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Politica: la “Scelta civica” di Monti, ecco perché bisogna sostenerla, oltre il solito valzer delle poltrone.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

scelta-civica_con-monti provecolore 5di Rina Brundu. C’era un tempo in cui pensavo che i giornali, i giornalisti, i commentatori non dovessero schierarsi. Era il tempo in cui coltivavo il mito di una informazione imparziale, obiettiva, equilibrata; dell’esistenza di una classe intellettuale al di sopra delle parti e a suo modo saggia. I fatti mi hanno naturalmente mostrato altrimenti. Ad un tempo è maturata in me la convinzione che non si può essere giornalisti, commentatori, blogger, persone informate e capaci se non si ha il coraggio delle proprie opinioni e se di tanto in tanto, quando più serve, non si ha l’ardire di schierarsi. Di prendere posizione. A dire il vero sono poche le volte in cui ho mancato di dire la mia, ma rispetto alla politica ho sempre preferito mantenere quell’atteggiamento neutrale di cui racconto nell’incipit!

Non questa volta però! Non questa volta perché questa volta c’è molto di più in gioco del solito valzer pre-elettorale tutto teso a decidere da quale poltrona si alzerà un culo (scriviamolo, ecchesaràmai!) e in quale poltrona si siederà. Da persona che vive all’estero ho visto molto da vicino sia la perniciosità della crisi galoppante, sia lo sconforto, l’ironia, la sufficienza, lo sconcerto e lo sbigottimento con i quali si guarda al Bel Paese da queste latitudini e un po’ dovunque sotto il sole. Ancora oggi, non passa giorno in cui in questo o quel telegiornale “straniero” ci si domandi se l’Italia alla fine soccomberà. Il tutto sfiorando spesso il ridicolo – causa l’ignoranza crassa dei “fondamentali” della nazione che hanno sotto esame e che mai si preoccupano di colmare. Ma in realtà è proprio quella “ignoranza” delle cose – che costoro mostrano senza vergognarsi troppo – a raccontare l’unica verità possibile: ah les Italiens… non cambieranno mai!

Come negarlo? A riprova basta vedere la serrata dei ranghi dell’ancien régime contro l’attuale Premier in questi giorni di intensa campagna elettorale. Il reiterato tentativo di trascinarlo nella solita giostra del fango a colpi di semantica pseudo-intellettuale imprestata agli scaricatori di porto del tempo che fu. Eppure oggi come oggi Mario Monti non è solo l’unico nostro uomo politico rispettato all’estero, conosciuto all’estero in quanto tale, ma è soprattutto l’unica speranza di rinascita di una nazione che non ha ancora coscienza di quanto abbia toccato il fondo e il cui baratro finanziario resta comunque sempre vicino. Più vicino di quanto si possa credere se si considera che ci sono intere regioni di quello stesso Paese (penso per esempio alla mia Sardegna) che se hanno avuto un passato da non imitare, hanno senz’altro un presente difficile e forse nessun futuro. Per molto moltissimo tempo, perché anche il “digital divide” mai colmato è – non lo si ripeterà mai abbastanza – un fattore-chiave che conterà tantissimo negli anni a venire e che inciderà sul destino dei tanti giovani. Giovani che tuttora non lo comprendono e il cui unico orizzonte di attesa resta sempre quello di emigrare nel Nord Europa per fare il pizzaiolo. O il gelataio.

Di certo vi è che non si può votare a destra. Non si può votare a destra perché la destra non esiste più. E mercé il servizio resogli dal berlusconismo più spericolato – prima, ma soprattutto in questi suoi tempi davvero risibili – non esisterà per numerose decadi ancora. Di certo vi è pure che non si può votare a sinistra, laddove il triste spettacolo (non è ancora chiaro infatti quale-ruolo-abbia-avuto-chi nella costruzione di quel particolare teatrino) delle Primarie, ha messo in evidenza tutti i limiti di una visione politica del mondo consunta ma ancora determinata a non arrendersi, per la serie muoia Sansone con tutti i Filistei! E non si può votare il modello antipolitico grilliano perché non è di antipolitica che si è ha bisogno in questo momento storico ma proprio del suo contrario!

