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Bosone di Higgs: fine della storia? – Riflessioni e considerazioni

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

CMS_Higgs-eventdi Michele Marsonet. Dopo alcuni mesi di pausa si torna a parlare con insistenza del bosone di Higgs, altrimenti definito – con terminologia impropria – “la particella di Dio”. Numerosi gli articoli sulla stampa e i commenti dei mass media in genere. Quale il motivo del rinnovato interesse per un ente di cui l’uomo della strada fatica persino a comprendere la natura?

Presto detto. Quando il 4 luglio 2012 venne dato l’annuncio della scoperta al Cern di Ginevra i dubbi erano ancora molti e consistenti. Non tutti sembravano convinti che il quadro fornito l’anno scorso confermasse totalmente l’esistenza di questa particella così a lungo inseguita dagli scienziati, e nota per la sua estrema elusività. E i dubbi, mette conto rammentarlo, vennero espressi anche all’interno della stessa comunità scientifica.

Ora la situazione è cambiata poiché i fisici hanno nel frattempo raccolto moltissimi altri dati. Mercoledì 6 marzo, nel corso dei una conferenza tenutasi a La Thuile in Valle d’Aosta, hanno fornito una sorta di “ritratto” dell’ormai celebre bosone meno incerto di quello disponibile finora.

Intendiamoci, il “volto” della particella è tutt’altro che chiaro e distinto (nel senso cartesiano di tali termini). Si sa di più e i contorni appaiono meno incerti rispetto al primo annuncio. Tuttavia parecchi misteri permangono. E mi sembra doveroso aggiungere che parlare dell’aspetto del bosone è fuorviante: si usa il linguaggio antropomorfico in un contesto che esclude per definizione termini e concetti che fanno parte della visione del mondo del senso comune.

Ma si sa che anche l’opinione pubblica ha i suoi diritti. Per informarla è necessario ricorrere al nostro linguaggio quotidiano, ambiguo e perenne fonte di fraintendimenti, però comprensibile da tutti. Sono quindi spariti i numerosi condizionali che accompagnavano il primo annuncio della scoperta, ed è stato chiarito che LHC, l’acceleratore di particelle più potente del mondo, ha in effetti trovato proprio il bosone di Higgs e non altro.

Peter Higgs, il fisico inglese che ne teorizzò l’esistenza nel 1964, può essere soddisfatto. La sua previsione si è dimostrata esatta e gli varrà quasi sicuramente il premio Nobel. Si rammenti, tra l’altro, che il bosone è l’ultimo pezzo che mancava alla lista delle particelle elementari che compongono la materia (o, meglio, la materia nota a noi esseri umani).

Fine della storia, dunque? Nemmeno per sogno. Tanto per cominciare i bosoni di Higgs potrebbero essere più d’uno, nel senso che – come in un gioco di enigmi – non si esclude che la particella presenti molteplici identità. Se tale è la situazione, significa che quello scoperto dagli scienziati del Cern sarebbe solo il primo tassello di una ricerca destinata a protrarsi per molto tempo.

In secondo luogo vi sono diversi gruppi di scienziati che lavorano su questo tema. I dati sinora ottenuti sono abbastanza simili ma non in misura tale da garantire la perfetta coincidenza. Il bosone resta insomma elusivo ed enigmatico, anche se meno di prima. L’unica certezza resta per ora quella della sua effettiva esistenza.

E’ pure importante rammentare che le ricerche legate alla particella di Higgs possono fornire risposte, per quanto limitate, ad alcuni grandi misteri della fisica contemporanea. Cito, per esempio, il problema della “energia oscura”, che forma circa il 70% dell’universo e – pare – stia accelerando il moto espansivo del cosmo. Di essa non sappiamo in pratica alcunché. Ma esiste, come molti sanno, anche la “materia oscura” che, pur essendo invisibile, produce la sua forza di gravità e ammonta al 25% dell’universo. Nulla sappiamo circa le particelle che la compongono, e uno degli obiettivi dell’acceleratore LHC è proprio quello di ricrearle.

Che la scoperta avvenuta al Cern conduca o meno Peter Higgs al premio Nobel, è chiaro che ci troviamo di fronte a uno dei maggiori risultati scientifici conseguiti negli ultimi secoli. E questo a dispetto delle critiche rivolte a lui e a coloro che hanno tradotto in pratica le sue idee.

