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Il compagno Brunetta. Miracoli e altre “amenità” dall’ultima puntata di “Servizio Pubblico”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

brunettadi Rina Brundu. “Lo sa lei cosa facevo io alla sua età? Lo sa lei? Lo sa? Io facevo il venditore ambulante, figlio di venditori ambulanti e guadagnavo meno di 8oo Euro!” così rispose l’onorevole Renato Brunetta durante l’ultima puntata di Servizio Pubblico di Michele Santoro, all’incauto disoccupato che gli chiedeva se lui sarebbe riuscito a vivere con 800 Euro al mese.

Renzi? Mi permetta, Santoro, ma con tutto il rispetto del mondo, Renzi è un uomo che non ha MAI lavorato in vita sua. È sempre stato un politico: prima un democristiano e adesso, incredibilmente, paradossalmente, dopo alcune primarie, il segretario del più grande partito di sinistra dell’occidente, il PD ex PCI, ex PDS”.

Le regole? Le regole, in un momento storico come questo, bisogna ROMPERLE! Bisogna fare in modo che il ceto medio ridiventi il motore della ripresa come sta accadendo in tanti altri paesi; perché esista una economia sana occorre senz’altro una certa dose di disuguaglianza, ma poi serve una redistribuzione del reddito attraverso una crescita dei consumi che porti un maggiore tasso di sviluppo”.

Sono d’accordo con Landini! Io sono sempre stato un keynesiano, credo nello stato investitore. In questo momento SERVE una strategia di investimenti pubblici e serve rompere il patto del 3% con l’Europa…”.

Questi suoi interventi “mirati”, insieme agli occhi vagamente sognatori quando l’esperto in studio faceva i conti in tasca a Marchionne, dettagliando sugli stipendi da favola dell’ A.D. Fiat; ma soprattuto un look low-profile, un nuovo fare più posato e uno sguardo da clochard molto saggio e/o da rivoluzionario impenitente, sono tutti gli elementi sostanziali che durante l’ultima puntata del programma santoriano hanno praticamente trasformato l’ex falco berlusconiano in un altro di noi, meglio ancora, nel migliore di noi: il compagno Brunetta. Il compagno oppositore Brunetta.

Ma, dico io, considerando che questo sarebbe il peggior governo della storia della Repubblica (parole di Travaglio), che semplificando le teorie di Federico Rampini (presente in studio, accento radical-chic compreso), noi viviamo dentro le dinamiche asfittiche di un Grande Fratello capitalista, che per Maurizio Landini, segretario generale della FIOM (anche lui ospite), i politici che sono attualmente impegnati a tentare di “risolvere” sovente non capiscono neppure di cosa stanno parlando, che lo stesso Brunetta parla della “casta” come non ne avesse mai fatto parte; considerando, infine, che ogni “opposizione idealizzata” che è poi andata al governo ha  miseramente fallito, piegandosi di tanto alle logiche del Sistema, non sarebbe meglio proclamare subito capo dell’Esecutivo un tal leader maximo illuminato sulla strada per Arc…  Stalingrado? Insomma, perché non risolvere presto e bene con una rivoluzione pacifica come solo noi italiani sappiamo fare?

Il motto del Partito invece meglio lasciarlo invariato: “Stasera, alla Festa dell’Unità, salsicce arrosto, tombola e ballo liscio!”… Pardon, “Proletari di tutti i paesi, unitevi!”.

Featured image, Renato Brunetta mentre apprende, mogio, dei compensi di Marchionne.

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11 Comments on Il compagno Brunetta. Miracoli e altre “amenità” dall’ultima puntata di “Servizio Pubblico”.

  1. alessio // 11 January 2014 at 13:09 //

    In Italia a livello culturale ci si concentra di più nell’analisi del problema (di qualsiasi natura) piuttosto che nei progetti più efficienti ed efficaci di risoluzione del problema per permettere a chi ha la capacità di risolverlo tramite l’attuazione dei tali progetti

  2. Concordo… ma il vero male è che la stessa cosa la fanno a “livello” politico… soprattutto a livello politico perché in Italia TUTTO è politica anche lo “starnutire” in presenza del capo, oppure no. Un dubbio atroce, lo comprendo.