La “Scelta civica” di Mario Monti resta dunque – per autorevolezza in patria e all’estero, per know-how, per affidabilità, per serietà, finanche per disperazione – l’unica opzione possibile per ogni cittadino capace di mettere davvero in primo piano l’interesse dei tanti rispetto al proprio particolare. Per meglio dire, per ogni cittadino capace tout-court. Certo non ci si dimentica che anche dietro Monti ci sono infinite trame per lo più di matrice democristiana che vedono nel montismo una sorta di pseudo-araba-fenice comunque capace di farli rinascere dalle loro ceneri… ma è pur vero che – come diceva l’arguto Montanelli – a volte occorre andare a votare turandosi il naso. Questa è una di quelle volte e in fondo non credo che sia molto diversa da tutte le altre occasioni simili e precedenti sul sacro suolo d’Italia.

Featured image “Scelta civica” di Mario Monti.

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24 Comments on Politica: la “Scelta civica” di Monti, ecco perché bisogna sostenerla, oltre il solito valzer delle poltrone.

  1. tacciare di ‘antipolitica’ il M5S non solo è qualunquista, ma totalmente errato. L’antipolitica l’hanno rappresentata per troppo tempo quei fanfaroni (nel migliore dei casi) e farabutti (la maggior parte) che si sono alternati al potere negli ultimi 20 anni almeno. La politica vera è quella che tende al bene dei cittadini, quindi Monti che tende al bene di banche e creditori esteri è fuori gara.
    I dilettanti del M5S sono cittadini onesti che vogliono il bene dei loro concittadini, non hanno mire di potere o di pecunia e se si desse un’occhiata a quello che fanno a Parma o anche dove non sono al ‘potere’ lo si capirebbe. Invece no, si parla per frasi fatte (Grillo dice le parolacce, populisti) senza entrare nel merito del loro lavoro, che tra parentesi svolgono (come in sicilia) con uno stipendio autoridotto.
    Concludendo: meglio dei dilettanti onesti che dei professionisti farabutti.
    Saluti

  2. Grazie Fabio per il suo intervento. Ma francamente qui non si sta dicendo che i supporters del movimento a 5 stelle non siano onesti. Al contrario, forse sono i più onesti di tutti. E se cerca su questo sito troverà molti articoli in favore, anche di Grillo stesso, come per esempio nel caso del bel discorso di Catania. Ma la politica non si fa soltanto con l’onestà, la grande politica, che serve anche per rappresentare una nazione all’estero, si fa con mille elementi che al momento, a mio avviso (potrei sbagliarmi) sono solo con la tipologia di esperienza che ha Monti. Non vi è dubbio che crescendo molti grillini potranno aspirare a fare il meglio per la loro nazione e questo ce lo auguriamo tutti, così i vecchi marpioni andranno a casa una volta per tutte. Ma vi è un tempo per tutto e questo non è ancora il tempo perché coloro si confrontino a quei livelli. Senza considerare tutti i dissapori interni e quant’altro. Saluti.

    • Capisco la paura di ‘salto nel buio’, ma, parliamoci chiaro, leggiamo ad esempio i numeri: un anno di Monti ha portato il debito pubblico al record, così come la disoccupazione, l’economia reale (ne so qualcosa, sono un piccolo imprenditore che lotta ogni giorno) è in ginocchio. Certo, alcune cose sono causate da congiuntura e precedenti malgoverni, ma la cura è stata peggio del male. Il famigerato spread è diminuito solo perchè Francia e Germania si sono liberate di buona parte del nostro debito pubblico che ora è caricato sulle famiglie italiane.
      Per favore poi, smettiamola (smettetela) di chiamarli ‘grillini’ oppure cominciate anche con i ‘sellini’ di Vendola o i ‘montini’, i ‘berluschini’ e quant’altro.
      Mi creda, sono spaventato dal futuro, soprattutto se lo vedo ancora in mano agli stessi politici di quando ero piccolo.
      Peggio di così non puó essere, Monti è riuscito a non tagliare un privilegio che fosse uno della classe politica. Non voglio essere governato da uno cosí solo perchè è credibile all’estero. La sua non è credibilità, è asservimento. Ed essendo uomo di Goldman Sachs, è facile capire di chi abbia a cuore gli interessi. E, purtroppo, non si tratta dell’Italia e dei suoi cittadini.

