PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Buon anno 2014! E contro lo sfascismo dei tempi: 10 GRANDI ITALIANI MODERNI in 100 AFORISMI TO-REMEMBER!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

foto_toto 1)       Totò (l'immenso)

-          A volte è difficile fare la scelta giusta perché o sei roso dai morsi della coscienza o da quelli della fame.

-          Non so leggere, ma intuisco.

-          Coraggio ce l'ho. E' la paura che mi frega.

–          Signori si nasce, e io, modestamente, lo nacqui.

–          Con queste armi spezzeremo le reni a Maciste e ai suoi compagni, a Rocco e i suoi fratelli! Popolo di Tebe, armiamoci, e andate!

–          Più  conosco gli uomini e più amo gli animali.

–          Il mondo è diviso in “uomini” che lavorano, sudano, soffrono e “caporali”, che sfruttano il lavoro, il sudore e la sofferenza dei primi.

–          Io non rubo, integro. D’altra parte in Italia chi e’ che non integra?

–          A proposito di politica, ci sarebbe qualche cosarellina da mangiare?

–          E’ la somma che fa il totale .

180px-Enrico_Fermi_giovane2)      Enrico Fermi (un genio)

–          Ci sono soltanto due possibili conclusioni: se il risultato conferma le ipotesi, allora hai appena fatto una misura; se il risultato è contrario alle ipotesi, allora hai fatto una scoperta.

–          Non è bene cercare di fermare il progresso della conoscenza: l’ignoranza non è mai meglio della conoscenza.

–          Spero non ci voglia troppo (dieci giorni prima di morire di cancro).

–          Ero giovanissimo, avevo l’illusione che l’intelligenza umana potesse arrivare a tutto.

–          Due cose mi riempiono il cuore di ammirazione e di reverenza: il cielo stellato sul capo e la legge morale nel cuore.

–          La professione del ricercatore deve tornare alla sua tradizione di ricerca per l’amore di scoprire nuove verità. Poiché in tutte le direzioni siamo circondati dall’ignoto e la vocazione dell’uomo di scienza è di spostare in avanti le frontiere della nostra conoscenza in tutte le direzioni, non solo in quelle che promettono più immediati compensi o applausi.

–          Se riuscissi a ricordarmi il nome di tutte queste particelle, sarei un botanico.

–          Prima di ascoltarLa ero confuso sulla materia. Dopo avere ascoltato la sua lezione sono ancora confuso. Ma su livello più elevato.

–          Il fatto che non ci siano limiti alla capacità distruttiva di quest’arma rende la sua esistenza e il fatto che si sappia che è stata costruita, un pericolo per l’umanità. È necessariamente un male sotto qualsiasi punto di vista.

–          Non riesco a immaginarne neppure una, neppure l’intelligenza! (in risposta alla domanda: quali sono le caratteristiche che accomunano i vincitori dei Premi Nobel per la Fisica).

220px-Federico_Fellini3)      Federico Fellini (un visionario)

–          Avevo sempre sognato, da grande, di fare l’aggettivo. Ne sono lunsingato. Cosa intendano gli americani con “felliniano” posso immaginarlo: opulento, stravagante, onirico, bizzarro, nevrotico, fregnacciaro. Ecco, fregnacciaro è il termine giusto.

–          Non faccio un film per dibattere tesi o sostenere teorie. Faccio un film alla stessa maniera in cui vivo un sogno. Che è affascinante finché rimane misterioso e allusivo ma che rischia di diventare insipido quando viene spiegato.

–          Per esempio, è fascismo anche l’esibizionismo del sesso.

–          Se vivi nel tuo tempo, certi libri li respiri nell’aria.

–          Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio.

–          Non c’è fine. Non c’è inizio. C’è solo l’infinita passione per la vita.

–          Un linguaggio diverso è una diversa visione della vita.

–          Le versioni dei fatti le modifichiamo continuamente, per non annoiarci.

–          E’ questo il fortunato cinismo del narratore: essere convinto di essere al mondo solo per raccontarlo agli altri.

–          L’unico vero realista è il visionario.

Sergio_Leone_19754)      Sergio Leone (un mito)

–          Avevo bisogno più di una maschera che di un attore, ed Eastwood a quell’epoca aveva solo due espressioni: con il cappello e senza cappello.

–          Quando ero giovane credevo in tre cose. Il Marxismo, il potere redentore del cinema e la dinamite. Oggi credo solo nella dinamite.

–          Il cinema deve essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito. Il cinema è mito.

–          Non puoi essere comunista se possiedi una villa.

–          La funzione del flashback è freudiana… lo devi lasciar vagare come l’immaginazione o come un sogno.

–          La Politica non ha ormai alcun senso in Italia! Questo è il motivo per cui faccio i film che faccio. Credevamo nell’umanità e l’umanità ci ha deluso. Come intellettuali ci siamo dimessi, stanchi della battaglia… Io, io vivo in disparte e non me ne frega niente di nulla!

