PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Sulle marchette da 500 euro per articolo fatte dai giornalisti italiani. Sulla denuncia di Guido Crosetto a L’Arena e sull’abile censura di Massimo Giletti.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Guido_Crosettodi Rina Brundu. “Mi sono rotto i coglioni!” ha urlato Guido Crosetto ad un parterre di giornaliste sul piede di guerra, tra cui Luisella Costamagna. Il luogo? L’Arena, il programma di approfondimento similpolitico in onda la domenica pomeriggio su Rai 1 alle 14.00. L’argomento? Il solito problema di scandali di corruzione politica tinti in salsa rosa-erotica, dai caz… casi della regione Abruzzo in su e in giù per la penisola.

Dopo più di un’ora di accesa discussione – e di brain storming di così elevata qualità da far impallidire quello delle riunioni operative dei migliori ingegneri della Google Inc. – la conclusione è stata che l’80% di coloro che scelgono di fare in politica in Italia lo fanno perché vogliono arricchirsi. Dulcis in fundo, è tutto un magna-magna (come non lo sapessimo di già!).

È stato però in quel momento che il solitamente pacato Guido Crosetto – presente in studio insieme a Laura Puppato, al sindaco di Pavia e a diversi altri personaggi frequentatori abituali della trasmissione (di fatto mancava solo il mitico presidente della regione siciliana Rosario Crocetta!), è esploso. Dopo avere raccontato della sua esperienza di ex-sindaco e della sua gavetta politica dove, ha detto, ha rinunciato a prendere emolumenti per circa 500 milioni di vecchie lire, ha pronunciato il suo discorso-to-remember: “Mi sono rotto i coglioni! Se questo è il punto allora parliamo degli altri campi. Del giornalismo, per esempio. Ma sai quanti giornalisti di giornali importanti prendevano 500 Euro da questo e da quello per scrivere un articolo e quanti altri ne ho conosciuti qui (nda il programma era sulla Rai), che hanno fatto carriera per ragioni diverse dal merito?”.

Silenzio di tomba dal parterre starnazzante di poco prima. Giletti abbozza, lascia passare altri 30 secondi di conversazione sullo spinoso argomento e poi taglia con arte. Nuovi argomenti: un supposto video scandaloso girato in un ufficio comunale del torinese e che confrontato al più costumato video di Madonna pareva un clip educativo per suorine di clausura ante-litteram, il caso Fabrizio Corona (ancora!), l’incombente arrivo della conferenza stampa per San Scem… pardon, per Sanremo “a cui partecipa il Direttore (i.e. della Rai)” (parole di Giletti), e trallalì e trallalà….

Paese che vai giornalismo che trovi! O quasi….

Featured image, Guido Crosetto.

6 Comments on Sulle marchette da 500 euro per articolo fatte dai giornalisti italiani. Sulla denuncia di Guido Crosetto a L’Arena e sull’abile censura di Massimo Giletti.

  1. Concordo, però c’é una differenza. Il giornalismo dovrebbe essere l’organo di controllo ideale del malaffare, che mette a nudo le sue verità scomode. Ma chi metterà mai a nudo le verità scomode del giornalismo? Sarebbe un’auto-denuncia che – per come sono organizzate le cose attualmente – non potrebbe essere mai. Il problema è in qualche modo datato. Oscar Wilde, per esempio, diceva: “In America il presidente governa per 4 anni, il giornalismo in eterno”. Ma in America ci sono stati i Bernstein e gli Woodward… Noi cosa abbiamo? Cosa abbiamo? Non è azzardato dire che i nostri giornalisti migliori sono
    probabilmente morti ammazzati… gli altri? Gli altri sono figli dello status-quo. Signorini, intellettuali (o pseudo tali), e pochi pochissimi voci davvero indipendenti. E, a mio avviso, gli indipendenti non sono i più quotati. Chissà che zuppa ne verrebbe fuori se si alzasse il coperchio. Era straordinaria poi – quest’oggi – quella specie di lezione morale che un politico come Crosetto che a mio avviso è persona credibile e onesta ha dato loro.

    La politica che fa le pulci al giornalismo: ora le abbiamo viste tutte, possiamo anche morire.

    • Aggiungo anche Salvo che puoi stare tranquillo che questa discussione avvenuta in TV quest’oggi non verrà ripresa da alcun giornale-che-conta….. il che la dice tutta. Ringraziamo davvero la Rete che ha messo altre finestre unpredictable alle nostre abitazioni democratiche costruite con un angolo di visuale stile quel-tanto-che-basta.

  2. Lì non lo so, non lo so se Giletti sia raccomandato, ma in ogni caso prendersela con Giletti sarebbe come sparare sulla croce rossa, non credo neppure che sia un giornalista (spero di no). A me ha fatto più impressione come si sono zittiti-zittite gli-le altre che parlavano fino a poco prima, scagliando strali contro i politici. Per amore del vero solo un giornalista è intervenuto (purtroppo non ne ricordo il nome, credo sia in forza ad un qualche giornale berlusconiano), che ha cercato di sostenere Crosetto ma Giletti ha interrotto il discorso.
    Potrebbe essere stata anche una faccenda di tempo-mancante, ma dubito che la tematica verrà ripresa la prossima settimana e comunque nel salotto gilettiano la politica trattata è solo la pseudopolitica scandalistica. Di politica vera non se ne parla.

  3. Francesco Blasi // 9 February 2014 at 22:39 //

    Non sapere se Giletti è o non è un giornalista, la dice tutta. Su Giletti, intendo.

    Se il tema verrà ripreso? Non lo so, ma lo strato melmoso di omertà sulla realtà giornalistica italiana non ne verrebbe comunque scalfito: troppe connivenze, cointeressi, reticenze e equivoci.

  4. Ciao Francesco, in realtà il dubbio deriva dal fatto che il giornalismo in Italia non è un primo piatto ma è un contorno che va con tutto.

    Volevo tenermi lo scoop per un articolo dedicato (come sai poco mi sfugge sull’argomento), ma tant’è!

    Pensa che poche settimane fa ho trovato iscritto nella lista dei giornalisti italiani di wikipedia english anche Renato Brunetta
    http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Italian_journalists

    La stessa Boldrini sarebbe una giornalista. Il resto puoi leggere da te.

    Quando lessi io mi caddero le braccia e le sto ancora cercando….

    Ripeto, avendole viste e sentite tutte si può davvero morire in pace.

  5. Ciao Franco, perdona il ritardo.
    La dichiarazione a cui fai riferimento tu era naturalmente un’iperbole.
    Esattamente come lo è lo statement “giornalismo italiano”:)

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