  3. Alfonso Cataldi // 6 January 2013 at 09:44 //

    Ciao Rina buon anno, forse dall’estero non ci sono alternative a Monti, ma io a votare la logica di persone quali Casini, Montezemolo e compagnia cantando non ce la faccio proprio. E non so chi votare.

  4. Caro Fabio non è con la semantica che si cambia il mondo. E il malaffare in politica. In ciò che tu hai scritto vi sono proprio le ragioni per non vodare l’M5S. Accusare Monti di avere peggiorato lo status quo e’ un poco come accusare un chiururgo di averti tagliato la gamba in cancrena. Ma la cancrena non l’ha procurata Monti… piuttosto tutti gli altri che adesso si affannano a combatterli, M5S escluso naturalmente. Quando si fa Politica con la P maiuscola si ragiona guardando alla big picture e si comprende che senza le cure drastiche non si cambia. Cosi come non si cambierà rivotando chi promette illusioni perche’ altro non sa fare. Questa la mia idea, nulla piu’. Senza considerare che per lottare contro date realtà servono uomini e donne che quelle realtà le conoscono non salvatori della patria costruiti con l’indignazione del momento.

  5. Be’ allora vota la logica di Berusconi e di Bersani. Altro che estero tu dovresti pensare ai tuoi figli e pensare di regalare loro un futuro diverso. Che non si può averes senza un cambiamento. Radicale. E se c’é da turarsi il naso bisogna farlo perché, sempre logica alla mano, servono comunque delle realtà anche economiche che sostengano Monti che non ha né i soldi di Silvio né l’organizzazione territoriale degna del miglior PCUS di Pierluigi. E senza tutto questo non si fa Politica che lo si voglia o no. Io penso che il buon senso prevarrà perché di solito gli italiani – nonostante i loro governanti – sanno cosa è bene. E cosa non lo è. Buon anno anche a te.

  6. Ma se un governo ‘tecnico’ quindi super partes, non è riuscito a tagliare gli sprechi (province, costi della politica, privilegi scandalosi), come posso pensare che ora che da tecnico diventa schierato possa essere migliore?
    Riciclando Casini e l’udc, tra i migliori rappresentanti del clientelismo? Questa sarebbe la Politica con la P maiuscola?
    Non ce la faccio, non posso votare questa gente. Fa parte del problema, non puó essere la soluzione.
    Non credo che il M5S avrà i numeri per governare, ma le ragioni per votarlo ci sono.
    Per prima cosa sarà un vero avamposto di cittadini onesti all’interno del parlamento. Poi, darà un esempio di come si possa far politica pesando molto meno sulle casse dello stato. Non solo autoriducendosi lo stipendio, ma anche restituendo i rimborsi elettorali.
    Dopo di che, se una proposta sarà buona, si
    potrà votare, che venga da destra o da sinistra.
    Un po’ più di democrazia diretta è ció che serve a questo Paese, secondo me. Per troppo tempo si è data carta bianca a gente che non ne è stata degna.
    Io vorrei cambiare e no, non ho paura di cadere dalla padella nella brace, perchè sulla brace ci siamo già…

  7. Ti seguo soltanto nella “difficoltà” di votare Casini. Che è poi la difficoltà di votare chiunque abbia avuto connessioni con l’ancien regime (il caso PD per esempio è stato straordinario in questo senso, laddove la gerontocrazia, anche intellettuale purtroppo, che è il peggio, ha dettato legge e costretto alla ritirata le giovani truppe, anche poco determinate vi è da dire). Tuttavia Monti ha fatto un discorso preciso, ovvero ha detto che la coalizione la guiderà lui. Io ci credo. Perché ha dimostrato di essere leader in occasioni diverse, specie a Bruxelles, contro Merkel e la cortina-nordica anti-latini per eccellenza, non nel cortiletto italico.

