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Elezioni 2013 (6): il grillismo, questo sconosciuto. Ma al Quirinale vorrei Emma Bonino non Dario Fo. E sulla nuova moda di discutere di politica “in absentia”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

427px-Emma_Bonino_-_World_Economic_Forum_on_Europe_2010di Rina Brundu. Peccato! Peccato perché ieri sera il comportamento di Beppe Grillo e dei suoi era stato ammirevole. Quando mai si era vista una forza politica che dopo avere incassato un risultato come quello ottenuto dall’M5S, si limitasse ad una celebrazione tanto misurata e sobria? C’era infatti un che di orwelliano nell’inquadratura della strada deserta davanti allo studio con luce accesa della casa di Grillo proposta in tv dall’infaticabile inviato vespiano, tanto che lo stesso conduttore del Porta a Porta – Speciale Elezioni si è mostrato singolarmente colpito dal suo ritrovarsi a puntare le telecamere in quella direzione. Dopo la finestra del Papa la finestra di Grillo: incredibile, appunto!

O meglio, momenti straordinari! Da ricordare. Straordinaria anche la risposta che avrebbe dato l’ex (?) comico genovese ad un giornalista che gli chiedeva dove avrebbe atteso i risultati elettorali: a casa, dove curerò la lattuga! Un senso del low-profile e della comunicazione politica effettiva che strideva in maniera sostanziale con il chiacchiericcio continuato dei soliti noti presenti in forze in questo o quel salotto televisivo (tutti sprovvisti di grafici riepilogativi decenti, tra l’altro, quei salotti!), e pronti a difendere le proprie indifendibili ragioni. Stupefacente anche la sensazione di vuoto che procurava, in quegli stessi studi televisivi, l’assenza dei veri vincitori della competizione elettorale, i grillini, ai quali per ovvie ragioni gli altri potevano rivolgersi soltanto “in absentia”, mentre le risposte proposte erano solo eco dei loro stessi pensieri.

Di fatto le implicazioni dell’inusuale status-quo erano, e sono, grandissime. Era un po’ come se Grillo e i suoi stessero finalmente togliendo l’usato giocattolo dalle mani di quei politici, giornalisti, intrattenitori di lungo corso, finanche da un Bruno Vespa che negli ultimi anni è stato una sorta di deus-ex-machina della modalità più trendy di discutere di politica (di farla?). Adesso infatti, volente o nolente, era costretto, pure lui, a discuterla in assenza dell’interlocutore privilegiato, o magari inviando un giornalista giovane davanti alla casa di Grillo piuttosto che uno blasonato nella speranza che quello riuscisse dove gli altri avrebbero sicuramente fallito. Mi ripeto: momenti straordinari! Momenti straordinari e forse l’unico spiraglio di luce dentro le dinamiche asfittiche di un risultato elettorale che lascia un po’ tutti con l’amaro in bocca. Di un risultato elettorale che a sentire le continuate chiacchiere mediatiche ha molti vincitori, ma un solo perdente: il nostro amatissimo Paese!

Scrivevo “peccato!”, in apertura, perché sulle homepages dei giornali-che-contano si leggono adesso strane dichiarazioni grilliane: “Voglio Dario Fo al Quirinale!”. Strane per il modo verbale usato e strane per il contenuto. Diamo a Grillo il beneficio del dubbio – del resto non sarebbe la prima volta che le sue dichiarazioni vengono manipolate al solo scopo di ottenere l’effetto-scoop. Diamo a Grillo il beneficio del dubbio e immaginiamo che quello di vedere Dario Fo al Quirinale sia solo un suo desiderio, non un ordine. Il mio desiderio invece è di vederci una donna in gamba come Emma Bonino. Una che la politica la fa e l’ha sempre fatta perché la sente sulla pelle, non per niente nei salotti-televisivi-che-contano la si incontra raramente. Sarà un caso?

Featured image Emma Bonino, fonte Wikipedia.

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9 Comments on Elezioni 2013 (6): il grillismo, questo sconosciuto. Ma al Quirinale vorrei Emma Bonino non Dario Fo. E sulla nuova moda di discutere di politica “in absentia”.

