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Servizio Pubblico: Massimo Cacciari (o Anna Maria Cancellieri) for President! E “thank you so much” alla “carica” dei 101 (franchi tiratori).

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

cacciaridi Rina Brundu. Per certi versi la faccenda comincia ad assumere caratteristiche tecniche precise, detto altrimenti siamo in presenza di un vero e proprio “arco narrativo”. Sto parlando delle “apparizioni-nel-background” di Massimo Cacciari sul megaschermo di Servizio Pubblico e, nello specifico, delle “infinite storie di insofferenza” a tutto e a tutti che racconta la mimica del filosofo nei momenti in cui la parola viene data da Michele Santoro agli altri ospiti in studio. Queste “storie”, infatti, cominciano a crescere da sé e ad acquistare spessore, finanche un’anima.

Straordinaria, ieri sera, nel corso della puntata titolata “La Concordia”, la performance gestuale di Cacciari durante il noiosissimo discorso con il quale Lucia Annunziata ha santificato, hic et nunc, Gino Strada quale ideale Presidente della Repubblica. Pur infastiditi dalla litania della signora del giornalismo schierato, era impossibile distogliere l’occhio dallo schermo nella speranza che la telecamera catturasse una nuova immagine della The impatience of Massimo Cacciari Story. Così, nei momenti di maggiore fortuna, ecco che si riusciva a scorgere il nostro con le mani in faccia (vedi screenshot), mentre guardava l’orologio, mentre scuoteva la testa, mentre faceva questa o quell’altra indescrivibile smorfia; e, durante la telefonata di Celentano, mentre si concedeva pure il lusso di una sana scolata dalla bottiglia. Dell’acqua.

“Questa è l’elezione del Presidente della Repubblica più politicizzata che si sia mai vista!” ha tuonato però l’ex sindaco di Venezia quando il conduttore gli ha finalmente restituito la parola. Come dargli torto? E come dargli torto quando, con la solita passione politica d’antan, ha continuato a picconare i muri già fattiscenti della casa-madre PD e a scagliarsi contro l’evidente incapacità dirigenziale dimostrata dai suoi abitanti? Cacciari for President! O, in alternativa, il ministro Cancellieri, una che quando il PDL le offrì la poltrona rispose: “No, non mi schiero con i partiti!”.

Ma, forse, per oggi – dopo lo scampato pericolo-Prodi e sempre a proposito di estrema politicizzazione nella scelta di colui o di colei che dovrà ricoprire un ruolo così rappresentativo – è chiedere troppo. Domani, domani però è un altro giorno…

Featured image Massimo Cacciari a Servizio Pubblico durante il discorso di Lucia Annunziata.

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