    Non ti seguo invece nella “paura di cambiare” perché peggio di così non potrebbe essere. La mia sola paura è che il sistema gattopardico prevarrà e dunque tutto resterà come prima. Se è vero che in questo momento ha più bisogno l’Italia di Monti di quanto Monti abbia bisogno dell’Italia e pur vero che se quell’Italia non risponderà in massa, non si farà nulla. E sarà tutto come prima. Esattamente come prima. Fino alla fine. Che nel caso di questo paese non si sa mai se è davvero la fine. O l’inizio. Di un gradino ancora più basso.

  8. francu pilloni // 7 January 2013 at 13:35 //

    Mi è difficile dare torto a Fabio, ma l’analisi di Rina non ha nulla di pellegrino.
    Il fatto sta che in questo Paese (bello sì, ma anche rivoltante, signora Angela), per colpa di una storica campagna di stampa scandalosa da destra e da sinistra, oggi essere qualunquista è più squalificante che essere fascista. Infatti i neo-fascisti, di prima, seconda e terza generazione, hanno un posto al sole, oltre che nelle tribune elettorali o come le chiamano adesso, mentre neanche Grillo, che coraggio ne ha mostrato, riesce a dirsi qualunquista, perché politicamente sarebbe come bestemmiare in chiesa.
    Ora, se ben ricordo, Guglielmo Giannini fu uomo col coraggio della satira più virulenta, ma anche di fedina penale e coscienza pulita, più di tutti gli uomini che andarono nel Parlamento e al Governo nel ’48, escludendo il solo De Gasperi il quale già aveva tra i suoi “amici” chi cercò in tutti i modi di escluderlo. Chi va a rivangare un po’ di cronaca non può non accorgersi di quanto Grillo abbia ripercorso la stessa strada e seguito la medesima strategia. Spero solo che non si suicidi politicamente cercando la benedizione di un qualche papa laico, come Giannini fece con Benedetto Croce che lo scomunicò, espellendolo dalla setta dei Liberali.

  9. Giuseppina la ciura // 7 January 2013 at 14:01 //

    Cara Rina, mi pare che un tempo tu fossi un’ammiratrice di Berlusconi. Ora, stai con Monti.
    Io vivo in Italia e con questo signore NON compro che pochissimi libri(io che ne compravo 20 al mese…), non vado più a teatro, al cinema, al ristorante, non viaggio più, non entro nei negozi. La mia pensione di prof se ne va in medicine e tasse: quanto al cibo, vado nei mercatini!
    Non so se eravamo al default, quando salì Monti. Se anche fosse stato così, il chirurgo ha operato SOLO su pensionati,operai, stipendiati, piccoli e medi imprenditori. Politici di ogni tipo, grandi imprenditori,banchieri ,ecclesiastici etc NON ha dato nemmeno un dito alla Patria.

  10. Cara Angela come ben sai l’espressione “Bel Paese” è un eufemismo poetico per raccontare l’Italia. Ma non una Italia qualsiasi l’Italia grande che fu e che fece innamorare l’intellettualità europea che da noi veniva per il “grand tour”. Nei miei scritti è ormai tratto stilistico connotato ironicamente e credo che così continuerà a restare per molto altro tempo.
    Bella invece l’espressione sul Casini: si è fatto pulcino e si è messo a chioccia. Come no! Tutto, pur di non uscire dal pollaio! Saluti.

  11. Cara G. buone cose e buon anno visto che non ho avuto occasione di farti gli auguri prima. Ti rispondo per macro-pillole su alcune questioni che mi premono. E la prima è che chi mi conosce da vicino sa che sono poco propensa alle “ammirazioni”, di qualsiasi tipo. Le persone che ammiro le conto sulle dita di una mano e mi resta sempre qualcosa. In politica mai ammirato nessuno, tranne un signore che faceva il segretario, era fiorentino, è vissuto molto tempo fa e ha raccontato la politica nell’unica maniera che io ritengo possibile: onestamente. Quel signore però non si chiamava Silvio Berlusconi, meno che meno Matteo Renzi, ma si chiamava e si chiama (perché i miti non hanno tempo) Niccolò Machiavelli.

