PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10. Breaking News

ON this wondrous sea – Dedicata.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

ON this wondrous   sea,
Sailing silently,
Knowest thou the shore
Ho! pilot, ho!
Where no breakers roar,
Where the storm is o’er?
In the silent west
Many sails at rest,
Their anchors fast;
Thither I pilot thee,—
Land, ho! Eternity!
Ashore at last! (1)

Nel marzo 1853   Emily Dickinson mandò questa poesia (che nella nostra lingua titolerei “In   questo meraviglioso mare”) all’amica Susan Gilmore a Baltimora… Si potrebbe   trattare della sua prima poesia con tema la vita dopo la morte. Nella prima   stanza, lei chiede al Pilota, che è Dio o un suo angelo, se può guidarla   attraverso questa vita meravigliosa fino al luogo dell’eterno riposo…. La   seconda stanza contiene la risposta positiva del Pilota.

Volevo dirti   che quel “lei” in fondo sta per noi, cioè per me, per te, anche per lui… quindi io non   mi preoccuperei.. questo viaggio che dobbiamo fare tutti – e che nel momento   dei saluti addolora particolarmente – sembrerebbe vada a finire comunque bene.

(1)   On this wondrous sea, CXLI,  from Complete Poems (1924) by Emily   Dickinson (1830–86).

Il quadro è di Ivan Konstantinovič Ajvazovskij, Marina (1864) Yekaterinburg Museum of Fine Arts (Russia).

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