    • alessio // 11 January 2014 at 14:35 //

      Credo che lei stia appena manifestando quello che ho detto: non è la “politica” “lo stato” l’essere astrattamente mostruoso (e potente cit.leviatano) ma é ciò che rappresenta il vero male e cioè delle PERSONE che esprimono il pensiero comune di questo sistema economico e finanziario ormai distorto e che estremizza le disugualianze sul piano anche sociale (Robert Reich Inequality for all), la prevaricazione dell’ interesse PERSONALE a quello della COMUNITA’ di cui fa parte. Vedo la distorsione di ciò conquistato dalla rivoluzione francese con questi concetti alla base:
      le minoranze del potere rappresentativo (terzo stato) erano la maggioranza reale della popolazione (ceto medio) , la rivoluzione ha portato anche potere per le minoranze politiche con suffragio universale maschile, (ancora discriminazione sessuale) sistema democratico con “rappresentazione indiretta” come conseguenza politica di una rivoluzione economica (riv.industriale) e sociale (rottura sistema “classi”) con la nascita del capitalismo INDIVIDUALE che ha trovato legittimazione anche grazie e (fortunatamente) con La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino.
      Nel nostro sistema attuale le maggioranze rappresentative esprimono l’interessi delle minoranze della popolazione reale quel 1% che detiene inequamente la stragrande concentrazione di ricchezza e risorse( si veda grafici di Robert Reich) “pericolo” crollo sistema democratico attuale come conseguenza di una rivoluzione economica e sociale che potrebbe (o dovrebbe) portare ad un crollo del capitalismo INDIVIDUALE.
      Proposta di CAMBIAMENTO DEL SISTEMA:
      economico:nuova forma di capitalismo umanitario basato sul capitale UMANO con investimenti rivolti per l’appunto verso istruzione, ricerca, innovazione, creatività umana ( già stimolato all’estero) con concetto economico attuale di distruzione creativa( si veda The entrepreneurial state Mariana Mazzucato);
      sociale:attuale crisi individuo singolo nella società che non lo rappresenta basata su l’inequità reale e non una disugualianza “salutare” che arricchisce la società tramite il valore della diversità positiva che esprime punti di vista diversi conseguenza individuo, essere umano che si realizza nella società che lo valorizza, accetta le diversità che portano ad un confronto che sfocia nella sintesi di più interessi reali.
      politico: ritorno alla democrazia DIRETTA riscoprendo il sistema delle polis dell’antica Grecia ora possibile e attuabile con strumenti della rivoluzione informatica e della comunicazione con cui siamo, oggi sempre più, a contatto.
      Le sembra così impossibile? Troppo astratto?
      .

  3. alessio // 11 January 2014 at 14:37 //

    mi scuso per la mancata correttezza formale

  4. Non si preoccupi della forma: prima meglio mostrare che si ha una idea, la forma viene dopo. Chi, su un blog, ha tempo per la forma probabilmente non lavora. Certo, un capitalismo dal volto umano è una vecchia possibilità, tra il dire e il fare però… Anche se personalmente non mi fanno paura i “capitalisti”…. quanto i caporali che li imitano… peraltro senza riuscirci. Grazie del suo tempo.

    PS Per la “politica” o la pseudo-politica non credo ci siano speranze: lo status-quo è nella sua natura direbbe Machiavelli. E lui se ne intendeva.

  5. alessio // 11 January 2014 at 15:16 //

    Nella natura egoistica dell’uomo, ma va rieducata. Capendo che solo aiutando e condividendo con gli altri si aiuta se stessi perseguendo il proprio interesse. L’interesse personale che deriva dall’interesse di tutti. Lo status-quo non è che un sistema che si è diffuso e cristalizzato dopo aver rivoluzionato un sistema che non riusciva a cambiare al passo con il cambiamento di più fattori.

    • Il problema (nel suo complesso) è dovuto in parte alla natura umana…. e in maggior parte alla cronica disorganizzazione e incapacità. Soprattutto alla mancanza di know-how. Questo posso dirlo con una data sicurezza avendo vissuto direttamente e in primo piano i venti anni del boom irlandese che hanno trasformato il volto di questa nazione. Le assicuro che di tutto ciò che sarebbe importante fare per ottenere quella tipologia di boom… in quel programma di cui sopra, ma anche in tutti gli altri dibattiti mediatici che ho ascoltato… non è stato menzionato un solo elemento. C’era solo chiacchiera. E va bene così, in questo siamo esperti. Best regards.

      • alessio // 11 January 2014 at 15:44 //

        Non va bene così…Vorrei capire da lei piuttosto che con una mera critica, quale sia la critica costruttiva quale sia la sua idea per un progetto di miglioramento e non vorrei che si manifestasse un sentimento di rassegnazione…quali sia “tutto ciò che sarebbe importante fare” per ottenere non solo quella tipologia di boom che credo porti ad una bolla economica complessiva causata da un’estrema disuguaglianza di distribuzione della ricchezza generata proprio dal questo boom

  6. Le assicuro che se mi conoscesse anche solo un poco capirebbe che le idee le avrei. E non per altro, proprio perché ho avuto la fortuna nella mia vita di vivere tra le grandi società che hanno cambiato il volto dell’Irlanda dalla fine degli anni 90 in poi. E un giorno mi piacerebbe parlarne. Ma non credo sia in appendice a questo articolo il luogo. Anche perché anche solo scrivere così come faccio io, con molta libertà e un pizzico di irriverenza (anche se mai maleducata), non mi procura proprio troppe simpatie. Anzi! E poi in ogni caso non spetta a me o a lei o a nessun altro dire a chi ha una responsabilità che cosa deve fare (per esempio, non concordo con Renzi che cerca idee in Rete!). Io penso che chi si candida a prendersi una responsabilità o mostra di saperci fare o deve andare a casa. Punto.

    Ps Ma per rispondere almeno per cortesia e in breve, brevissimo, alla Sua domanda Le ripeto che io credo soltanto nel know-how. Cioè credo solo in chi sa e mostra ciò che sa. Per questo l’unico consiglio che darei ad un ragazzo giovane è studiare, ma non a cazzo, studiare il nuovo, il futuro, il know-how che gli altri non hanno, fare in modo che i suoi skills vengano pagati cari dalle società che innovano. E le assicuro che questo accade, non nella terra di Bengodi ma dovunque si trovi una società seria. E le società serie sono molte, altro che capitalismo cannibale. Saluti

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