    Vero è però che – proprio per il fatto che sono usa pensare di mio, e dunque non mi sono mai fatta “colonizzare” intellettualmente da nessun guru né a sinistra né a destra (ricordo, anni fa, quando avevo gli altri siti qualche idiota che mi raccomandava che dovevo stare a sinistra perché gli scrittori stavano a sinistra…. Inutile dirti i calci metaforici che diedi – purtroppo, li avrei voluti dare direttamente nel deretano ma non era possibile vista la distanza!) – ho sempre tentato di razionalizzare. Quindi sono anche una di quelle persone che il Cavaliere non può accusare di avergli dato contro per partito-preso. O per partito-dei-giudici. O boiate simili. Si è chiuso un occhio su tutto… l’unico che non si poteva chiudere – come ho scritto in moltissimi articoli da due anni a questa parte – era quello che guardava sul fallimento del berlusconismo come dottrina politica e come modello di leadership. Troppo lungo per entrarci ora ma posso diremere in altro momento o cercarti i link agli altri articoli già scritti.

    Penso anche che le tue preoccupazioni siano le preoccupazioni di tutti gli Italiani ma come dicevo a Fabio non è con il chirurgo che ti taglia la gamba in cancrena che bisogna prendersela ma con il malaffare che la cancrena ha causato. Senza considerare che in questa sede si parla del governo di una nazione e quella tipologia di leadership ha caratteristiche che per ovvie ragioni guardano prima di tuto al bene dei tanti come entità collettiva. E poi guardano nel particolare. Esattamente come racconterebbe Machiavelli che appunto non la mandava a dire. Baci.

    • Giuseppina la ciura // 8 January 2013 at 13:39 //

      Cara Rina, grazie per gli auguri.
      Mi auguro(ma non ci credo) che il chirurgo, dopo aver tagliato una gamba, non sia costretto a tagliare l’altra e così via fino alla morte del paziente.

  12. Franco quando sento parlare di De Gasperi da quando ho saputo della denuncia a Guareschi…. semplicemente cambio pagina. – Penso che Grillo qualcosa raccoglierà ma sicuramente se non si è suicidato tutto ha fatto per suicidarsi…. e ne pagherà il prezzo. Anche perché essere predicatori – ne so qualcosa nel mio piccolo (:)) – ha un “costo”. E lo si paga sempre. Di buono c’é che un “predicatore” è generalmente onesto, anche Grillo è onesto. Ma in Politica non basta. Machiavelli, di cui sopra, riderebbe all’idea di un principe onesto che sia anche di successo. Non penso che Monti ce la farà – perché per riuscire dovrebbe avere dietro un Paese moralmente più avanzato – ma penso che sia dovere di ogni persona che ha a cuore l’interesse del Paese… dargli una mano. Chi ha a cuore le poltrone…. non avrà che l’imbarazzo della scelta per dare il suo voto!

    ps Scusa se non ho risposto in altre sedi ma mi è praticamente impossibile seguire tutti i threads. Auguri di buon anno a G e ad Alessandra se ci legge da Londra. Abbraccio.

  13. Bella discussione comunque! Grazie a coloro che vi hanno partecipato ma anche a chi ha letto il pezzo.. a dimostrazione che si può parlare di Politica, dire delle cose e che si può farlo civilmente senza scannarsi a vicenda….

  14. francu pilloni // 7 January 2013 at 20:34 //

    Signora Angela, Dio mi guardi dal tirala dentro a forza! Anche se non si trattava di una retata della polizia, ma solamente un riferimento (che le dava pure ragione da come ho poi letto nell’intervento successivo) al fatto che le desse fastidio che Rina abbia l’abitudine di chiamare il nostro il Bel Paese. Perché, signora mia, bello lo è davvero, ma anche avvilente.
    E non si scoraggi. L’importante è morire ridendo, diceva uno che non ricordava bene i proverbi e aveva male interpretato quel “ride bene chi ride ultimo”. Come dargli torto?