Un fatto però non dev’essere trascurato: ricerche di questo tipo comportano spese enormi, se si rammenta che il solo LHC è costato 10 miliardi di euro. Non a caso, commentando un mio precedente articolo sullo stesso argomento, alcuni lettori di questo giornale espressero dubbi sull’opportunità di continuare a finanziare simili ricerche.

La questione dei costi viene affrontata dal fisico Luciano Maiani in un interessante volumetto intitolato A caccia del Bosone di Higgs. Magneti, governi, scienziati e particelle nell’impresa scientifica del secolo (scritto in collaborazione con il giornalista Romeo Bassoli, Mondadori Università, 2013). Maiani è stato direttore generale del Cern dal 1999 al 2003, secondo italiano dopo Carlo Rubbia.

Leggendo il libro si comprende chiaramente che il direttore del Cern deve essere, oltre che uno scienziato di valore, anche un buon “politico”. Occorrono notevoli capacità di mediazione e abilità di “lobbying” per convincere i governi a finanziare progetti e ricerche che, pur estremamente feconde sul piano teorico, non hanno immediate ricadute su quello pratico. Poiché la riduzione dei fondi destinati alla ricerca scientifica pura si verifica ovunque a causa della crisi economica e finanziaria mondiale, si cerca di far leva sulla collaborazione tra diverse nazioni o entità transnazionali, in questo caso Stati Uniti, Giappone e Unione Europea. Ma non è facile, come l’autore sottolinea più volte ripercorrendo la storia degli acceleratori di particelle di cui LHC è la versione più recente.

Sullo sfondo è tuttavia sempre presente il proposito della scienza – e della fisica in particolare – di giungere alla cosiddetta “Teoria finale” (o “Teoria del tutto”), vale a dire una teoria onnicomprensiva che ci consenta di appurare una volta per sempre quali sono i componenti ultimi della realtà. Proposito ambizioso e di enorme fascino, ma anche assai arduo da realizzare.

Come ho già scritto altre volte, non è detto che esseri limitati – come noi siamo – possiedano davvero la capacità di giungere a esplorare la realtà nella sua interezza. I nostri sono limiti fisici che, a loro volta, si traducono in limiti delle capacità conoscitive. Per quanto ne sappiamo l’universo potrebbe anche risultare “inesauribile” dal punto di vista cognitivo umano, costringendoci pertanto a conoscerne solo le parti che a noi risultano accessibili. Il gusto della sfida resta e va incoraggiato, senza però scordare che una buona dose di umiltà è sempre utile quando si parla di teorie “finali”.

Featured image simulazione Geant4 di un evento in un acceleratore di particelle che dovrebbe generare un bosone di Higgs.

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4 Comments on Bosone di Higgs: fine della storia? – Riflessioni e considerazioni

  1. Federico // 16 March 2013 at 18:27 //

    Mi sembra che dal punto di vista teorico il modello standard sia ormai completo, ossia finito.
    A quali altri modelli da investigare o confutare si riferisce?
    In realtà la conferma dell’esistenza del bosone di Higgs è un colpo terribile alla comunità scientifica, dato che ha chiude de facto molte altre possibili strade (alcune delle quali bizzarre).
    Mi sa proprio che riguardo alla fisica delle particelle è “fine della storia” …

  2. Federico per quanto riguarda il modello standard concordo. Per il resto preferisco comunque pensare che siamo solo all’inizio della storia, direbbero i vari Greene, Witten et compagnia (che sarà pure bizzarro… ma è bizzarro da par suo).

    https://rinabrundu.com/2012/12/15/dalla-teoria-delle-stringhe-alla-m-theory-ritratto-di-un-matematico-geniale-ritratto-di-ed-witten/

    https://rinabrundu.com/2012/11/11/fisica-quantistica-e-teoria-delle-stringhe-il-ruolo-del-mistero-nella-scienza-la-matematica-come-porta-per-esplorare-la-realta-nascosta-e-lillusione-del-libero-ar/
    cari saluti.

  3. Leonardo Rubino // 19 March 2013 at 14:29 //

    Bell’esposizione. Brava Rina. Hai scelto bene.

