo criticava anche il modus operandi utilizzato dal “rinunciatario” per far conoscere la notizia. Lo ha comunicato via twitter al Presidente del Consiglio; ma il pezzo criticava pure “l’impegno” in prima persona di Renzi affinché il buon proposito scottiano andasse in porto: “È bello sapere che il nostro premier, fra mille impegni, trova anche il tempo per dare una mano a Gerry, al suo nobile intento”.

Pareva generosità ed era impazienza.

[1] Presentatore televisivo italiano

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

5 Comments on Fenomenologia del renzismo: quarta parte. Pareva generosità ed era impazienza: heil Angela, morituri te salutant. E sull’intervento di Bersani a “Che tempo che fa”.

  1. Non sarei arrivata a scrivere tanto, ma a giudicare da ciò che scrivono i giornali in Germania, all’estero in generale (tranne in Italia, naturalmente), la metafora che proponi potrebbe essere quella che più rappresenterà il renzismo in futuro.

    Time will tell ma non so perché la vedo brutta, molto brutta. La politica populistica non premia mai, manco quando sei l’ex-rottamatore.
    ——–
    Pe inciso questo è l’ennesimo articolo di critica al renzismo censurato dagli aggregatori “amici”. Et viva Google, almeno c’é Google!

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  2. Nonostante il suo battere i pugni sul tavolo della Merkel, c’è qualcosa che non mi convince di Renzi: non so cos’è (forse l’idea che stia barando, non avendo alcun asso pigliatutto da giocarsi), ma oggi come oggi dico che forse sarebbe stato meglio che Letta continuasse il suo lavoro come stava facendo. Purtroppo Letta ha fatto errori di strategia, come il suo restare legato alle vecchie logiche PD e al mondo del politichese-interessato…ritengo però che sarebbe stato un miglior leader. E anche di più lunga durata. Magari mi sbaglio, lo spero veramente. Nel caso scriverò un pezzo titolato Fenomenologia del renzismo: là dove non c’ho capito niente…. O similare.

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  3. Sicuro? In realtà io penso che noi non siamo più pruriginosi dei francesi (che però sono senz’altro, e giustamente più nazionalisti), il problema è semmai dato dal fatto che usiamo la Stampa come arma-politica. Il tasto su cui torno sempre. Non esiste un organo di informazione davvero libero in Italia. Per infiniti motivi. Naturalmente non esistono neppure negli altri Paesi (sfatiamo il mito), però è vero che dati organi di informazione in America, per esempio, hanno una idea precisa di quale sia il ruolo della Stampa e mercé anche le “possibilità” che ci sono in quel Paese alla fine il cerchio si chiude in maniera accettabile. Non da noi, ripetto, che restiamo provincia e dunque per nostra natura destinati a vivere dei ghiribizzi dei capi e capetti… pensa… alle cose delle Regioni.

    Renzi di converso vorrebbe “volare”: idea degnissima, ma le ali ce l’ha?

    E come vorrebbe volare con la zavorra del debito? Con una pubblica amministrazione ridotta com’é ridotta?

    Non so perché ma il carisma di Renzi a me non arriva e paradossalmente vorrei tanto che fosse il contrario.

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  4. Interessante…. magari questo giustifica i dubbi di cui sopra…. non lo sapevo
    http://ilportaborse.com/renzi-e-lazienda-di-papa-ecco-tutti-i-bilanci/

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  5. Sembra che il pensiero che copra le azioni di Renzi con la sua maggioranza tormentata da idee divergenti e un opposizione convergente su quanto compagni o amici di partito aborrono, ponga un velo sulle reali ragioni delle azioni che ognuno voglia intraprendere: tra questi i teorici di partito, sociologi, economisti, analisti di tutto e di più e non ultimi giornalisti e tronisti in TV, che abilissimi sanno tutto della loro inutile materia, ma dimenticano che il governo sulle le azioni dei cittadini deve essere volto a realizzare il benessere di tutti (per non parlare di felicità) e non per risolvere disagi di classe, uno alla volta, secondo l’urgenza che ciascuno di essi assume nell’orizzonte temporale di durata di chi ha la potestà di governarli.
    La fiscalità deve essere equa e proporzionale al reddito per tutti! E’ illusorio considerare un beneficio ridurre l’imponibilità di un reddito di per sé insufficiente ad assicurare un percorso di vita dignitoso! Trentamila euro all’anno è appena sufficiente per consentire a una famiglia media di pagarsi alloggio, vitto e servizi, quindi gli ottanta euro mensili di aumento promessi non avranno altro effetto che essere un palliativo temporaneo destinato ad annullarsi in meno di un biennio per effetti inflazionistici. Si tratta di provvedimenti classisti che creano gravi turbative sociali, perché tolgono risorse per riassettare i rapporti tra salario e profitto in rapporto all’impresa e il capitale, tenendo che il fattore Stato, nel nostro paese rappresenta un costo e non un propagatore di sinergie sociali ed economiche.
    Dalla caduta del muro di Berlino, si sono alternate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri queste personalità (in parentesi il numero d’ordine della legislatura dal 1948): Andreotti VI: 1989-1991, Andreotti VII: 1991-1992, (XI) Amato I: 1992-1993, Ciampi: 1993-1994, (XII) Berlusconi I: 1994-1995 , Dini: 1995-1996, (XIII) Prodi I: 1996-1998, D’Alema I: 1998-1999, D’Alema II: 1999-2000, Amato II: 2000-2001, (XIV) Berlusconi II: 2001-2005, Berlusconi III: 2005-2006, (XV) Prodi II: 2006-2008, (XVI) Berlusconi IV: 2008-2011, Monti 2011-1013, (XVII) Letta 2013 – 22-2-1014, Renzi 22-2014 … Da Renzi avremo volti nuovi o dobbiamo aspettarci un Prodi III, un Amato III, o un Berlusconi IV?
    È sicuro che costoro sono convinti di essere ancora in canna per salvare la patria.

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