  1. Bene! Questo articolo mi ha interessato molto e poiché me ne sento in quale modo coinvolta, vorrei esporre il mio pensiero e anche confermare una verità. Dario Fo, lo sappiamo, è premio Nobel per la letteratura ma….da non dimenticare, si è sempre occupato di politica, mettendosi in prima linea, fin da quando era giovane, rischiando anche di essere escluso da certi ambienti perché troppo sincero o non schierato politicamente. Credo quindi che non sia l’ultimo arrivato in questo campo (Grillo si è spesso consultato con lui, al riguardo).
    Ho una certezza, Dario Fo e Grillo sono amici di lunga data. Durante il periodo pre-elezioni, si sono telefonati spesso, si sono incontrati, e si sono fatti vedere insieme in Piazza Duomo, a Milano. Perché lo so? Perché mio figlio collabora con Fo,come free lance e consulente e traduttore in lingue straniere, si è seduto allo stesso tavolo da lavoro, a casa del brillante commediografo e regista. Uomo ottantaseienne, dall’arguto pensiero, sta preparando una nuova sceneggiatura, di cui conosco l’argomento, pur non potendone parlare, per ovvi motivi. Con la sua compagna di sempre, Franca Rame, si sono, fin da giovani, battuti per i loro ideali politici, e quindi penso, che come Presidente (ma Grillo propone e qualcun altro dispone) Fo sarebbe di tutto rispetto. Ma concordo con Rina…una donna Presidente sarebbe una bella svolta, un’alta scelta democratica. E di Emma Bonino ho grande stima.

  2. Sì, concordo Danila, una donna in gamba. Un modello femminile da seguire. Grazie anche a te che non sei da meno. Profitto per ringraziare tutti coloro che leggono questi miei pensieri oggi e particolarmente questo che va molto molto bene. Riprenderemo con tutti gli altri articoli nel breve ma diamo alla politica il suo spazio. Del resto gliene era restato ben poco fino ad ora, tra baccanali, tesorieri corrotti e quant’altro. Speremo nel meglio, anche grazie ai grillini che saranno le prime persone normali a sedere sugli alti scranni. E anche questo è a suo modo importante, Merkel o non Merkel!

  3. Il premio Nobel Dario Fo annuncia che sarà in giro per l’Italia con Beppe Grillo, che a Reggio Emilia lo aveva lanciato come candidato alla presidente della Repubblica. Il viaggio sarà l’occasione per presentare il libro “Il Grillo canta sempre al tramonto”, un dialogo tra Fo, Grillo e Casaleggio (i proventi saranno dati in beneficenza). Questa notizia pubblica, dice chiaramente che Fo e Grillo collaborano da tempo. un libro non si scrive un due giorni…

  4. Ottima nuova Danila, concordo su tutto e direi che in virtù di questo (o proprio per questo?) noi dovremmo continuare a sostenere la Bonino, o no? Vorrei anche profittarne per smentire Grillo (a dire il vero non ricordo se questa cosa l’ha detta lui o se era una attribuzione) che ha giustificato la nomina di Fo a Presidente della Repubblica sostenendo, tra le altre cose, che è famoso all’estero. Vivo da 20 anni all’estero e credo di conoscere dati ambienti. In virtù di questo posso dire senza tema di essere smentita che Fo NON é famoso all’estero, a meno che il significato di famoso non sia stato riadeguato dalla Crusca.

    I personaggi italiani viventi davvero famosi si possono contare sulle dita delle mani. Due iniziano per B e sono Berlusconi e Boccelli, due sono famosissimi tra i cultori di musica e di western e sono Sergio Leone (ma forse lui é morto, no?) ed Ennio Morricone. Due sono noti nel mondo della politica e dell’economia e sono naturalmente Monti e Draghi e gli altri appartengono al mondo del football italico che, ancora, nonostante tutto, tira. Buffon é un mito in tutta Europa per esempio!

    Mi spingo fino a dire e credo lui concorderà con me dovesse leggere questo pezzo (dato che abbiamo avuto prova molte volte di quanto siano potenti questi aggregatori), che Fo non é famoso neppure tra gli appassionati di teatro, di un pubblico standard intendo. Sicuramente invece sarà conosciuto da studiosi delle dinamiche teatrali cross-border (se ancora esistono, ma ne dubito).

    Il Nobel di per sé non da fama. E’ piuttosto il contrario. Il Nobel dovrebbe essere assegnato solo a personaggi che hanno dato un input sostanziale e internazionale al field di riferimento (ricordo la mia contestazione del Nobel ad Obama per la pace, non era affatto meritato!). In tema di letteratura poi oggidì dovrebbe essere assegnato con molte cautele perché la grande letteratura è ormai nel realm dell’utopico (per ovvie ragioni, a dire il vero, nella dimensione digitale). E mentre è certo che non vi è alcun letterato italico vivente meritorio di un Nobel e anche quasi sicuro che, poche eccezioni considerate in campo internazionale, il Nobel forse dovrebbe essere assegnato anche post-mortem (magari alle fondazioni) perché vi sono dei grandi, grandissimi, infinitamente grandi che in vita non hanno visto il minimo riconoscimento della loro arte.

