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Grattata elettorale: ma chi debbo votare?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

450px-Alcide_de_Gasperidi Enrico Porqueddu. Mi sono svegliato e…son riprecipitato nell’incubo. La materia grigia m’aveva giocato un brutto scherzo, mi trovavo avanti nel tempo di oltre un mese. Domenica 24 febbraio prossimo venturo, giorno delle consultazioni elettorali nazionali ( e regionali in minima parte ) anticipate causa flop del governo dei tecnici.

Davanti al seggio elettorale uno strano individuo aveva piazzato un banchetto sul quale facevano brutta mostra di sé dei profili stampati in nero, testa, naso e mento che richiamavano fisiognomicamente personaggi molto noti della politica italiana.

Più o meno gli stessi che conosco e conosciamo da almeno trent’anni.

Il tizio del banchetto mi porge una moneta da dieci centesimi di euro e mi invita a grattare il profilo che mi garba. A quale scopo? – gli chiedo – e lui –  Visto che noi elettori siamo più che confusi deve sapere che una volta grattato il profilo le darò una scheda che non deve aprire e dopo avere finito di votare restituisce la scheda vera senza vergare la preferenza e metterci questa che le do io -.

Resto basito e, non comprendendo  fino in fondo il perché di una simile operazione, chiedo altri lumi.

Vede –  mi dice il tizio – oggi la politica è come il gratta e vinci. Tu gratti e perdi o vinci.  Più spesso perdi,  così come avviene nella politica italiana dal 1994 –

Naturalmente non sto al gioco, ringrazio il tizio ed entro nel seggio, voglio esercitare il mio diritto di voto. C’è poca gente, segnale strano.

Gli scrutatori mi scrutano e io scruto loro, per poco, perché uno di loro, forse per paura che me la dia a gambe, mi tende la mano chiedendomi la carta d’identità e poco ci manca che non mi chieda anche il bancomat.

Insomma, devo votare, consegno i documenti, prendo scheda e matita e mi avvio verso la cabina.

Mi stringo la testa fra le mani e avverto quasi un mancamento…per chi cavolo devo votare?

Già, da una vita voto sempre dalla solita parte. In altri tempi c’erano candidati che mi davano una certa fiducia, mentre oggi, in tutto questo bailamme, ho perso la bussola.

Mario Monti mi ha deluso, anche perché avevo subito apprezzato la sua uscita dalla scena elettorale.

Immaginavo che le sirene della politica non fossero riuscite ad incantarlo e si avviasse verso la pensione o, comunque, verso la poltrona di senatore.  Invece c’è cascato come un pivellino.

Il profumo del potere l’ha convinto di essere portato per la politica e si è costruito un’agenda, non una di quelle che ci regalano a Natale, ma una da lui inventata con un programma di governo che dovrebbe convincere gli elettori che, adesso,  l’uomo della provvidenza è lui, ignorando, forse, che l’altro uomo della provvidenza ce la sta mettendo proprio tutta per tenere il culetto attaccato alla poltrona e non per effettivo amore verso la politica,  ma, platealmente, per continuare a difendere i propri interessi come sta facendo dal 1994.

Mentre in cabina la mia testa si affollava sempre più di amletiche riflessioni sentivo aumentare, nel seggio, il borbottio, segno che la gente stava arrivando. Occorreva, quindi, decidere per chi votare e mi ritornava in mente il tizio col tavolino e il suo gratta e vinci che avevo rifiutato ma quella sua scheda l’avevo presa e messa in tasca.

Confuso più che mai non sapevo che cavolo fare. Alla fine ho sistemato la scheda del tizio dentro  quella elettorale ufficiale  e, con quest’ultima, mi sono avvicinato all’urna dei voti e ve l’ho infilata, conscio di aver fatto il mio dovere di elettore.

Fuori dal seggio, il tizio del tavolino mi ha salutato con un sorriso mefistofelico che non ho capito, anzi, mi correggo, l’ho capito.

Voleva semplicemente dirmi che non ero affatto dissimile da molti altri elettori che non sanno che pesci prendere.

E voi vi siete muniti di…lenza?

Featured image Alcide De Gasperi fondatore della Democrazia Cristiana.

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1 Comment on Grattata elettorale: ma chi debbo votare?

  1. Un pezzo di giornalismo da incorniciare! L’ho letto con piacere, l’ironia è sottile ma purtroppo vera! Davvero noi italiani non sappiamo chi votare. I politici che si scambiano favori e poltrone sono sempre gli stessi da decenni, e che cosa abbiano combinato finora, a parte scaldare gli scranni e riempirsi le tasche, non saprei proprio che altro pensare. Nuovi volti non ne vedo, o forse si, ma…siamo sicuri che non si facciano corrompere anche loro dalla fame di denaro e dalla sete di potere? Del resto, non votare sarebbe non usufruire di un preciso diritto del cittadino, ma se votassi per uno dei volti che appaiono sempre più spesso nelle campagne elettorali, mi darei la zappa sui piedi e, caspita, fa male!!

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