–          Nella mia infanzia, l’America era una religione. Poi i veri-Americani sono entrati di botto nella mia vita, con le loro jeep, e hanno confuso i miei sogni. Li ho trovati molto attivi ma anche molto disonesti. Non erano più gli Americani del far-west. Erano soldati come tutti gli altri… materialisti, possessivi, amanti dei piaceri terreni.

–          Il suo sguardo buca lo schermo (su Lee Van Cleef).

–          La vita è un’autostrada a senso unico di marcia, impossibile invertire ne tornare indietro folle sarebbe accellerare.

–          La vita è un’attesa tra un esame e l’altro.

397px-Ennio_Morricone_Cannes_20075)      Ennio Morricone (un grande)

–          Le mie decisioni possono essere interpretate come un fattore distintivo o come un limite. Io non le vedo come un limite.

–          È stato un furto! Ma, naturalmente, fosse per me, vincerei l’Oscar ogni due anni!

–          Mi è stata offerta una villa gratis a Hollywood ma ho detto: “No, grazie, preferisco vivere in Italia!”.

–          La musica di Mission è scaturita da una emozione violenta, mi è quasi arrivata dall’esterno.

–          Mina ora è più audace con gli arrangiamenti, osa molto e il pubblico la premia, perché, anche se “strano”, inconsueto, innovativo, un arrangiamento fatto da un grande professionista alla fine dà sempre i suoi frutti.

–          Fu Sergio Leone a dirmi: meglio se dirigi la tua musica.

–          Cercavo sempre di arricchire una canzone, sia che fosse bella o sia che fosse modesta (perché diverse funzionavano, ma erano mediocri). Volevo dare al brano una struttura musicale autonoma, che potesse avere un fascino anche da sola, e nonostante una melodia spesso povera. Cercavo insomma di non rifugiarmi in un lavoro standard, passivo.

–          Di citazioni per aiutare le canzonette ne ho fatte tante, magari più nascoste, più mascherate. In un certo periodo avevo in mente una folgorazione giovanile, il ricercare cromatico di Gerolamo Frescobaldi. Erano tre note che io, ogni tanto, piazzavo furtivamente nelle composizioni e che, apparentemente, non c’entravano niente.

–          Volevano che imitassimo gli standard nordamericani che erano perfetti, ma potevano anche imbastardire una nostra canzone, non farla sviluppare, liberare. E allora tagliai la corda

–          Tutti i buoni autori di musica per il cinema, hanno fatto per anni gli arrangiatori. Da Bacalov a Piovani. Perché, quando accompagni le immagini, se lo fai con un quartetto d’archi va bene, ma se devi inventarti un brano strumentale, come se fosse una canzone senza esserlo, cioè un tema tonale (orecchiabile) che abbia una possibile dignità sinfonica, devi avere una esperienza completa, devi aver battuto tutti i bassifondi e i retrobottega dove si incide musica.

6)     Enzo Ferrari (un uomo)

–          All’Alfa sanno fare i guanti alle mosche

–          Con tanti riconoscimenti, mi è venuto il dubbio di essere qualcuno.

–          Fra cent’anni diranno che sono uno che ha scoperto l’acqua calda.

–          Giù le mani dalla Ferrari: di me dite quello che volete.

–          Ho imparato che è inutile protestare. Bisogna fare come i cani quando hanno una ferita.

–          La fortuna e la sfortuna non esistono.

–          La macchina da corsa perfetta è quella che si rompe appena dopo il traguardo.

–          Lauda è peggio di Giuda. Si è venduto alla concorrenza per trenta salami.

–          Mio padre mi diceva sempre: i coglioni sono cari ad ogni prezzo. Così io cerco di stare con chi coglione non è.

–          Mi ritengo peggiore degli altri, ma non so quanti siano migliori di me.

Ennio_Flaiano7)      Ennio Flaiano (uno spirito straordinario)

–          Io credo nella necessità di una certa follia…

–          Io, quando leggo Brera, non lo capisco.

–          L’inferno, che l’italiano si ostina a immaginare come un luogo dove, bene o male, si sta con le donne nude e dove con i diavoli ci si mette d’accordo.

–          La stupidità ha fatto progressi enormi.

–          La stupidità degli altri mi affascina, ma preferisco la mia.

–          Amore? Mah… forse col tempo, conoscendoci peggio.”

–          Io non sono comunista perché non me lo posso permettere

–          I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.

–          Se ammetterai che la merda in fondo non è cattiva, dovrai mangiarla due volte al giorno

–          Se non si è di sinistra a vent’anni e di destra a cinquanta, non si è capito niente della vita…

–          I grandi amori si annunciano in modo preciso. Appena la vedi dici: chi è questa stronza?