    Infine, sempre nel caso mi legga, voglio anche dire che, ferma restando la sua bravura, la sua capacità, la sua arte e anche la sua grande umanità e sensibilità verso date tematiche sociali importantissime, il Nobel per il dottor Fo a mio avviso é un plus che non si sarebbe dovuto assegnare. Perché se venisse assegnato a lui allora dovrebbe essere assegnato a tanti altri. E questo non è cosa né buona né giusta nella storia di un mondo che dovrebbe insegnarci sempre a guardare prima di tutto.. towards the stars. E le vere star anche se sembrano tantissime in verità sono rare. Rarissime.Ciao.

  5. Concordo con te, Rina, riguardo alla meritata o immeritata assegnazione dei Nobel. Del resto, come per ogni altra scelta, è questione di gusti. Esattamente come per gli Oscar riguardo alle stars. Non conosco la motivazione per cui Fo abbia ricevuto questo premio, quindi non giudico. Non conosco neppure i criteri con cui vengono conferiti i Nobel. E non mi sento neppure colpevole di tanta ignoranza.So che è troppo anziano per diventare Presidente di qualsiasi organizzazione, tanto meno della Repubblica Italiana. Ma sappiamo che Grillo ama la provocazione. E si è trattato sicuramente di una divertente proposta.
    Noi non possiamo, purtroppo, votare un Presidente, o una Presidente. Sono i grandi elettori a scegliere il presidente della Repubblica, così vengono chiamati i deputati, i senatori, e i delegati delle Regioni che, in seduta comune nell’Aula della Camera a Montecitorio, sono chiamati a scegliere il capo dello Stato, Noi comuni mortali, che possiamo fare? Dobbiamo attendere, incrociare le dita e sperare!
    Ciao!

  6. L’assegnazione del Premio Nobel a Dario Fo e’ percio’ un premio a tutti noi, un premio simbolico a chi e’ stato privato – dai media e dalle istituzioni – della voce, della visibilita’, di cariche ufficiali o di semplici riconoscimenti. Il premio a Dario Fo e’ un premio agli esclusi, a chi non e’ sceso a compromessi, a chi ha scelto la coerenza, a chi ha preferito il potere della cultura alla cultura del potere.

    Motivazione dell’Accademia di Svezia:

    “Il Premio Nobel per la Letteratura viene assegnato quest’anno allo scrittore
    italiano Dario Fo, perche’, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignita’ agli oppressi.”

    Ecco,adesso non navigo più nell’ignoranza, ho trovato la motivazione al Nobel per Dario Fo.
    Quindi, a differenza di aver pensato che quel premio – a livello letterario . fosse immeritato,perché ci sono, come dici tu Rina, tanti validissimi scrittori e letterati che lo avrebbero meritato più di lui, la ragione del conferimento è altra. E’ un premio per gli esclusi, ma anche per quel suo voler contrastare il potere e rendere dignità agli oppressi. Allora qui non è stato tenuto conto tanto della sua capacità letteraria, comunque notevole,quando dell’impegno con cui ha difeso in tutta la sua vita, la gente semplice..la povera gente.

  7. Sì, intanto dobbiamo precisare per correttezza che Dario Fo ha declinato l’offerta. Speriamo lo faccia anche Gianni Letta dall’altra parte così diamo un colpo alla botte e uno al cerchio.

    Sul resto ho idea diversa. Il premio Nobel per la letteratura per esempio non va mai dato alla CULTURA ma all’ARTE che sono cose diverse. In realtà questa è la ragione fondante del grande misunderstanding. In Fisica sarebbe come dare il Premio Nobel a Greene che si adopera indefessamente per la diffusione della string-theory piuttosto che a Ed Witten che ha teorizzato la M-Theory e l’ha gestita matematicamente.

    La cultura infatti è cosa soggettiva. L’arte, la grande arte rimane ancora ancora elemento oggettivo. Non importa se la Sistina la guardi da destra da sinistra dall’alto o dal basso, la tua conclusione (che tu sia un grande studioso o un “asinaio” come dicevano ai tempi di Dante) sarà sempre una e una soltanto : ovvero che Michelangelo era un genio!
    Perché oggidì ci dobbiamo accontentare di meno, di molto meno? Se va… facciamolo… ok… però poi non lamentiamoci dei tempi. Ciao.

    Ps E sulle motivazioni dell’Accademia preferirei glissare. Se vai a vedere la storia del Nobel troverai delle pagine vergognose, soprattutto sul versante politico. E non dico altro.

  8. Grazie RIna, per la replica. Cosicché hai potuto ampliare l’argomento, anche se, alla fine, siamo andate entrambe un po’ fuori tema..Non era infatti il Premio Nobel l’oggetto dell’articolo. Per riprendere il discorso, speriamo che tengano in considerazione l’eventualità di eleggere un Presidente donna! Buona serata!

  9. Speriamo che presto ci sia un Premier donna. Ma la vedo dura! Ciao

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