  15. francu pilloni // 7 January 2013 at 21:07 //

    Guareschi accusò De Gasperi di essere troppo tenero con i comunisti. Pensa tu! Ma nel ’57, lo scrittore lo ricordò come un “gigante” al paragone con i politici di allora. Pensa se avesse conosciuto questi!
    Io ho letto, 50 anni or sono, il testo del discorso che Degasperi fece alla Conferenza di Parigi del 1948, dove i vincitori si spartirono l’Europa e l’Italia non fu invitata. Ci andò comunque e ottenne di parlare per ultimo, alle 16, quando tutto era già stato deciso. Il rappresentante di sua Maestà Britannica, dicono le cronache, si alzò per uscire dalla sala, ma sulla porta si fermò sentendo le prime parole del nostro. Parlava a nome dell’Italia, dell’Italia vinta, l’Italia che per tutti era quella di Mussolini… e tutti ascoltarono in silenzio.
    Di lui so che, morendo ancora giovane, lasciò moglie e 4 figlie che per mangiare … ci pensò un amico di partito, possidente, a pensare alla famiglia di quell’uomo, malvisto specialmente all’interno del suo partito. E non dimenticare che fu in prigione per le sue idee antifasciste, cosa che fra i cattolici non era certo la prassi.

  16. Ho letto Franco. Tante cose di ciò che scrivi le sapevo ma le avevo scordate. Non dubito neppure che fosse un grande leader, senza considerare che l’Italia che rappresentava era una Italia diversa da quella post-bambocciona che viviamo adesso. Resto però convinta – a difesa dei politici moderni (se così li possiamo parlare) – che la maggior parte dei leader passati, misurati con i nostri metodi non sopravviverebbero il loro mito. Tranne forse, Gandhi e pochi altri, probabilmente i leader all’Alessandro e alla Cesare o alla Ramesse II ma non gli altri. Come dire che essere leader oggidì, leader rispettati è compito molto più difficile. Certo però laddove manca la stoffa non c’é nulla da fare…. Il gist è che io spero che Monti ce la faccia perché amo il mio Paese, ma qualora diventasse Premier eletto…. un vero commentatore dovrebbe smetterla con i complimenti e dare sempre contro. Insomma un leader al governo che faccia male o bene dovrebbe essere SEMPRE criticato: noi infatti non siamo sicuri che quelle critiche siano giustificate, ma lui/lei ne ha certezza! ciao.

  17. Cara G. grazie e auguri anche in famiglia. Sul “tagliare” non posso che concordare…. speremo bene. Time will tell, come si dice qui. Au revoir.

    ps quando mi mandi qualche tua bella recensione? In francese pure, va benissimo!

  18. francu pilloni // 9 January 2013 at 00:37 //

    Quando io parlo di noci, tu tiri in ballo le noci di cocco, cara Rina. Le noci sono noci e meno fanno rumore, meglio é. Degasperi era una noce, col guscio duro, ma il frutto intatto. Oggi, se ne dobbiamo parlare, abbiamo a che fare con noccioline, di quelle che si buttano alle scimmiette, giusto per farle muovere dentro la gabbia.
    Vedo però che stai diventando cinese: Monti è la moglie, il cronista sta per il marito: “Quando torni a casa, picchia tua moglie: tu non sai perché, lei sì!”

  19. Alfonso Cataldi // 9 January 2013 at 13:48 //

    Intanto la grande morale di Monti fa incetta di candidature specchietto per le allodole, esattamente come tutti i suoi predecessori, ultima Valentina Vezzali.

  20. Be’ Alfonso non è che Monti può fare tutto da solo! Anchet lui avrà bisogno degli altri, o no? Non vedo cosa ci sia di male! E poi la Vezzali è brava ed è donna ed è sportiva: che vuoi di più?

    • Alfonso Cataldi // 10 January 2013 at 09:09 //

      Quando ci sono le olimpiadi sono il primo a fare il tifo per la Vezzali, ma ahimè, per i grandi problemi dei bistrattati cittadini italiani temo non siano sufficienti due tiri di fioretto.

  21. Concordo perfettamente Alfonso, per questi motivi ritengo che bisogna votare persone valide. La Vezzali non è la prima né l’ultima negli arrivi di “vip” dentro gli schieramenti politici. E’ purtroppo una prassi vecchia e dannosa. Ma questo avviene. Da tempo. Inutile inserire qui sotto la lista di personaggi che mentre la Vezzali va da Monti, corrono a sinistra e a destra. Pensa soltanto ai giornalisti che si stanno candidando e che poprio alcuni giorni fa Mentana ha chiamato, in polemica, “non credibili”. Ciao.

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