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Ai confini del giornalismo – Lo scoop dell’intervista a Grillo: Massimo Giletti über Alan Friedman? Il dubbio.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Mario_Merola_e_Beppe_Grillo_(1982)di Rina Brundu. La parte juicy a quanto sembra la vedremo solamente durante la prossima puntata de L’Arena, onde discuterla insieme “agli ospiti politici” ha detto Giletti dal palco di Sanremo dove è “costretto” questa settimana da impegni imprescindibili. È indubbio però che anche i pochi secondi dell’intervista a Beppe Grillo realizzata dal conduttore RAI prima del Festival e anticipata nella giornata di oggi siano stati un salutare cambio di registro rispetto alle usate discussioni in studio: le sviolinate di Malgioglio e di Klaus Davi alla RAI, le annose discussioni sulle mancanze qualitative delle canzoni festivaliere, le censure “accorte” ad ogni minimo accenno di una qualsiasi responsabilità da parte di Tizio e di Caio, i dubbi amletici all'insegna del “parolacce-della-Littizzetto, sì o no”?

Si è visto così un atipico Grillo a misura-d’uomo che non ricordavamo da tempo immemore. Il leader del M5S ha infatti presentato il figlio a Giletti –  un bel ragazzo, costui, con una chioma di capelli biondi e un sorriso solare (il figlio di Grillo non Giletti!) – e poi lo ha rispedito al suo posto, fuori dall’inquadratura, con la stessa sicumera e intransigenza con cui lancia gli anatemi dal blog contro i dissidenti dalla linea del Movimento. Quindi la perla grilliana con l’accusa all’informazione giornalistica di questi tempi di essere il cancro dentro le datate dinamiche politicho-economiche: ad majora!

Come dargli torto? Ed è anche così che – per un attimo, in un momento di ingiustificata esaltazione ideale  – tu ti ritrovi lì a scassarti le balle e a porti quesiti impossibili: gli scoop giornalistici di Giletti über alles? Giletti über Alan Friedman? Giletti giornalista-politico ingiustamente demonizzato? Si tratta di un attimo appunto, di un pensiero stranito simile ad un refolo bizzarro di vento primaverile e sbarazzino in un freddo inverno ancora da venire. In compenso arrivano gli altri ospiti del conduttore della domenica e le sue discussioni preferite: Belen in compagnia della celebre farfallina, la vexata-quaestio della disfida della soubrette argentina con Emma Marrone, lo scazzo con Barbara D’Urso. Il tutto condito con la domanda-ciliegina-sulla torta di cotanta discussione: “Ma non hai avuto paura a metterti contro la D’Urso che è donna potente a Mediaset?”.

Una interrogazione che solo per essere stata formulata denuncia in pieno il concetto, l’idea, l’essenza che fa esistere il giornalismo italiano così come esiste. E – proprio come ha detto Grillo – il suo essere cancro dentro altre dinamiche non meno ignobili che forse, da noi, sono destinate a non morire: MAI!

Featured image, Beppe Grillo con Mario Merola nel 1982

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