–          I giovani hanno quasi tutti il coraggio delle opinioni altrui.

–          L’omosessualità per la classe povera non è un vizio ma un modo per accedere alle classi superiori.

–          Anime semplici abitano a volte corpi complessi.

–          La religione è finita. Non c’è più nessuno che si vanti di aver portato a letto una suora.

–          Il mio gatto fa tutto quello che io vorrei fare, ma con meno letteratura.

–          Una volta credevo che il contrario di una verità fosse l’errore e il contrario di un errore fosse la verità. Oggi una verità può avere per contrario un’altra verità, altrettanto valida, e l’errore un altro errore.

–          Gli italiani corrono sempre in aiuto del vincitore.

220px-Giovannino_Guareschi8)     Giovannino Guareschi (il giornalista)

–          La verità spesso è così semplice ed elementare che appare incredibile.

–          Per rimanere liberi bisogna, a un bel momento, prendere senza esitare la via della prigione.

–          Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no.

–          Chi non trova un biografo deve inventare la sua vita da solo.

–          Il totocalcio è una delle più subdole armi inventate dalla borghesia capitalista per difendersi dal proletariato. Un’arma efficacissima e che non costa niente alla borghesia. Anzi le dà dei grossi guadagni.

–          Non mi sono mai pentito di aver fatto domani quello che avrei potuto fare ieri o un mese prima.

–          Perché sono monarchico? Perché non c’è più il re.

–          Una donna matura e con due gran baffi, che pedala su una bicicletta da corsa, mi sghignazza in faccia. E questo mi secca perché io non ho sghignazzato vedendo una donna matura e con gran baffi pedalare su una bicicletta da corsa.

–          L’uomo è fatto così, signora Germania: di fuori è una faccenda molto facile da comandare, ma dentro ce n’è un altro e lo comanda soltanto il Padre Eterno.

–          Ho dovuto fare di tutto per sopravvivere, tuttavia, tutto è accaduto perché mi sono dedicato ad un preciso programma che si può sintetizzare con uno slogan: “Non morirò finché non mi uccideranno….

220px-Carlo_Collodi9)      Carlo Collodi (il nostro “classico”)

–          Gli smeraldi, le perle, ed i diamanti | Abbaglian gli occhi col vivo splendore; | Ma le dolci parole e i dolci pianti | Hanno spesso più forza e più valore.

–          A ogni modo, tieni sempre a mente che un benefizio fatto non è mai perduto.

–          Se per caso qualche povero diavolo ricorre a te per essere aiutato, tu aiutalo: né badare com’è vestito, né se abbia viso di persona da poterti rendere, un giorno o l’altro, il piacere che gli fai.

–          Sulle opere buone e generose non si mercanteggia mai: né bisogna farle coll’intenzione di ripigliarci sopra il frutto e l’usura.

–          La curiosità, quando è spinta troppo, spesso e volentieri ci porta addosso qualche malanno.

–          Le follie e i capricci delle mamme spesse volte sono cagione di grandi dispiaceri per i figliuoli.

–          Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o sono matti o imbroglioni!

–          La miseria, quando è miseria davvero, la intendono tutti: anche i ragazzi.

–          In questo mondo, quando si può, bisogna mostrarsi cortesi con tutti, se vogliamo esser ricambiati con pari cortesia nei giorni del bisogno.

–          La cortesia che le bell’alme accende, | Costa talora acerbi affanni e pene; | Ma presto o tardi la virtù risplende, | E quando men ci pensa il premio ottiene.

220px-Emilio_Salgari_ritratto10)   Emilio Salgari (uno scrittore)

–          Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli.

–          A voi che vi siete arricchiti con la mia pelle, mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria o anche di più, chiedo solo che per compenso dei guadagni che vi ho dati, pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna.

NB: dieci grandi connazionali da imitare e di cui andare orgogliosi, per me, secondo me, poi naturalmente ce ne sono altri! Buon anno…. talk to you again in 2014!

Rina Brundu

Featured images, authors pictures. Foto Morricone, author Olivier Strecker, source Wikipedia.

1 Comment on Buon anno 2014! E contro lo sfascismo dei tempi: 10 GRANDI ITALIANI MODERNI in 100 AFORISMI TO-REMEMBER!

  1. Ti dirò Franco vorrei risponderti ma sto seguendo l’intervista di Fazio a Samuele Bersani (sarà parente? sarà una colpa?); costui si sta quasi confessando e – solo per il fatto di starlo a sentire – mi pare di stare ad autoflaggellarmi come il monaco albino Silas nel Codice da Vinci di Dan Brown. Ecco, la differenza sta nel fatto che quando c’era il comunismo il volgo pensava che queste discussioni inutili potessero essere una cazzata, ora, nell’epoca post-comunista, il popolo ne ha certezza (che siano una inutile cazzata, si intende!).

    Buon anno anche a te. Ciao.

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