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Il diario di Paci: della strada che hai detto

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

anna_magnanidi Mauro Leonardi.

Oggi, René, ho fatto la strada che hai detto.

Io avevo la mia solita strada in testa ma non mi è sembrato vero che dal corridoio mi dicevi di fare un’altra strada. Ho detto grazie e me la sono fatta rispiegare, così continuavamo a parlare ancora un po’.

Poi ho fatto la strada che dicevi tu: è una strada secondo me più lunga e anche, a quell’ora, più solitaria, ma io l’ho fatta perché l’hai detto tu, solo per quello.

È qualcosa: una piccola cosa fatta insieme, diciamo.

Pure se ero sola.

Io lo so che l’amore è un’altra cosa.

E che anche il matrimonio – forse – è un’altra cosa.

Ma l’altra cosa non ce l’ho.

Almeno: ora, non ce l’ho.

E allora mi prendo le cose che ho.

E se sono buone, pure se sono piccole, me le prendo.

Mi alleno alla bellezza, alla felicità, delle cose piccole, las cosas pequeñas.

Così quando arriverà la bellezza, la felicità grande, io sarò allenata, pronta.

René puoi guardarmi mentre parliamo? per parlare ci vogliono gli occhi.

Alza la testa dal cellulare René, per parlare bisogna ascoltare non le parole ma i movimenti della bocca, gli occhi.

René guardami.

Io l’ho capito che mi vorresti diversa. Tu vorresti una donna diversa, René.

E siccome non puoi, non ci riesci, mi usi.

Sì René: se non ami una persona, la usi.

Anche se da fuori non sembra, anche se da fuori funziona tutto. Anche se fai cose lecite, cose nei limiti, senza amore ci si usa.

Non è amore vero.

È per quello che io soffro con te.

Ho tutto ma non mi ami.

E così non ho nulla anche se però qualcosa c’è.

C’è Marta.

I bambini capiscono solo l’amore.

Se no, non capiscono.

Io un po’ capisco perché sono ancora un po’ bambina.

E capisco che l’amore vero non esiste.

L’amore non esiste.

Esistono le persone che si amano e che amano.

E io amo.

Amo Marta e non si finisce più.

Come la sera, con Marta, nel suo letto.

Un bacio e una buona notte e poi ancora ancora ancora.

E non si finisce più.

Finchè non si addormenta.

Featured image, Anna Magnani ne “La lupa” (1965)

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1 Comment on Il diario di Paci: della strada che hai detto

  1. Lettrice // 25 February 2014 at 13:24 //

    Paci che ama Renè. Forse anche Renè ama paci, ma non sa dirglielo. ha paura di lei. evita la sua vita troppo profonda per lui ( in certe vite, se decidi di amare, affondi Paci, affondi: la tua è una anima così profonda che ci si affonda e uno magari ha paura). E allora lei si aggrappa alle piccole cose. Alla strada che lui le ha detto di fare. E lei la fa perchè glilo ha consigliato lui. Solo per quello. Sì. Per me questo è matrimonio. Rimanere aggrappati alle piccole cose per essere fedeli. Questo è amore. Allenarsi nelle piccole cose, per allenarsi alle grandi. Chiedere dentro di sè uno sguardo di lui…Mi ami tu? Sapendo che non arriverà la risposta. Non almeno quella che ci aspettiamo.
    E poi esistono i bambini. E il loro modo di vivere l’amore. un amore concreto e che richiedere di affondare in loro. e loro siaffondano in noi con totale fiducia. Perchè l’akore è una cosa concreta ma che “non finisce più” e a volte di quest’eternità, di questa totalità…Quanto si ha paura! Grazie bellissima poesia.

    “Non esiste l’amore vero
    Esistono le persone che si amano e che amano.

    E io amo.

    Amo Marta e non si finisce più.

    Come la sera, con Marta, nel suo letto.

    Un bacio e una buona notte e poi ancora ancora ancora.

    E non si finisce più.

    Finchè non si addormenta.

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