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Servizio Pubblico frizzante: un’apologia del discorso alla “folla” del rappresentante della LIFE. E sul Brunetta e Mariano Ferro show: dal Micciché 2 (la vendetta) al fondo TFR per i deputati che hanno perso il posto.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

screenshot servizio pubblicodi Rina Brundu. Fortunato quel Paese che ha finalmente certezza di poter fare a meno delle sue caste, come a dire che non sempre chi ti mette nella m**** ti fa davvero male. Senza dimenticare il grande Fabrizio de André secondo il quale è dal letame che nascono i fior… Un piccolo fioretto dialettico, una rara stella alpina in questa Italia allo sbando è infatti parso quest’oggi il discorso alla folla (si fa per dire) del piccolo imprenditore della LIFE veneta (1) dal palco del santoriano Servizio Pubblico.

lifeUn discorso pacato, impegnato, che non ha fuggito il confronto e che ha dato straordinaria visibilità dell’impotenza e dell’inutilità delle “caste” di cui sopra, che pur lo ascoltavano attente, come vinte dallo stesso stupore che deve avere preso la Bella Addormentata al risveglio. Con la differenza che qui non c’era un principe spasimante ma un fuoco di fila di affermazioni perentorie e di precise domande nate sapendo di dover restare senza risposta. “Voi avete devastato questo Paese, voi non siete stati in grado di legiferare né per le imprese, né per gli operai… ” – ha detto il gigante-buono nato nella stessa Padania imbottita di diamanti tanzaniani pagati coi denari pubblici che fu feudo bossiano. “Voi politici, voi elites, voi sindacati che non siete una “casta” ma una pentola, un calderone…. Voi che ci dite che non dobbiamo essere violenti, che dobbiamo seguire le regole… ve ne dovete andare! Perché questo Paese non è la Romania o l’Uzbekistan ma è l’Italia e la sua macchina da guerra è la nostra macchina produttiva: noi non spacchiamo le vetrine, ci sono imprenditori là fuori dispiaciuti di avere lasciato gli operai a casa…”.

Più elettrico, meno intellettualmente ispirato, l’oramai onnipresente leader de “i forconi” Mariano Ferro non è stato comunque da meno. Fronteggiando un altrettanto galvanizzato Brunetta senza alcun complesso di inferiorità, ha chiesto a quest’ultimo di indagare presso il Ministro dell’Interno sul perché costui continua a definire “i forconi” degli estremisti “invece di entrare nel merito della protesta”. “Siete sempre lì, sempre gli stessi, a breve Alfano tornerà con Berlusconi per un Micciché 2 – la vendetta” ha continuato il siciliano. “Siete dei testimoni inutili della macelleria sociale che si sta consumando…. E mentre Equitalia sfratta le famiglie, i bambini vengono portati nei centri di accoglienza e i genitori in questura, voi che fate? Create un fondo di trattamento di fine rapporto per chi ha perso il posto di deputato!”.

Ovazione del pubblico con conseguente irrobustimento della vena oratoria: “Non avete ancora capito – ha tuonato Ferro contro Brunetta – che se non siete in grado di dare risposte non dovreste aspettare che sia il popolo a cacciarvi di malo modo, ma che dovreste andarvene… con dignità e umiltà (!!?!)”. Incassato il colpo da par suo il falco berlusconiano non si è fatto intimidire troppo: “Tutti a casa? Una richiesta legittima” ha concesso. “Ma poi che si fa? La soluzione qual è? Usciamo dall’Euro? Dall’Europa? Chi rappresenterà gli Italiani? E poi non si dimentichi che proprio la sua Sicilia è una regione che è sempre vissuta di prebende, ma fino a quando c’erano i soldi nessuno si lamentava. Dov’era lei cinque anni fa in Sicilia? Dov’era lei cinque anni fa? Dov’era lei cinque anni fa?”.

E via così nella lunga notte mediatica e frizzante, tra un Rampini fuori luogo, un Travaglio sottotono, un Brunetta eterna vittima della Sindrome sheldoniana dei tre colpi in-a-row, i forconi con i loro simpatizzanti finalmente nell’occhio benevolo del grande fratello e il lungo polpettone finale della Spinelli-story rifilato dalla premiata ditta santoriana con una data insolenza, ma che ha saputo ben conciliare il sonno. Fortuna che adesso è già domani!

1) Dallo Statuto LIFE “E’ costituita l’Associazione denominata LIFE.
LIBERI IMPRENDITORI FEDERALISTI EUROPEI che non ha scopo di lucro, è assolutamente apartitica e si richiama ai principi del liberismo e del federalismo, per un’economia non assistita e fortemente orientata all’Europa.
Aperta a chi possieda i requisiti di cui all’art. 7 del presente Statuto”.

Featured image, screenshot da Servizio Pubblico; da sinistra verso destra, l’onorevole Renato Brunetta, l’imprenditore della Life e Mariano Ferro. Secondo immagine, primo piano del rappresentante LIFE.

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