    E’ vero. La l’argomento è tutt’altro che esaurito e chiuso. E poi, usando forse in modo un po’ irriverente l’esempio del divino lenzuolo, mai confondere l’identikit con la prova di colpevolezza. Il carbonio 14, tra parentesi, ha bocciato il lenzuolo, ma l’avesse mai promosso, non è che ciò avrebbe rappresentato la prova dell’esistenza di un’entità superiore divina…avrebbe semplicemente dimostrato che l’età del lenzuolo era un’altra, maggiore. Poi, la fede è un altro discorso, per me. Serio.
    Tornando a noi ed al nostro bosone, l’aver visto, chissà tra quante altre, una particella con alcune di quelle caratteristiche non significa che poi quella particella sia e faccia ciò che loro dicono (conferimento di massa ad altri ecc). E poi, da environments che hanno plaudito ai neutrini più veloci della luce, così sfasciando implicitamente l’iperconsolidato e l’iperdimostrato elettromagnetismo….. :

    https://rinabrundu.files.wordpress.com/2013/02/anno-1785-la-relativita-sinsinua.pdf

    Giusto poi osservare che la materia oscura è invisibile…io aggiungo che è pure trasparente, in quanto è tantissima, è intorno alle galassie, ma le galassie le vediamo benissimo. E però si pretende di vederne bene un briciolino qui da noi…
    E poi si parla già di SuperHiggs a 43 dimensioni, quando, però, l’Higgs semplice è stato visto in un punto dell’acceleratore che è descritto da sole tre dimensioni.x,y,z.
    Ciao Rina. Ciao Rosebud. Noi che non ingeriamo incondizionatamente “ciò che passa il convento”, ti leggeremo ancora.
    Ciao.
    Leo.

  4. PREMIO NOBEL PER LA FISICA O PER LA CHIMICA?

    Allora, per il Bosone Divino, Premio Nobel per la Fisica o per la Chimica?
    No, perchè con l’aumentare delle energie in gioco e della poderosità degli acceleratori, di particelle se ne troveranno ancora, esattamente come i chimici, quasi ogni giorno, inventano vari nuovi composti organici, che sono ormai milioni. Ma da qui a dire che tali nuove “creazioni” conferiscano massa ad altri (!!!) e abbiano a che fare con gli albori dell’Universo è come dire che nell’Universo l’idrogeno si è formato a partire dalla decomposizione dell’uranio.
    Semmai è il contrario. D’altro canto, certe lagrangiane chilometriche, con la plausibilità e con la semplicità dell’Universo primordiale, poco hanno a che fare.
    Povero Occam!
    Ma la storia parla chiaro; soprattutto quella contemporanea.

    Dopo:

    -la morte dell’etere, nel 1905, per mano di un non addetto ai lavori, ossia un impiegato di terza dell’Ufficio Brevetti di Berna

    -la morte degli imbarazzanti neutrini tachionici
    http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Scienza_e_salute/Rubbia-neutrini-non-sono-piu-veloci-luce/16-03-2012/1-A_001292252.shtml

    https://rinabrundu.files.wordpress.com/2013/02/anno-1785-la-relativita-sinsinua.pdf

    -la morte della materia oscura
    http://www.eso.org/public/italy/news/eso1217/

    http://www.astronomia.com/2012/05/07/povera-materia-oscura-si-sta-rischiarando/

    http://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.7293

    http://www.altrogiornale.org/news.php?item.7662.8

    -la morte dell’energia oscura
    https://rinabrundu.files.wordpress.com/2013/03/ovvieta-imbarazzanti-luniverso-in-contrazione.pdf

    https://rinabrundu.files.wordpress.com/2012/06/lavvocato-hubble-e-la-presunta-espansione-delluniverso.pdf

    http://www.cartesio-episteme.net/ep8/universo-che-verra.pdf

    http://www.contra-versus.net/uploads/6/7/3/6/6736569/luniverso_che_verr__contra-versus.pdf

    -la morte dell’attendibilità scientifica
    http://www.stampalibera.com/wp-content/uploads/2012/07/SULLATTENDIBILITA-DELLA-SCIENZA-UFFICIALE.pdf

    http://www.corriere.it/scienze/09_agosto_27/olanda_luna_falso_3243612c-930c-11de-9adc-00144f02aabc.shtml

    http://www.repubblica.it/2008/12/gallerie/scienze/falsa-pietra-lunare/1.html

    http://www.fisicamente.net/FISICA_2/METODO_SCIENTIFICO_MATERIA_OSCURA_ENTROPIA_UNIVERSO.pdf

    http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/apollo-11/84/default.aspx

    il silenzio, che già è calato, sancirà:

    -LA MORTE DEL BOSONE DIVINO
    https://rinabrundu.files.wordpress.com/2012/11/anything-but-superluminal-neutrinos-and-divine-bosons-by-leonardo-rubino.pdf

    Saluti.

    Leonardo.

    PS: quella dei neutrini superluminali è stata proprio grave…roba da seconda Liceo…

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